L’invito da me formulato, esplicitamente già nel titolo, in un precedente articolo (“Lo volete davvero il partito nuovo? Allora cacciate i soldi…” ha avuto una accoglienza che, assieme al dibattito che si sta sviluppando per altre vie, mi induce ad alcune riflessioni.
La prima è che esiste una discreta disponibilità ad accoglierlo. E’ diffusa la sensazione che dalla crisi non se ne esce senza qualcosa di nuovo. E le aspettative di una nuova legge elettorale con consistenti elementi di proporzionalismo incoraggiano la voglia di provarci, puntando su quella cultura laica, liberale e socialista che pur diffusa in mille rivoli, non ha una rappresentanza politica.
Ma c’è anche chi non coglie l’importanza di anteporre l’aspetto finanziario a qualsiasi discussione di merito. Immaginabili e fin troppo scontate le obiezioni: “prima occorre sapere per fare cosa”, inoltre “quello che va bene a te potrebbe non andare bene a me” senza contare che “certi personaggi io non ce li voglio” e poi “chi controlla i controllori?”.
Mi sarei meravigliato di non incontrare persone intelligentissime, abituate a spaccare il capello in quattro bravissime ad insegnare quello che “gli altri” dovrebbero fare. Io invito caldamente questo tipo di obiettori a continuare a starsene tranquillamente a casa propria, certi che così non cadranno in errore e mai saranno raggirati.
L’appello vale per persone che ci vogliono provare. E, inoltre, l’ho detto io stesso che si tratta di una pazza idea. Ma nessuno è così pazzo da pensare di fare “scucire” soldi al buio, attraverso una riedizione della mitica “stangata” di Paul Newman e Robert Redford, sostituendo alla finta bisca un finto partito. Diciamola in tutta chiarezza: è giusto non fidarsi. E in primo luogo occorre non fidarsi delle promesse non rafforzate da una sottoscrizione. Per vedere quanti siamo veramente, occorre contare solo coloro che sono disposti a versare un piccolo obolo. Ed è chiaro che tale obolo sarebbe restituito, o nemmeno versato, in caso di insuccesso. Ma partenze alla garibaldina, salvo poi sbattere contro il muro, ne abbiamo viste troppe. Inoltre, quanto al “dibattito politico” alle scelte programmatiche e così via sottilizzando, al momento basta sapere che vogliamo il soggetto politico unico di tutti i laici, liberali e socialisti. Queste le coordinate sufficienti. Programmi, alleanze, organizzazione, etc. dovrebbero venire dopo, attraverso processi di rigorosa democrazia interna.
Piuttosto, assai più importante mi pare valutare l’acceso dibattito che si sta sviluppando soprattutto la le varie e rissose componenti dell’universo socialista. C’è grande fermento, anche troppo e non privo di contraddizioni. C’è chi punta sinceramente a riaggregare tutti i socialisti. Ma, intanto, spuntano nuove sigle. Credo che ci siano da parte di molti socialisti, sentimenti sinceri. Ma temo, e lo dico con preoccupazione e perché pavento nuovi-vecchi errori, che possa prevalere l’obbiettivo di qualche operazione verticistica. Ricordate il movimento di Bertinoro strangolato in culla dalla illusione che fosse sufficiente riunire tutti i socialisti? Ecco, guai a ripeterlo. L’unità dei socialisti è cosa buona e giusta. Ma non è di per se un marchio che tira sul mercato dei consensi. E’ utile, ma non basta.
Sarebbe decisiva, invece, se coordinata e confluente con una operazione che parta da una decina di migliaia di cittadini, nei modi sopra descritti.
Nicola Cariglia

Spero proprio che non abbiamo ssssscritto per nulla. Non armiamoci e partite,ma armiamoci e PARTIAMO.
I soldi? ho presente un raggruppamento, poi divenuto potente ed oggi tra i maggiori concentramenti economico/finianziari in Italia, che ha cominchato nei primi anni ’70 a far proprio uno slogan commerciale che diceva grosso modo: il risparmio di una sigaretta al giorno.
Ed è vero, solo che questa CASSA PEOTA (piccolo risparmio veneto) si fa se ci si crede e come sappiamo VOLERE E’ POTERE, altra cosa fondamentale ed indispensabile. l’altra sono le linee fondamentali da cui non si DEVE derogare.
Pensiamoci bene e riferiamoci sempre a quell’ slogan “l’unione fa la forza” che qualche sindacalista che mi legge è stata tramutata in “uniti si vince”!
Proviamoci e, seguendo gli slogan che ho profuso qui sopra aggiungo: TENTAR NON NUOCE!
Peccato che sull’argomento manchi il punto di vista di Marzio Siracusa, se ci sei, batti un colpo!
Specifica, Paolo. Io parlo solo di soldi ed ho scritto un articolo, visto che sono giornalista. Siccome di questi tempi molti parlano di un nuovo partito (anche per effetto di ipotesi di leggi elettorali proporzionaliste), ho fatto presente il problema finanziario. E, sulla base dell’esperienza, ho affermato che deve essere anteposto a tutto il resto per evitare iniziative destinate a naufragare. Sembra così assurdo?
PS. ci sarebbe un altro aspetto, questo morale. Personalmente, se dovessi partecipare ad una iniziativa politica, la prima cosa che vorrei sapere è chi ci mette i soldi. Molti, su questo punto, preferiscono glissare e poi vorrebbero pure fare i moralisti…
Non è assurdo, ma dopo i soldi ci vuole anche la gente, va da se, e si parla di tanta gente. Mi pare che esperimenti di “correnti” inserite in grandi partiti, come qualcuno ipotizza, siano da scartare sul nascere, le correnti fanno notoriamente male alla salute, per carità e per pietà, risparmiacetele!
Resta da vedere se dopo i denari, sia possibile far rinascere idee e movimenti ancorati al 1900, che mi pare facciano acqua un po’ ovunque in Europa.
Non è quindi un problema che si risolve solo e soltanto con i soldi, ma c’é qualcosa di cui tenere conto nella valutazione di questo proposito.
I soldi, quello l’hai accennato, il problema della società odierna dove l’italianità si perde ogni anno tra variegato rumeno, ucraino, peruviano, siriano, filippino e africano, e i social, che anche volendo escluderli, fanno parte del sistema di vita. Poi , ovviamente, il progetto e le finalità, tenendo bene in mente che non è possibile piu agire come ai tempi del pentapartito, proporzionale o meno che sia, insomma, non un problema di facile soluzione.
Scusa Paolo,
ma questo ipotetico nuovo partito, chi ce lo ha iscritto al 900? Ma non vado oltre. Per me lo schema è: riconoscersi in senso ampio nella cultura laica, liberale e socialista, disponibilità a pagare una quota, discussione e organizzazione del soggetto. Chi non ci si dovesse riconoscere, ritira la disponibilità a versare i soldi. Chi preferisce continuare a discutere all’infinito, lo faccia. Ci sono tanti siti internet……compreso Pensalibero.
Buona fortuna, raccoglierete qualche fondo cassa per organizzare qualche bella cenetta e discutere appassionatamente, oppure devi rivolgerti a personaggi della finanza che siano disposti a sganciare somme rilevanti.
La tua lista elude la realtà nella quale l’Italia e il mondo si trovano, non vai oltre, ma i migranti si, il devuto pubblico pure, e lo scacchiere politico europeo sta cambiando.
Siate di buona volontà ma siate soprattutto realisti.
“debito pubblico”, errore di sbaglio.
Le cenette le lascio volentieri a te. Non ho sufficiente bicarbonato. Rivolgermi ai personaggi della finanza mentre i giornali sono pieni delle liste dei saccheggiatori del Monte dei Paschi e di altre banche italiane, pure. Eh, già: quello del ‘900 sarei io….
Non mi pare ci siano 100 alternative per avere fondi tali da fondare un partito, oppure mi son perso qualcosa per strada!
Ma guarda Nicola, per me essere del ‘900 è un punto in piu’, un qualcosa che qualifica, anzi, penso che la saggezza che deriva dall’età sia una dote che non si debba perdere, Sanders negli USA ne è stato un esempio, Te, e non lo dico da oggi, dovresti già essere in campo. Se non l’hai fatto non credo solo che sia per la mancanza di fondi…..
Comunque, auguri di riuscita se questa è la tua decisione, a quanto pare subordinata ai fondi che vorresti raccogliere.
Leggendo quello che viene detto sui partiti del 900, e dato che io vengo da la, mi sono permesso di valutare la situazione politica attuale. In Italia esiste un fenomeno politico che si chiama M5S e che questo partito ha assunto delle dimensioni quasi impensabili, vero. Però è anche vero che questo partito che cavalca il dissenso e la contestazione è un partito trasversalissimo, parte dall’estrema destra fino all’estrema sinistra e quando stanno all’ opposizione a dire di no a tutto sono unitissimi, ma quando bisogna cominciare ad operare è qui che casca l’ asino, in questa massa eterogenea cominciano ad emergere la varie visioni e magari anche delle ideologie che nella massa erano sopraffatte dal qualunquismo contestatore ed ognuno comincia a spingere la cosa verso il proprio lido ed ecco qui l’incapacità di governare. Allora se questo partito che dovrebbe nascere riesce a far capire che può esserci una contestazione al potere , ma non con l ‘astratto delle frasi scurrili e basta , ma con delle proposte sensate ed attuabili e dimostrabili nella loro applicabilità ho la certezza che molti giovani ed anche molti personaggi importanti potrebbero aderirvi………..i giovani non sonio peggio dei vecchi, basta fargli vedere che non esistono soltanto novelle…..ma anche i FATTI…
Scusate l’intromissione, ma ho letto il testo del brano di Gino Paoli “Eravamo quattro amici al bar”…..e pare sempre piu’ pertinente al vostro scambio…..parlate di valori, di nuovo, di vecchio, di giovani e di vecchi…..appunto, il rischio è che dei 4 amici, ne resti poi alla fine uno solo.
Ora non ditemi che sto all’estero e che faccio il gufo, ma la vedo in salita.
Caro Fabris,
la mia perplessità, invece, è che tanti sono prodighi di analisi socio-politiche ma assai abbottonati sui soldi.
La mia perplessità è che sia l’ennesima iniziativa di “vecchi”, destinata ad infrangersi alla prima vera conta,. Senza i giovani non si va lontano!
I giovani sono ormai quasi tutti coloro a partire dai millennials (18 anni dal 2019) e costoro non conoscono né hanno grande interesse per la storia del ‘900. Direi, anzi, tutt’altro. E quindi, resto a mio modesto parere dell’idea che, in premessa essendo questo un secolo “liberale”, occorra raccogliere e trasmettere alle nuove generazioni soprattutto il lascito “migliore” (permettetemi di usare questo termine, per intenderci alla meno peggio, anche se so che è un errore) di questa tradizione
Allora che dite: lo buttiamo il cuore oltre l’ostacolo o abbiamo delle remore. Con le remore non si salta ed allora inutile lamentarsi.
Ciao Giampaolo,
se vogliamo fare una verifica seria, potremmo vederci in venti-trenta persone e valutare realisticamente se “si può fare”. Senza passi avventati. Che ne dici?
Se è per vederci tra vecchi amici, perché no? Ma tanto so già che sarà solo una scampagnata. Per giunta da tempo mi sono convinto che l’unica via percorribile resti quella di un’adesione critica al PD e la costituzione al suo interno di una corrente, riconoscibile, che faccia riferimento ai principi del socialismo democratico e liberale. Avrà sicuramente vita stentato, però resta l’unica occasione per farsi ascoltare e stimolare un dibattito. Se c’è riuscito persino Speranza, non si può disperare
Aggiudicato, Silla! Un bell’incontro entro metà febbraio di una trentina di persone e tentiamo di delineare un percorso. Senza suonare la grancassa.
Quello di Cellino è oggi l’unico approccio possibile. Sono convinto che si riesca a formare un raggruppamento (prevalentemente di vecchi) abbastanza significativo. C’è molta gente che aspetta di trovare iniziative valide da supportare. Forza!
Caro Franco,
il motivo principale di questa mia sortita è che mi sono un po’ stufato di tante persone che invocano una iniziativa. Ovviamente io sarei (del tutto disinteressatamente) disponibile a dare una mano. Ma con il duro linguaggio della verità, non con le inutili lusinghe.
Armiamoci e partite lo disse qualcuno, ma lo pensano in molti………….
Non so quanto sia l’importo che bisogna versare per poter dar vita a questo soggetto politico e se è nelle mie possibilità sai che io ci sono, ma la cosa che mi preoccupa, proprio da come tu scrivi è la componente socialista , che ognuno di questi gruppi si sente più socialista degli altri e va a finire al solito che non sono gli altri che vincono ma siamo noi che perdiamo per le divisioni e diversificazioni e primogeniture. Se abbiamo il coraggio di unire le forze laiche in unico progetto politico in maniera seria, credo che il successo non dovrebbe mancare……..Ti ricordi l ‘ ALLEANZA LAICA….? Che campagna elettorale!!!!!!!!!!!!!