
La Protezione civile di Gaza gestita da Hamas afferma che ieri 20 persone in cerca di aiuti umanitari sono state uccise dal fuoco israeliano nel sud della Striscia. “Venti martiri e oltre 200 feriti a causa dei colpi d’arma da fuoco dell’occupazione sono stati trasferiti all’ospedale da campo della Croce Rossa nella zona di Al-Mawasia Khan Yunis, poi all’ospedale Nasser di Khan Yunis”, ha detto alla Afp il portavoce della Protezione civile, Mahmud Bassal. Le persone, ha aggiunto, stavano aspettando di raggiungere uncentro di soccorso a Rafah “quando le forze di occupazione hanno aperto il fuoco” vicino alla rotonda di Al-Alam. L’escalation tra Iran e Israele influenzerà la situazione intorno alla Striscia di Gaza e potrebbe spingere Israele a un cessate il fuoco temporaneo, ha dichiarato il vice capo dell’ufficio politico di Hamas, Musa Abu Marzouk. “La guerra con l’Iran influenzerà la situazione nella Striscia di Gaza, perché se saranno coinvolte ingenti forze militari (israeliane), questo, ovviamente, avrà ripercussioni su Gaza. Forse servirà anche a un cessate il fuoco. Ma questo non significa allo stesso tempo che, a causa dell’escalation con l’Iran, Israele deciderà di cessare completamente il fuoco a Gaza”, ha affermato il vice capo del movimento estremista palestinese. Le autorità egiziane hanno arrestato due membri del comitato internazionale di coordinamento della Marcia Globale per Gaza, secondo quanto ha riferito il gruppo. In un comunicato gli attivisti hanno affermato di non avere notizie del cittadino francese Hicham El Ghaoui e del cittadino spagnolo Manuel Tapial da circa un giorno dal loro arresto e di non avere dettagli su dove si trovino. Manifestanti provenienti da 80 paesi avevano in programma di marciare verso il confine egiziano con Gaza per mettere in luce la crisi umanitaria sempre più grave che affligge i palestinesi da quando Israele ha iniziato a bloccare i camion con gli aiuti umanitari a marzo. L’esercito israeliano ha dichiarato su Telegram che un missile lanciato dallo Yemen è “caduto prima di entrare in territorio israeliano”, dopo che le sirene hanno suonato in diverse parti del Paese, “come da protocollo”. Nelle ultime ore è stato registrato un numero insolitamente elevato di 28 aerei cisterna decollati dagli Stati Uniti in direzione est attraverso l’Oceano Atlantico. Lo scrive Haaretz, aggiungendo che al momento non è chiara la destinazione di velivoli, che non sembra stiano scortando aerei da combattimento. È possibile che gli aerei stiano volando per sostituire altri rifornitori statunitensi in diverse aree – ipotizza il giornale israeliano – ma è anche possibile che siano destinati a contribuire ad aumentare l’attività aerea statunitense o israeliana di fronte alla guerra tra Israele e Iran. Le forze israeliane hanno ucciso ieri almeno 59 palestinesi in varie zone di Gaza, secondo quanto riportato da Al Jazeera. Molte delle vittime sono state colpite – ancora una volta – mentre cercavano di procurarsi cibo presso i centri di raccolta gestiti dalla controversa Gaza Humanitarian Foundation, sostenuta da Stati Uniti e Israele. Diversi raid aerei israeliani hanno colpito anche la parte meridionale di Gaza, uccidendo almeno 12 persone. Altre sette sono state uccise a Beit Lahiya, nel nord dell’enclave, hanno riferito i medici. Almeno otto persone sono state uccise da un attacco israeliano contro il campo profughi di Nuseirat, nella Striscia di Gaza centrale. Il giorno prima, i palestinesi uccisi sono stati almeno 79. Nel colloquio telefonico avuto con il primo ministro Benjamin Netanyahu, la presidente della commissione Ursula von der Leyen ha ribadito l’appello agli aiuti per Gaza. “La situazione umanitaria a Gaza è inaccettabile – scrive von der Leyen su X -. Ho ribadito il nostro appello urgente a consentire a tutti gli aiuti umanitari di raggiungere immediatamente i civili bisognosi”. Inoltre, “è indispensabile la ripresa del cessate il fuoco e l’immediato rilascio degli ostaggi, in modo da poter finalmente porre fine alle ostilità in modo permanente”. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato domenica sera di aver individuato “un’apertura” riguardo agli ostaggi trattenuti nella Striscia di Gaza e di aver dato venerdì l’ordine di portare avanti i negoziati per il loro rilascio. E i suoi grandi amici, primo ministro Benjamin Netanyahu, cioè gli Stati Uniti, sono geograficamente lontani.
Giuseppe Basilico

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