
Anche in questo caso, improbabile dare la colpa agli impegni delle rispettive agende. Prodi, incalzato su temi spinosi come pacs, Concordato, scuola privata, etc., non vuole aprire nuove crepe nel suo schieramento.
L’insistenza di Pannella, Capezzone, Bonino nel lamentarsi dell’atteggiamento di Prodi, e in genere dell’Unione, nei loro confronti viene variamente interpretato: infatti, persone tanto navigate non possono non sapere (anche per esperienza diretta) quanto controproducente sia il vittimismo in politica.
La spiegazione, secondo noi, è una sola. La Rosa nel Pugno (quindi non solo i radicali, ma anche lo SDI di Boselli) si è aggiunta alla sempre più lunga lista di partiti che aspettano il “grande rimescolamento” dopo le elezioni, quale che sia il risultato. Scommettono su una difficile governabilità che apra la via ad una Grande Coalizione, sulla scia di quanto avvenuto in Germania.
Una soluzione che ha sostenitori nella Margherita, nell’UDC, nella DC di Rotondi, nel Nuovo PSI di De Michelis, nella diaspora laico-socialista ed anche, appunto, nella Rosa Nel Pugno.
Che ha, da far valere, le più volte manifestate divergenze col programma dell’Unione e personalità che potrebbero tornare assai utili per l’apprezzamento bipartisan di cui godono (Emma Bonino).
Anche Pannella e Boselli guardano alla grande coalizione
Pannella, Capezzone, Bonino si lamentano continuamente di Prodi e dell’Unione. Ma persone tanto navigate non possono non sapere (anche per esperienza diretta) quanto controproducente sia il vittimismo in politica.

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