Come un allenatore puntellato sulla sua traballante panchina, Berlusconi, e la Casa delle Libertà espugnano Catania e trovano la vittoria scacciacrisi; infatti poteva essere davvero l’ultima occasione prima della resa dei conti finale per la CdL. Dopo anni di batoste elettorali aleggiava sempre più insistentemente il fantasma Casini come nuovo leader del centro destra in vista delle prossime elezioni, ma il più giovane ex DC della politica italiana pare dovrà attandere tempi peggiori perchè con questa vittoria Berlusconi sembra serrare i ranghi e preparare una lunga volata verso la prossima legislatura.
Vero è che una vittoria non scaccia via tante sconfitte ma ciò è bastato per mettere a tacere vecchie ruggini interne al centro destra. Forse la vittoria al primo turno del medico personale del premier servirà anche per fermare l’emmoragia di deputati centristi attratti dalle sirene del centrosinista, il quale contava molto sulla vittoria di Catania e che adesso sembra un pò meno trionfante rispetto al dopo regionali. Per un Bertinotti che parla di “unica battaglia vinta dalla CdL” c’è un Pecoraro Scanio che parla addirittura di voto falsato dalle tante liste che appoggiavano il centro destra (quattro solamente quelle portate dallo scissionista Raffaele Lombardo), ma c’è pure un Mastella che pensa ad una salutare autocritica.
Prodi commenta che c’è ancora da lavorare e Fassino si rifà alla botanica aggiungendo che una pianta non fa una foresta.
Ma si tratta di vera svolta o solamente di un’eccezione insulare?
Per adesso la vittoria di Scapagnini su Bianco ha evitato il naufragio della CdL e del suo capitano che resta un po’ più saldamente al comando della barca evitando tamporaneamente un ammutinamento dei suoi alleati meno fedeli sulla rota delle politiche 2006.
Angelo Marinazzo

Lascia un commento