Dal 20 al 22 di giugno si terrà il congresso nazionale del PS con il compito difficilissimo di assorbire la cocente delusione elettorale e trovare motivazioni forti che consentano di riprendere il cammino. E’ una strana situazione: il PS è un partito non ancora nato. Le elezioni lo hanno colto nel bel mezzo del suo processo costituente che ha avuto l’imperdonabile limite di essere un mero assemblaggio di piccole formazioni sorte dalle ceneri del vecchio PSI. Un processo che non è riuscito a coinvolgere energie e personalità che si trovassero al di fuori dei partiti che manifestavano la volontà di riunificarsi.
C’è il comprensibile desiderio di voltare pagina e di dare un segno di novità. Le speranze sono riposte nella euro deputata Pia Locatelli e in Riccardo Nencini, presidente del Consiglio regionale della Toscana; ma le mozioni congressuali in gestazione sono già almeno quattro, destinate a raccogliere vecchie e nuove nomenclature salvo poi ricomporsi in equilibri ancora da decifrare.
Il punto vero è che il problema non è questo: al di la della stima che meritano tanto Pia Locatelli quanto Riccardo Nencini, la ricerca di un nuovo inizio dovrebbe seguire un’altra via. E’ difficile accettarlo, ma i socialisti dovrebbero rinunciare a questo loro congresso, non celebrarlo. Sarebbe necessario passare davvero attraverso il processo costituente di un partito nuovo che coinvolga ambienti e persone nuovi, anche non appartenenti alla tradizione socialista.
Piuttosto che sfiancarsi nella ricerca immediata di una leadership, cui affidare tutto il carico delle tante speranze e delle troppe frustrazioni, meglio sarebbe un percorso più lungo. Da ora fino alle elezioni europee dell’anno prossimo dedicarsi a ricucire tutto il pulviscolo di circoli, siti, club, presenze di area disseminati nel Paese ed accettare, almeno nella prima fase, forme federative di aggregazone.
Ci rendiamo conto che è difficile per un quasi partito con il morale sotto i piedi e desideroso di rivincita accettare un consiglio come questo. Lo abbiamo formulato non per dovere di ufficio ma con viva partecipazione. Sappiamo che non sarà accolto. Perciò, cari amici socialisti, auguri sinceri per il prossimo congresso. (n. c.)
AMICI SOCIALISTI NON CELEBRATE IL CONGRESSO!
Piuttosto che sfiancarsi nella ricerca immediata di una nuova leadership, cui affidare tutto il carico delle tante speranze e delle troppe frustrazioni, meglio sarebbe un percorso più lungo. ( n. c.)

… è necessario un salutare sconvolgimento interno al PS per poter partecipare al processo che è in cantiere e che porterà ad un nuovo soggetto, di sinistra e socialista, e del centro/sinistra, da costruirsi con la Sinistra Democratica, chi altro ci sta della Sinistra Arcobaleno e chi ci sta tra i rivoltosi di quel “non strutturato Partito degli astensionisti, della scheda nulla ed elettori delle liste di protesta”.
E’ necessario che nei prossimi 100 giorni ci sia all’interno del PS uno dei seguenti eventi:
1) o Boselli e tutti i dirigenti e capilista del PS, i residuati bellici “socialisti” della seconda repubblica, si sospendono da ogni carica e assumono l’impegno di non avere altre candidature alle prossime elezioni per i prossimi 5-7 anni;
1/a) o gli stessi indicano tempi ristretti e modi di un corposo rinnovo generazionale;
2) o si verifica, in mancanza e sempre nei prossimi 100 giorni, una sommossa degli iscritti del PS per rimuovere Boselli e gli altri da ogni carica del PS.
Questo ricambio, questo sconvolgimento rigenerante è necessario ed urgente e, dopo quanto è successo, se ne andassero a farsi benedire tutti coloro che vogliono che il ricambio generazionale va accompagnato “all’esperienza delle classi dirigenti che si sono prestate fino ad oggi” perché è un’argomentazione fallita definitivamente visto che questi non portano un buon raccolto, ma decenni di errori politici fatti per subalternità ai padroni della seconda repubblica alla cui porta hanno bussato anche in queste elezioni.
Se non ci sarà questo sconvolgimento rigenerante in qualsiasi forma va abbandonato il PS senza perdere ulteriore tempo pur di partecipare al processo detto che porterà ad un soggetto nuovo, di sinistra e socialista, e del centro/sinistra.
Se non si percorre questa strada, volenti o nolenti, i Socialisti saranno rappresentati solo dal Nuovo-PSI di Stefano Caldoro, Stefania Craxi e Chiara Moroni.
Milano lì 14/4/08 ore 14,45
Gino Di Maro
Io proprio non so che congresso si faccia e con quale base: quella dello SDI?
In effetti: tutti tacciono, nessuno ha ruoli di governo della “costutuente”, nessuno ha sciolto il proprio “clan”.
Quindi?
Penso anch’io che sia meglio far passare la sbornia prima di andare a congresso. Consiglierei i compagni del PS di rinviare a dopo l’estate: lo 0,9% impone forte discontinuità, una nuova leva dirigente di quarantenni “autonomista” forte e incorruttibile, la gestione del logo PSE alle europee, far sedimentare la sconfitta “strategica” PD, non cedere alle tattiche “annessioniste” e non ragionare in un’ottica da procedura fallimentare.
Sarà difficile rinviare ancora, sarà difficile tenere a freno una base numerosa, forse un tantino artificiosa e nell’ottica del congresso per far pesare con i pacchetti-tessera qualche vecchio boss, ma chi ha care le sorti di storia, cultura e identità deve saper guardare lontano, aprirsi ad una realtà alternativa al PD, aspirante partito- matrioska.
Guardare alla società più che alle segreterie dei partiti, aprire nuovi fronti programmatici, non solo “scuola pubblica e diritti umani” e uscire dalla soggezione-ruota di scorta verso il PD, che se non esce dalla logica settaria da “orgoglio identitario” e della nuova legge elettorale va superato al secondo posto con alleanze trasversali (verso destra e verso sinistra).
Francesco Attolico
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