Papa Ratzinger questa volta è andato oltre. Le sue considerazioni sulla legge 194 in occasione del trentesimo anniversario si sono meritate le reazioni indispettite del fronte laico. Si sarebbero meritate anche una reazione puntuale di qualche uomo, meglio ancora donna, di Governo. Ma nessuno se l’è sentita di levare la propria voce. «L’aver permesso di ricorrere all’interruzione della gravidanza – ha detto in sostanza Benedetto XVI – non solo non ha risolto i problemi che affliggono molte donne e non pochi nuclei familiari, ma ha aperto una ulteriore ferita nelle nostre società». Oggi, ha spiegato il papa, «difendere la vita umana è diventato più difficile, perché si è creata una mentalità di progressivo svilimento del suo valore, affidato al giudizio del singolo». Al riguardo ribadiamo anche noi il giudizio contrario a queste posizioni. La 194 ha limitato gli aborti e non ne è certo la causa. Ci auguriamo che le parole del papa non siano causa di ulteriori e anacronistiche contrapposizioni frontali. Se si tratta di far funzionare meglio la legge, per rendere consapevole e meditata la drammatica scelta di ogni donna che decide di abortire, nessuno dovrà alzare barricate. Tutto si può migliorare. Magari partendo dal valore condiviso e sottolineato nella medesima circostanza da Ratzinger che ha chiesto alle istituzioni di aiutare la famiglia «con ogni strumento legislativo». Un atteggiamento di apertura al dialogo da parte del governo, che sia contemporaneamente di rifiuto sereno di qualsiasi ingerenza vaticana, faciliterebbe le cose.
CARO PAPA PARLIAMO PURE DI ABORTO, MA OGNUNO AL SUO POSTO
Un atteggiamento di apertura al dialogo da parte del governo, che sia contemporaneamente di rifiuto sereno di qualsiasi ingerenza vaticana, faciliterebbe le cose.

Non ci siamo,Chiara ,non si risolvono le questioni con i giri di parole ! Tu non aggiungi proprio nulla ,solo giri intorno alla questione cercando di ripartire da capo . Certo che il Papa parla alle anime ! E che lo Stato deve trovare soluzione . Ma non perchè laico ,perchè è Stato , e deve affrontare da Stato questioni e problemi sociali. A Cesare va dato quello che è di Cesare : “denari “,non “anime”. Anche se tu sei di un’altra “fede”.
Aggiungerei che questo Papa, quando parla di aborto, dimentica sempre – una svista?! – di suggerire una soluzione: come si pone rimedio all’aborto clandestino?! E dimentica altresì di prendere atto che lo stato, che NON è un organismo etico, attraverso la legge 194 è intervenuto per mettere fine a quella che davvero era “una ferita per la nostra società”. Che la 194, come qualunque legge, in quanto opera dell’uomo, sia migliorabile, non ci sono dubbi: è proprio dei pensatori laici non riconoscere dogmi, dunque accettare che di tutto si possa e si debba discutere. Ma per il resto, ognuino faccia il proprio mestiere: il Papa parli alle anime, lo stato risolva le emergenze sociali. Così funzionano le cose nei paesi civili.
La legge 194 ha evidenziato un problema ,non ne è certo la causa . Ma sostenere che le parole «difendere la vita umana è diventato più difficile, perché si è creata una mentalità di progressivo svilimento del suo valore, affidato al giudizio del singolo» possano essere indicate come “ingerenza vaticana “ , degna di “ rifiuto sereno “,non mi sembra rappresentino la individuazione del “problema”.
L’affermazione di una visione puramente utilitaristica ed egocentrica del mondo mi pare contrasti abbastanza con quelle affermazioni di pace e di amore che tanti “ figli dei fiori” amano portare in corteo . E con le regole sociali che della convivenza dovrebbero essere necessaria espressione.