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AMAZON PORTA IN ITALIA ANCHE IL SUO MODELLO

di Oscar Bartoli

di Oscar Bartoli | 7 Marzo 2011

La funzione in house non è un centro di costo ma un generatore di valore.
Bepi Pezzulli (ex Turning Point) è il capo dell’area per l’Italia Amazon, 34 miliardi di dollari di fatturato a livello globale, è sbarcata in Italia a fine 2010. A dicembre, il sito Amazon.it ha già superato la soglia dei 4 milioni di utenti unici. Con il suo arrivo, Amazon non ha solo imortato la sua piattaforma di e-commerce, ma anche un modello di organizzazione della funzione legale innovativo (si veda TopLegal di marzo, già disponibile in e-edicola). Il modello su cui si regge la funzione legale nel gruppo può essere descritto come un’organizzazione fondata sulla “globalizzazione applicata”. Il capo dell’area legale per l’Europa si chiama Michael Miller e opera dal quartier generale in Lussemburgo. Sopra di sé ha soltanto il general counsel mondiale, L. Michelle Wilson, che riporta direttamente a Jeff Bezos (nella foto), fondatore e numero uno della società. Gli in house di Amazon sono tutti avvocati con una formazione internazionale e tutti hanno almeno un’abilitazione alla professione anglosassone e una locale. In Italia, Amazon ha nominato direttore dell’area legale, l’avvocato Bepi Pezzulli. Prima di approdare in Amazon, Pezzulli è stato a capo dell’area legale (Emea) di Turning Point Global Investors ed è passato per la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo a Londra. Pezzulli e chi come lui, in Amazon, ha la responsabilità legale riferita a una precisa area geografica, ha anche una competenza trasversale relativa a tutte le linee di business aziendali che, nel caso del gruppo di Bezos, sono 4: Kindle, contenuti digitali, retail e market place. La funzione legale opera in un sistema a matrice. Quindi, mentre i direttori affari legali responsabili di un Paese, hanno anche un raggio d’azione che tocca tutte le attività di Amazon, i loro corrispondenti con competenza relativa ad ogni singola linea di business sono in grado di “maneggiare” i fondamentali giuridici di ogni Stato in cui opera Amazon. Per l’Europa, i Paesi sono: Francia, Germania, UK e Italia. Questo modello organizzativo è figlio della struttura che Amazon si è data e in particolare di un business model globale che considera ogni giurisdizione come un segmento del sistema mondiale. Ciò fa sì che, i documenti, le procedure e i contratti debbano essere sempre conformi alla normativa americana e contemporaneamente compliant, ovvero adeguati, a quelle locali. L’operabilità della funzione legale, come si dice in gergo tecnico, si attua su due livelli: master e integrativo. Il primo è una sorta di macro cornice che individua i principi generali, il secondo è costituito da addendum locali che fanno sì che il sistema Amazon possa funzionare ovunque e nelle stesse modalità. Questo elemento spiega come mai, in Amazon, la funzione legale sia considerata non come centro di costo ma come generatore di valore: la struttura legale, infatti, supporta e dà consistenza al business plan a livello globale. L’esigenza di un approccio internazionale ai servizi legali si riflette anche nelle modalità con cui Amazon seleziona gli advisor esterni. I beauty contest prevedono anche l’analisi tecnica di casi concreti e la verifica della capacità analitica dei professionisti. Il modello Amazon, poi, prevede che la società si scelga e mantenga un solo interlocutore per ogni
studio. Il motivo è semplice: si punta a creare una relazione privilegiata con un avvocato che possa
sviluppare una conoscenza approfondita dell’azienda, dei suoi processi e delle sue esigenze. In Italia, secondo quanto Toplegal ha potuto verificare, Amazon lavora principalmente con Paul Hastings (progetti speciali); Allen & Overy (diritto industriale) e Gianni Origoni Grippo (diritto societario).

DIO LO VUOLE

La Westboro Baptist Church of Topeka, Kansas, e’ una microscopica setta composta in prevalenza dai membri della famiglia del suo fondatore il reverendo. Fred W. Phelps. Si tratta di fanatici che ce l’hanno con l’omosessualita’. Al punto di sostenere che i soldati americani morti in Iraq e Afghanistan e i disastri naturali che colpiscono l’America sono la giusta punizione di Dio per la tolleranza verso gay e lesbiche in questo paese. I membri di questa chiesa partecipano ai funerali dei soldati morti e alzano cartelli che inneggiano al dio che uccide i suoi figli in uniforme per giusta vendetta contro gli errori della societa’. E siccome fanno notizia sono stati spesso ripresi dalle televisioni che hanno amplificato oltremisura l’impatto di questi pochi fanatici. Fino a quando il padre di un marine ucciso ha deciso di citarli in giudizio. E la causa e’ arrivata sino alla Corte Suprema. Giudici liberali e conservatori si sono trovati a stragrande maggioranza d’accordo nel dire che il primo emendamento della Costituzione americana che tutela la liberta’ di parola deve essere garantito anche a chi esprime giudizi che urtano la sensibilita’ dell’opinione pubblica. Dura Lex, ma grande esempio di democrazia.
(foto dal Washington Post)

Pubblicato in : Primo piano

Info Oscar Bartoli

Oscar Bartoli, Avvocato, giornalista pubblicista, collabora con molti media italiani. Risiede negli Stati Uniti dal 1994 e vive tra Washington D.C. e Los Angeles. Ha lavorato per molti anni nel gruppo SMI,leader europeo nel settore metalli non ferrosi, successivamente nell’IRI come responsabile dei contatti con i media e in seguito direttore IRI USA. Ha insegnato per dieci anni alla scuola di giornalismo della Luiss e per due anni alla Catholic University di Washington DC. Tiene un corso sulla comunicazione nel Master di Relazioni Internazionali dello IULM di Milano. Da giovane, per pagarsi gli studi ma, soprattutto, perche’ gli piaceva, ha lavorato come chitarrista – cantante suonando nelle case del popolo, circoli cattolici, night clubs, radio e televisione. Gli articoli per la rubrica Pillole d’Oltreatlantico sono pubblicati dal blog Letter from Washington DC

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