Nella sua ultima e-News, Renzi espone la sua versione autentica del patto del Nazareno basato su punti opinabili. Ma c’è anche un problema di coerenza tra dire e fare.

Come tutto ciò che riguarda la politica, quello che dice Renzi è opinabile. Dunque, non potremmo andare oltre al manifestare il nostro disaccordo nel merito di alcuni di questi punti. Se non fosse che c’è anche un problema di coerenza tra il dire e il fare. Per esempio le Regioni. Non hanno solo un problema di rapporti “troppo arzigogolati e complessi” con lo Stato. Sono ormai la maggiore fonte di sprechi. E, visto che il risanamento dei conti pubblici è la ragione di essere di questo governo, la ragione che giustifica addirittura la contraddizione di un governo sostenuto dai voti di centrosinistra e centrodestra, è sulle regioni che occorre affondare il bisturi. Perché mai, invece, proprio le Regioni sono una sorte di zona franca sulla quale si continua a non volere intervenire? Altro che problema di rapporti complessi: le regioni dovrebbero essere eliminate del tutto. Ed invece se ne vuole fare la base elettorale e il bacino dal quale attingere nientemeno che i nostri nuovi senatori. E già che ci siamo, si potrebbe anche evitare un’altra contraddizione. Perché è meritorio l’intento di “evitare inciuci, eliminare il potere di veto dei partiti piccoli” attraverso una nuova legge elettorale. Ma perché, allora, mentre si dice di perseguire questo intento, incoraggiare l’osceno travaso di truppe cammellate, alla Camera e al Senato, da partiti piccoli e grandi verso i lidi della maggioranza di governo? O non c’è anche una questione morale verso la quale occorrerebbe dimostrare con i fatti sensibilità?

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