Purtroppo, l’entrata in vigore della legge 81/93 Bassanini ha spazzato via i comitati di controllo e confinata, ad una funzione mortificante, quella dei segretari comunali.
Il malcostume, la corruzione e le tangenti ci sono sempre stati negli Enti pubblici? No, nei termini clamorosi che conosciamo. Negli anni ’50 i comuni erano notoriamente poveri; i posti di lavoro alle dipendenze dello Stato non erano ambiti come al giorno d’oggi; gli stipendi erano veramente da fame. Agli inizi degli anni ’70, ricordo (nel corso della mia esperienza di amministratore comunale) la contrarietà di alcuni commercianti di fornire sevizi al Comune. Questo era il quadro entro il quale si muovevano sindaci e assessori, per assicurare i necessari servizi ai propri amministrati. A far da garante delle legittimità degli atti predisposti dai politici, c’era la figura del segretario comunale, una sorta di notaio, chiamato a dare il proprio visto ai provvedimenti. E non solo i segretari dovevano garantire la liceità degli atti; fino agli inizi degli anni ’70, erano le Prefetture ad effettuare il controllo di legittimità, sugli atti deliberati dai Comuni.
Con l’entrata in vigore delle Regioni a statuto ordinario, il compito di vigilanza sui comuni passò alle Regioni e, più precisamente, ai famosi Coreco “Comitati regionali di controllo”. La mancanza di controlli sui comuni e sugli enti pubblici, più in generale, ha portato come risultato bilanci fuori controllo, con un indebitamento prossimo alla bancarotta. Purtroppo, l’entrata in vigore della legge 81/93 Bassanini ha spazzato via i comitati di controllo e confinata, ad una funzione mortificante, quella dei segretari comunali. Insieme agli organismi di controllo, nei municipi è venuto meno l’equilibrio dei poteri pre-esistenti alla Bassanini, fra giunta, consiglio comunale e sindaco. Anche l’elezione diretta del sindaco è viziata dalla mancanza di democrazia. Solitamente viene eletto sindaco non la persona più popolare di un comune, ma il politico che ha ricevuto la nomina a candidato da uno dei due poli (Pd o Forza Italia). Nel vecchio ordinamento, gli assessori venivano eletti dal Consiglio comunale e terminavano il proprio mandato solo alla scadenza o se decidevano di dimettersi; nessuno poteva mandarli a casa, come attualmente fanno i sindaci. Attualmente, i Consigli comunali sono svuotati di contenuto; i sindaci usano le delibere di giunta per amministrare. In Consiglio, arrivano solo successivamente per la ratifica. La firma dei provvedimenti, un tempo siglati dagli assessori, è stata attribuita ai dirigenti comunali (decisioni un tempo ritenute di rilievo politico, vengono attribuite a un burocrate). Altro fatto grave è che le pratiche si fermano sui tavoli dei cosiddetti dirigenti. In conclusione, si stava meglio quando si stava peggio! Con una legge -la Bassanini- è stata buttata la tradizionale funzione dei nostri municipi, ora ridotti ad un ammasso di debiti e gravati da una soffocante burocrazia interna.

Se posso aggiungere non è male la suddivisione dei ruoli in decisioni politiche e decisioni tecniche, connesse alle rispettive responsabilità. La responsabilità tecnica, ovviamente è soggetta ai controlli ed a tempi di esecuzione (responsabile del procedimento). Ma ormai vi è una sorta commistione, in quanto il sindaco si avvale di assessori che si avvalgono di funzionari. Capirete quindi……
Le due cose più gravi – dove anche Sabino Cassese ha le sue colpe – sono state appunto:
A) l’abolizione dei controlli di legittimità ed in taluni casi anche di merito;
B) lo sganciamento dei segretari comunali dalla dipendenza dalle Prefetture, e quindi dalla nomina a contratto, da parte dei Sindaci.
Quanto al sindaco, va benissimo l’elezione diretta, ma disgiunta dall’elezione del Consiglio Comunale, che ovviamente deve essere in grado di controllare il comportamento dello stesso.
Il massimo poi si è raggiunto ora con le “città metropolitane” (senza capire come funzionano le grandi città o metropoli estere!) dove alla fine UN sindaco, con le attuali norme in vigore, ha un potere che, non il podestà, ma manco il signore di “medioevale” memoria probabilmente godevano. Altro che democrazia!
Se a questo aggiungiamo l’eliminazione dei concorsi di ammissione (per quanto pilotati), del giuramento di fedeltà alla Repubblica e l’attivazione dei contratti di lavoro privatistici, con chiamata intuito personae, abbiamo fatto BINGO.
Ma su ciò varrebbe la pena di farne uno studio approfondito essendo a mio parere argomento per diverse tesi di laurea.