E’ stato chiaro fino dal primo momento che i contiani non hanno preso bene l’abbandono in modo non spontaneo della presidenza del consiglio del loro leader. Ma difficilmente si poteva pensare ad un lutto, con tanto di gramaglie, così doloroso e duraturo. E’ un lutto che si porta dietro una scia di risentimento che non sembra destinato ad esaurirsi facilmente. Basta leggere i quotidiani attacchi a Draghi portati da Il Fatto di Marco Travaglio ed anche i post carichi di astio che copiosamente inondano l’universo dei social per capire quanto il lutto sia lontano dall’essere completamente elaborato. Tanta è l’intensità del desiderio di vedere colare a picco colui che viene visto come un “usurpatore” a Palazzo Chigi, che persino la sospensione della somministrazione del Vaccino Astra Zeneca ha scatenato la voglia di menare le mani degli orfani di Giuseppe Conte. Come se lo stop non abbia riguardato quasi tutti i Paesi europei. E senza considerare che se non ci fosse stato il cambio della guardia a Palazzo Chigi, per avere un piano serio di vaccinazioni staremmo ancora aspettando le “primule” di Arcuri!
Tutto rientrerebbe nella normalità dei risentimenti che sempre si nutrono quando le aspettative vengono deluse. Se non fosse che in questo caso le conseguenze non riguardano la sfera personale ma rischiano di condizionare la politica. Quanto meno la politica di quello schieramento che, a torto o a ragione, viene definito di centrosinistra. E che presupporrebbe una alleanza fra PD e 5Stelle. Con sfumature diverse con il passaggio della segretaria del PD da Zingaretti a Letta. Con il vecchio segretario del PD, infatti, l’asse PD-5Stelle sarebbe stato il punto di partenza. Con il nuovo, invece, si dovrebbe partire da una intesa preliminare fra PD ed altre piccole formazioni (Calenda, Renzi, Bonino ed altri) e poi verificare una possibilità di intesa con i 5Stelle. Ma al di la degli arzigogoli della politica, una cosa è certa: in presenza del governo Draghi, che Letta ha definito “il nostro governo”, le possibilità (forse anche la volontà) di intesa tra PD e 5Stelle non sono alte come quando era in vita il governo Conte. E se aggiungiamo agli umori della base anche altri segnali come la quasi certificata impossibilità di scegliere un candidato comune alla carica di Sindaco di Roma, la conclusione è una sola: la strada per un fronte comune, prima alle elezioni amministrative di autunno, e poi alle politiche del 2023, è tutt’altro che in discesa.
Tuttocchiali

Certo che se aggiungiamo anche l’accordo con i 5S il PD diventa TRINARICCIUTO!
Non sono tra coloro che vedono Draghi come un “usurpatore”. Nemmeno tra quelli che lo vogliono “colare a picco”. Però trovo vergognoso il condono fiscale : cancellazione – leggo – di oltre sessanta milioni di cartelle fino a cinquemila euro – leggo – relative al periodo 2000-2015 ( non c’era il virus cinese ). .E’ possibile ? E’ vero ? E gli onesti che, invece, in quegli anni hanno regolarmente pagato ??
Ancora un condono ? Invece di una guerra senza quartiere ai ladri, ai “paradisi fiscali”! La cosiddetta sinistra e la cosiddetta destra acconsentono ?
Adalberto Scarlino
Poteva fare come gli altri: fare finta di poterli riscuotere e andare avanti per passare il testimone al successore.