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Allarme calo demografico. Ipocrisia, corte e suicide vedute

Se viviamo in una societa’ ed in un economia globalizzata, perche’ dovremmo allarmarci se in un piccolo brandello del Pianeta (l’Italia), si registra un calo di natalita’ indigena?

di Vincenzo Donvito | 21 Febbraio 2016

Dopo che l’Istat ci ha fatto sapere che c’e’ un certo calo delle nascite nel nostro Paese (sembra che sia il minimo storico dall’unita’ dello Stivale), abbiamo letto le cose piu’ incredibili e mediamene ottuse che si possano immaginare in materia. Le motivazioni sono quasi tutte di preoccupazione economica, dando la colpa alle politiche sbagliate in merito, politiche che non incentiverebbero la figliazione se non in eta’ piu’ tarda rispetto alle medie dei decenni precedenti e quindi inferiore, politiche che fanno andar all’estero molti italiani che, mediamente, rispetto alla tradizionale emigrazione post-seconda guerra mondiale, tornano in patria molto meno, fino a politiche che non trattengono gli immigrati, attratti da Paesi piu’ vivibili per loro al nord del nostro continente europeo.
Abbiamo scritto “politiche mediamene ottuse”, pensando ad un mondo che si ferma alle sponde del Mediterraneo e alle Alpi e, soprattutto, come se, nel nostro vicino Medio Oriente, non stesse accadendo nulla e i fuggitivi da morte e fame non ci chiedessero aiuto, o altrettanto nulla demografico stesse accadendo -solo per fare un esempio di macro economia- in India e Cina. La medesima ottusita’, probabilmente, che, a fronte di una crescita smisurata e incontrollata della natalita’ mondiale, non e’ escluso che prenda in considerazione -positivamente- quei dati Unicef che proprio l’altro giorno ci hanno ricordato che, a causa della siccita’, solo in Africa sono in pericolo di vita un milione di bambini. Siamo irriverenti nel valutare in modo cosi’ cinico i fatti e la lettura degli stessi dai tanti opinionisti allarmati per il calo demografico italiano? Crediamo di no, cosi’ come crediamo che siano invece incoscienti quelli che si preoccupano e ipotizzano non si quali politiche di ripopolamento, quasi si parlasse di una zona devastata dopo una deforestazione climatica.
Non stiamo a riportare i dati della sovrapopolazione mondiale (facilmente rintracciabili dopo una veloce ricerca in Rete), ma ricordiamo solo che sono impressionanti e drammatici. Quindi, se viviamo in una societa’ ed in un economia globalizzata, perche’ dovremmo allarmarci se in un piccolo brandello del Pianeta (l’Italia), si registra un calo di natalita’ indigena? Dovremmo esserne invece contenti, perche’ forse in questo nostro territorio gli appelli e gli avvertimenti che arrivano da tutti gli organismi mondiali per ridurre la natalita’ vengono presi in maggiore considerazione che altrove…. ma, si sa, le vedute e i nasi qui sono spesso sono corti, e si fermano alle coste sud della Sicilia e ai villaggi alpini delle regioni nordiche dello Stivale. Il resto sembra non contare.
Noi non siamo demografi e non abbiamo responsabilita’ Onu in materia, quindi non abbiamo ricette per motivare meglio questa nostra sorta di irriverenza. Siamo solo osservatori che non hanno nessun problema di etnia, lingua o abitudini da preservare contrastandone altre (nell’ambito, ovviamente di un rapporto pacifico e non violento tra gli esseri umani). Registrare quindi quanto ci dice oggi l’Istat ci fa sperare che una maggiore consapevolezza di sopravvivenza planetaria pacifica sia piu’ diffusa nel nostro territorio che altrove. E questo non vuol dire che sosteniamo che fare ed avere figli siano un dato negativo, ma che sia invece molto negativo doverli fare -come si diceva una volta e come sembra che sia tornato in voga- per la patria…. anche se non ci sono piu’ le baionette da mettere nelle mani dei piccoli quando riescono a sgambettare; baionette che invece -e questo e’ si uno dei grandi problemi demografici- i piccoli sgambettanti con le baionette sono sempre piu’ di
ffusi
nel mondo, anche e soprattutto se non vivono nelle nostre citta” tra le Alpi e il Mediterraneo.

Pubblicato in : Primo piano, Tutela e diritti - A cura di ADUCTag: cina, estero, guerra mondiale, india, istat, italia, merito, mondo, seconda guerra mondiale, sicilia

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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