Il catto-comunista Tessari fattosi radicale è stato affascinato da Pannella come è accaduto al sottoscritto.

attualmente fa ricerche, presso la facoltà Teologica dell’Università di
Freiburg, sulla figura del francescano Ramon Llull, padre della lingua
catalana.
E’ stato per quasi un decennio deputato al Parlamento Italiano per il Partito
Comunista, provenendo da una esperienza nella FUCI, per poi rimanere
affascinato da Marco Pannella e diventare deputato eletto nelle liste del
Partito Radicale.
Avere vent’anni negli anni sessanta dello scorso secolo ha significato per l’
autore nutrire la passione politica con l’ideologia comunista che rappresentava
l’antagonista nei confronti dell’imperialismo capitalistico statunitense.
Eppure si fece affascinare dall’amerikano Pannella.
“Pannella non è stato uno dei leader della politica italiana. E’ stato un modo
nuovo di fare politica, di pensarla, di incarnarla. La sua fantasia era
inesauribile.”
Tessari così si descrive: “Questo essere chiamato Radicale dai Comunisti, e
Comunista dai Radicali, in fondo me la sono sempre sentita come la mia
radiografia più vera. Insofferente ad ogni camicia. Questo scambio di
paradigmi, o addirittura di rottura dei paradigmi, è in fondo la cosa più
preziosa che ho ricevuto da Pannella”
Oggi, si direbbe, che una identità confusa è un sintomo di debolezza, ma le
pluridentità sono il solo modo per comprendere il mondo contemporaneo. Ad
esempio essere al contempo liberale, liberista e libertario è il solo modo per
comprendere la necessità di opporsi al totalitarismo, al dirigismo e all’
autoritarismo che sono le minacce mortali per la libertà individuale.
Sono i giovani, quelli che hanno oggi vent’anni, ad essere gli interlocutori
di Tessari.“Il Pannella di cui voglio raccontare, più che un uomo politico, è
una fantasia esistenziale. Perché così l’ho visto comparire sulla scena
politica, perché così è entrato nella mia vita, perché così ha scardinato
alcuni miei convincimenti profondi e altri ne ha suscitato per reazione.”
Oggi Pannella è impegnato in una lotta politica per la Giustizia. Negli anni
settanta dello scorso secolo Pannella ed i suoi compagni di lotta, erano
impegnati appunto sul fronte della Giustizia. E’ la coerenza di Pannella che
prova l’immutabilità del regime e la fandonia della seconda repubblica che
sarebbe succeduta alla prima.
Tessari ha affermato che Pannella gli ha fatto scoprire un nuovo modo di fare
politica e così precisa: “Per i quasi dieci anni in cui fui deputato comunista
delle carceri avevo una nozione solo teorica. Una delle prime esperienze forti
che feci quando mi imbarcai nell’avventura radicale fu quella di andare a
visitare le carceri”.
Pensare, fare ed incarnare il nuovo modo di fare politica ha portato alcuni
risultati: “La sensibilità dei Radicali per il carcere, come luogo separato
della società, come non luogo, dove fino a non molti anni fa non era consentito
andare e non si andava, ma dove le società occultano il loro più profondo modo
di essere, ha fatto crescere quella sensibilità che dal mondo delle carceri
dilaga nella società.” Di qui le iniziative giustizialiste da parte dei
detentori del potere per arginare le esigenze libertarie che sorgono dalla
società. Di qui anche la strenua lotta per la Giustizia da parte dei radicali
per alimentare quella fame e quella sete libertaria che la società vorrebbe
soddisfare.
Il catto-comunista Tessari fattosi radicale è stato affascinato da Pannella
come è accaduto al sottoscritto. Sono rimasto affascinato da Pannella perché in
lui ho scoperto quel “pazzo” che Giovanni Ferrara, su Il Mondo di Pannunzio,
invocava per il rilancio dei liberali in Italia.
Per noi di quella generazione, che aveva vent’anni negli anni ’60 dello scorso
secolo, indipendentemente dalle famiglie culturali – politiche di provenienza,
è stato un pifferaio magico grazie “ad un canestro di parole nuove”, come dice
Francesco de Gregori in una sua canzone.
INDICE: Introduzione – Parola – Digiuni e nonviolenza – Partito Comunista –
Nucleare – Carceri – Droga – Televisione – “Questione Cattolica” – Declino
della natalità in Occidente – Postfazione di Luca Taddio

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