Il Fatto: Di Pietro, in Calabria, ha commissariato il suo partito, Italia dei Valori, per meglio lanciare la sua strategia in vista delle elezioni regionali del 2010. Nei piani dell’ex PM si dovrebbe creare un terzo Polo, attorno all’ex presidente calabrese degli industriali. Obbiettivo: catalizzare i voti di tutti gli scontenti del centrosinistra e del centrodestra, degli estremisti dell’uno e dell’altro fronte, giustizialisti, malpancisti, etc. Strizzata d’occhio anche ai settori economici insofferenti dell’attenzione che i due principali schieramenti politici tengono costantemente rivolta verso la grande industria ed il mondo del credito e della finanza.
Non è, quella di Di Pietro, una strategia che riguarda solo la Calabria, regione da cui prende le mosse profittando delle difficoltà dell’attuale presidente Agazio Loiero. Di Pietro ci prova davvero ad essere quello che gode tra i due litiganti in tutta Italia. E’ un megalomane e potrebbe “battere la musata”. Ma la pochezza dimostrata nelle ultime vicende dai leaders del PDL e del PD gli sta dando una mano. Del resto lo spazio per una terza forza, contrariamente a quanto appariva fino a poco tempo fa, si sta ricreando. E di Pietro prova ad occuparla per primo. Altri (in primis laici, liberali, socialisti) ci hanno rinunciato da tempo e si sono adagiati al rango di reperti custoditi nelle teche dei palazzi padronali. Salvo scoprire, prima o poi, “quanto sa di sale lo pane altrui”

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