Il Fatto: è di Roberto Biscardini, membro della segreteria nazionale del Partito Socialista e leader del partito in Lombardia, la consueta roboante dichiarazione in vista delle prossime elezioni: “non siamo disposti ad accettare a scatola chiusa qualsiasi candidato presidente proposto dal PD. O si concorda tutti insieme un nome nuovo che scende in campo per battere il centrodestra, o si facciano le primarie di coalizione.”
Nessuna meraviglia. In politica è una costante, ormai: più si diventa pulci e più si sente il bisogno di cimentarsi nel classico ruggito dell’elefante. Saragat, Nenni, La Malfa, che guidavano partiti piccoli e medi ma che personalmente erano giganti, mai misero in discussione la presidenza del consiglio alla DC. Ma nessuno come loro seppe garantire l’autonomia ed il prestigio del proprio partito imponendo scelte fondamentali in politica estera, sociale ed economica. La strada imboccata da Biscardini è pericolosa e potrebbe indurre altre frustrazioni. Cosa faranno i socialisti in Lombardia se il PD decidesse di non fare primarie di coalizione e nemmeno volesse consultarsi per scegliere il proprio candidato alla presidenza? Urge risposta perché l’ipotesi non è peregrina.

Il compagno Roberto Biscardini non ha bisogno di un avvocato d’ufficio qui su Pensalibero, ma entro volentieri nell’argomento.
Ha fatto bene a porre la questione e la risposta alla domanda di Nicola Cariglia è agevole.
Il PS oggi è ad un bivio tra diventare un partito cartolare a latere del PD (come lo SDI lo era ai DS) o mettersi alla testa di un veramente diverso centro/sinistra.
Nell’ipotesi di Cariglia “ .. se il PD decidesse di non fare primarie di coalizione e nemmeno volesse consultarsi per scegliere il proprio candidato alla presidenza…” c’è un sistema molto efficace: mandarli a farsi benedire. Che andassero da soli.
Qui vedo la vera sortita di Roberto Biscardini.
Restando chiaro un concetto, in Lombardia come altrove, che se il candidato, pattuito o imposto, con primarie o senza, non è in grado di dare una prospettiva per TORNARE A VINCERE, sarà bocciato dagli elettori e non solo dal PS meneghino.
Il candidato governatore dovrà essere alla testa di un veramente diverso centro/sinistra tutto da costruire. Perché quello in pista non è votato dagli italiani.
La vera problematica pertanto è un’altra:
Vogliamo RITORNARE A VINCERE nel centro/sinistra?
Ho posto il problema anche a Nencini – in una domanda che Pensalibero mi pubblica a parte – sperando che lo stesso non si limiti a fare politica nella sua Toscana.