16 dicembre 2001. Il Sole 24 Ore titola: “Fassino: su giustizia e airbus Governo penoso”. Poco più di un mese prima al vertice europeo di Laeken, Berlusconi aveva infatti detto no all’acquisto, per l’esercito, dell’aereo da trasporto militare A400M. Il no era anche all’Eads, il consorzio europeo dell’aeronautica e della difesa che, fra i suoi obiettivi, aveva la costruzione dell’Airbus 380, il più grande aereo passeggeri del mondo. Quel no fu molto criticato perché vi si vide la volontà di voler boicottare la nascente Europa. Al contrario Berlusconi e Martino sostenevano che non erano d’accordo su una scelta industriale che non si prospettava utile al nostro Paese. Inutilmente. Sul piede di guerra non solo l’allora opposizione ma anche settori della maggioranza fra i quali il titolare del dicastero degli Esteri, Renato Ruggiero, che infatti poco tempo dopo si dimise dal Governo.
Sono passati 5 anni. L’Eads è in gravi difficoltà per i continui problemi riscontrati nella realizzazione del jumbo jet passeggeri A380. Ritardi anche nelle consegne dell’aereo da trasporto militare A400M. Come conseguenza in tre mesi le azioni del consorzio europeo hanno perso un terzo del loro valore. I fatti hanno dimostrato la giustezza della scelta di allora. Ma nessuno se ne ricorda. Tanto meno la nostra stampa che mentre nel 2001 dedicò alla questione pagine intere ora ha riportato la notizia con poche righe e qualche fastidio.
Airbus, la rivincita di Berlusconi e Martino
Airbus, la rivincita di Berlusconi e Martino. Nel 2001 fu una scelta lungimirante non partecipare al Consorzio Aeronautico Europeo.

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