Care/i amiche/ci, care/i compagne/i,
Scrivo sulla proposta del compagno Valdo Spini di svolgere delle primarie per eleggere il leader nazionale del ri-nascente Partito del Socialismo che si richiama al PSE in riscontro alla posizione del “Comitato promotore” per la Costituente Socialista che ad oggi ha disatteso la proposta di Spini, dopo aver letto con attenzione “L’appello per un grande partito con dirigenti scelti spontaneamente” di Delbene, Rocca, Girlando ed altri compagni e in riscontro all’articolo di Lanfranco Turci e Franco D’Alfonso che, su Il Riformista, hanno sostanzialmente bocciato le primarie perché, a Loro dire, sarebbe preferibile che “… Ai delegati sarà in conclusione richiesta un’approvazione finale costitutiva del nuovo partito, e a questo punto, di votare per il segretario e gli organismi dirigenti, con le modalità che saranno previste dallo Statuto approvato e dalle eventuali norme transitorie …”.
Non si capisce perché alla “conclusione”, al termine di un ampio dibattito che si deve aprire a 360° e che ad oggi non si è aperto ancora, tale compito di approvazione e di elezione del segretario e degli organismi dirigenti non può essere riservato all’intero Popolo del Partito che oggi manca agli Italiani attraverso una consultazione della base in modo da dare un’investitura SOLENNE al nuovo soggetto politico che non si otterrebbe nel caso in cui ci sia una trasposizione di volontà attraverso i delegati.
Se mai si può immaginare un percorso sostanzialmente diverso da quello del PD prevedendo anche l’approvazione da parte della base delle norme statutarie così come immagino delle opzioni programmatiche e di strategia politica.
Anzicchè disattendere la proposta senza discuterne si può proporre un percorso in tal senso, sostanzialmente più corposo, e che si sfalsino i tempi di consultazione riservando l’elezione del leader del “Partito che oggi manca agli Italiani” in una seconda fase.
Comunque con tutte le possibili varianti di lavoro, su cui si può discutere, soprattutto dopo le recenti nette prese di posizione di Gavino Angius e dello stesso Spini all’interno della Sinistra Democratica, quella di una consultazione dalla base è la strada maestra per fare uscire dal binomio ristretto di “Costituente” (con SDI, Nuovo-Psi, SI e una parte del Movimento di Bertinoro) e Sinistra Democratica.
Inoltre, e non è da sottovalutare, si può coinvolgere insieme ai soggetti detti anche quel vasto arcipelago di circoli, associazioni ed anche singoli senza tessera ugualmente SOCIALISTI che non vogliono aderire alla c.d. “Costituente Socialista” verso quel progetto di una forza collegata al Socialismo Europeo.
In tale percorso è necessario da parte di tutti fare un necessario confronto più ampio con la storia e le tradizioni del socialismo italiano e condivido, come è stato richiesto da più parti, che questo progetto deve comprendere anche donne, uomini e associazioni che si ricollegano alla cultura laica e liberale.
Dall’altra parte almeno da parte di qualcuno c’è ed è furviante una pretesa, neppure tanto celata, di avere nella Costituente stessa, alla spicciolata come cani sciolti, ex DS non confluiti nel PD senza un minimo di rispetto (ed altrettanta carenza di coraggio politico) verso tutti gli aderenti alla Sinistra Democratica che hanno fatto la scelta coraggiosa di non approdare ai lidi comodi del Partito Democratico e che, sicuramente la maggioranza degli stessi, vogliono compiere fino in fondo questa scelta non facile approdando ai lidi chiari del Socialismo Europeo.
Le primarie pongono gli aderenti alla Sinistra Democratica di fronte alla scelta netta tra il PSE o la c.d. “Cosa Rossa” per cui non sottovalutiamo questo ulteriore elemento di chiarezza.
Le primarie hanno il vantaggio di slegare la costruzione del nuovo soggetto dalle iniziative dal binomio ristretto di “Costituente” e Sinistra Democratica che potrebbero, prima o poi, ritrovarsi in pericolosa sostanziale contrapposizione salvo poi avere la pretesa (tutta all’italiana) di stare entrambi nel PSE.
Il coinvolgimento dalla base punta inoltre al cuore di un altro problema che non va sottovalutato: verificare in concreto i numeri del nuovo soggetto politico.
Il coinvolgimento dalla base dei diversi soggetti oggi esistenti, il coinvolgimento anche di singoli senza tessera o aderenti a soggetti socialisti fuori dal binomio costituente-SD così come il coinvolgimento, sempre dalla base, della Sinistra Democratica (che individualmente vengono trattati alla pari come tutti e non come cani sciolti), la variante del compagno Nicola Cariglia per il coinvolgimento anche di “uomini, associazioni e partiti che si ricollegano alla cultura laica e liberale” va incontro allo spirito autentico di Bertinoro.
A Bertinoro, e io faccio parte del POPOLO di BERTINORO, abbiamo chiesto un soggetto VERO, fatto di donne e di uomini che si impegnano in politica, fatto di giovani, e a vocazione maggioritaria.
In questa prospettiva bisogna riscontrare i numeri della base perché non interessa al POPOLO di BERTINORO l’ennesimo partitino “costruito” da pochi addetti ai lavori come la defunta Rosa nel Pugno.
Ma delle argomentazioni di Turci e di D’Alfonso, così come nella freddezza di altri con cui è stata trattata la proposta di Spini, non mi convince una cosa che racchiudo in una domanda:
PERCHÈ IL LAVORO DELLA “COSTITUENTE SOCIALISTA”, ivi compresa la prossima conferenza programmatica del 5/6 ottobre, È INCOMPATIBILE CON LE PRIMARIE?
Così come non è incompatibile la prospettiva che, dopo aver realizzato il nuovo Partito che manca agli Italiani, se “taluni gruppi dovessero ritenere di non poter aderire al nuovo partito, si potrebbe tentare di stabilire con loro un patto federativo o altre forme stabili di alleanza politica”.
Rivolgo un invito a guardare alto e ad essere consapevoli che, nella deplorata ipotesi del fallimento del “Partito che manca agli Italiani” (un PARTITO VERO e che si incardini in un VERAMENTE DIVERSO centro/sinistra), si riscontrerà – di dovuta conseguenza – un irrobustimento delle truppe contrarie al centro/sinistra o delle file dell’astensionismo e dell’anti-politica. Ricordiamoci le ultime amministrative di maggio, che sono state un disastro elettorale per questo centro/sinistra, su cui invito a fare una riflessione seria che ad oggi nessuno ha fatto ancora.
E, nello spirito che animò i giorni di Bertinoro, mando una stretta di mano a TUTTI.
Gino Di Maro

Lascia un commento