Ai primi di gennaio è scomparso lo scrittore israeliano Aharon Appelfeld. Ottantacinque anni e, alle spalle, una vita di sofferenze e di incredibili vicissitudini. Il nazismo gli aveva ucciso la madre e i nonni. Lui era sopravvissuto all’Olocausto riuscendo – bambino di nove anni – a fuggire da un campo di sterminio. Scappò nei boschi nutrendosi di ciò che trovava; vi incontrò dei criminali che, di fatto, lo adottarono (“La mia seconda scuola, in cui ho imparato la generosità, l’odio, la brutalità, tutti i sensi dell’essere umano”). Troverà poi rifugio in una casa di prostitute. Intorno ai quattordici anni fu profugo clandestino in Italia (“la mia prima terra promessa”), finché, nel 1946, riuscì a raggiungere la Palestina. In quegli anni non cessò mai di chiedersi dove potevano essere i suoi genitori, coloro che lo amavano così tanto da non poter averlo lasciato solo in quel modo. Negli scritti di Appelfeld ricorrono spesso fatti, dettagli, sentimenti, pensieri, sensazioni della sua drammatica giovinezza. Così è anche nel libro di prossima uscita in Italia, intitolato “Giorni luminosi” (Guanda) e del quale sono state anticipate alcune pagine. L’idea mai abbandonata dallo scrittore ebreo fu che “senza significato la vita è una disperazione”. Raccontò la Shoah, sempre attento ad evitare un rischio: “chi ha vissuto l’Olocausto finisce per diventare cinico, egocentrico”. E, secondo lui, nemmeno l’orrore e l’inspiegabile, dovevano condurre l’uomo nelle secche dell’egoismo. Leggi tutto: http://www.toscanalibri.it/it/scritti/aharon-appelfeld-senza-significato-la-vita-e-una-disperazione_2628.html
Aharon Appelfeld, “senza significato la vita è una disperazione”
Info Luigi Oliveto
giornalista e scrittore. Ha pubblicato i saggi: La grazia del dubbio (1990), La festa difficile (2001; 2003; seconda edizione accresciuta), Il paesaggio senese nelle pagine della letteratura (2002), Siena d’Autore. Guida letteraria della città e delle sue terre (2004). Suoi scritti sono compresi nei volumi collettanei: Musica senza schemi per una società nuova (1977), La poesia italiana negli anni Settanta (1980), Discorsi per il Tricolore (1999). Arricchiti con propri contributi critici, ha curato il libri: InCanti di Siena (1988), Di Siena, del Palio e d’altre storie. Biografia e bibliografia degli scritti di Arrigo Pecchili (1988), Dina Ferri. Quaderno del nulla (1999), la silloge poetica di Arrigo Pecchioli L’amata mia di pietra (2002), Di Siena la canzone. Canti della tradizione popolare senese (2004). Così come è curatore, insieme a Carlo Fini, del libro di Pecchioli Chi la sa non la insegna. Raccolta di proverbi e modi di dire senesi (1995), dell’intervista di Mario Luzi realizzata per il calendario – libro Le Crete e la Val d’Orcia. Un terra di celeste stella (2000), dei volumi Mi guarda Siena con testi di Mario Luzi e immagini fotografiche di Pepi Merisio (2002) e Toscana Mater (2004) con testi di Mario Luzi e foto degli Archivi Alinari. Suoi anche i testi della guida Castelnuovo Berardenga. Storia, arte, natura e tradizioni (2007) e dell’album Indy e Lib (la “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo” adatta per i bambini delle scuole elementari) giunto alla terza edizione. Oliveto è anche autore/sceneggiatore del documentario televisivo La città raccontata (2004) e, per la parte dei testi, del documentario Palio (2006) pubblicato in dvd. Nel 2007 ha curato il libro Qui sostò l’eroe. Garibaldi in terra di Siena (2007, primamedia editore). Nel 2011 ha scritto Giosué Carducci.Una vita da poeta e nel 2012 Giovanni Pascoli. Il poeta delle cose (primamedia editore). Da oltre dieci anni tiene una rubrica (Aforismi del giorno dopo) sul Corriere di Siena. Nel 2006 la sua attività pubblicistica trova un significativo riconoscimento con la menzione speciale al Premio giornalistico “Paolo Frajese”. È direttore responsabile di Sienalibri.it, portale di cultura e promozione libraria.

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