La tragedia in Afghanistan, le sue dimensioni ed il rischio di conseguenze planetarie obbligano tutti gli organi di informazione, anche i più modesti, a tenere aggiornati i lettori senza nascondere che le riflessioni ed i punti di vista non sono univoci. A parte la tragedia che un popolo sta vivendo sulla propria pelle, in gioco ci sono gli equilibri di una vasta area geografica e il ruolo delle potenze che in quella area giocano i ruoli maggiori. Ma c’è ancora di più, soprattutto per noi occidentali e, in primo luogo per noi europei. Il ritiro delle truppe schierate in Afghanistan voluto non solo dal presidente Biden ma anche dalle amministrazioni che lo avevano preceduto, impone all’Europa di superare le proprie incertezze. L’ombrello americano non è più il riparo sicuro che consentiva di rinviare la decisione di edificare una unica politica estera e, perché no, un unico esercito a difesa dei valori della nostra civiltà. Da questa considerazione prende spunto la decisione di Pensalibero di pubblicare numerosi interventi sul tema. C’è materiale utile per approfondire il tema, ma anche per formarsi liberamente una propria idea. (n.c.)
Gli articoli on line
L’ 11 SETTEMBRE DI KABUL
Che cosa resterà di tutto quello fatto in Afghanistan dall’Europa, dalla NATO, dagli USA? Noi, italiani ed europei, combattenti sempre riluttanti non abbiamo titolo per ergerci a giudici severi degli errori americani. Non dimeno per rispetto della verità e per onorare i nostri morti abbiamo il dovere della lealtà e della verità. di Claudio Martelli
La battaglia per la democrazia
Sono stati commessi molti errori in Afghanistan ma la scelta di fondo, esportare la democrazia, era ed è giusta. Il relativismo culturale su questo punto può essere tragico per l’occidente. Discutiamo sul “come”. La guerra è solo uno strumento, peraltro vecchio e superato. DI Mauro Grassi di Mauro Grassi
Il dramma dell’Afghanistan è un ulteriore prova che occorre ripensare una visione politica
E’ anacronistico tornare alla dottrina della non interferenza negli affari interni. Tra l’altro Cina e Russia dichiarano di sostenerla a parole, ma è pura retorica. Le due potenze interferiscono, infatti, con modalita’ diverse in numerose aree del pianeta. di Marco Mayer
Peggio del Vietnam
Oggi il ritiro dall’Afghanistan e il ritorno di un regime fondamentalista e intollerante come quello dei talebani non suscita né in America né ne resto dell’Occidente alcuna particolare emozione. di Valentino Baldacci
Droghe, Talebani e non solo. Come combatterli cambiando le loro economie
Con un sola iniziativa si potrebbe combattere il flagello del narcotraffico e ridimensionare il fenomeno Talebani in Afghanistan e non solo. di Vincenzo Donvito

A Doha Trump ha negoziato col nemico talebano. A quelli ha spianato la strada del ritorno impegnadosi ad abbandonare il campo. Senza mai aver sentito gli alleati. Biden ha dato corso agli accordi di Trump! Non si poteva immaginare peggio. Ed ora a noi tocchera subire l’immigrazione dei disperati.
Si riuscirà a dibattere in Parlamento?
Personalmente, sono decenni che mi sono persuaso della necessità di impiegare gli aerei delle Nazioni Unite, in un attacco al napalm, utile a distruggere le piantagioni di oppio, vero cancro dell’umanità. Detto questo, resto del parere che la gran parte di quella popolazione desidera restare nella tradizione secolare dell’islam ortodosso dei sunniti e dei loro studenti coranici armati. Gli occidentali, americani, inglesi, italiani eccetera, non sono riusciti a trasformarli in cittadini liberi e autoamministrati. Adesso questa Nazione è nel marasma della trasformazione restauratrice, che lo farà tornare indietro almeno di cinque secoli, rispetto a noi
. Spero solo che i nostr
i aerei riescano ad imbarcare più persone possibile per portarli lontano dalle nefandezze della sharia. A coloro che contrastano il potere talebano auguro buona fortuna. Resistete!
Di per se un paese con poca popolazione fortemente divisa, in balia di integralisti intransigenti che non si sa dove spingerà l’intera area!
Se si deve interferire negli afari interni di altri paesi, allora è necessario farlo prima in Crimea, cioè in Europa, e cacciare i russi dalla terra ucraina. Abbiamo una guerra nel centro d’Europa dove tatari e ucraini vengono perseguitati con 15mila morti e un milione e mezzo di emigrati, e voi pensate all’Afghanistan. Potere dei Midia. VERITÀ?… Chi parla di Vietnam, non sa di che cosa parla. Solo gli USA sono stati capaci di fronteggiare questo cancro dei talebani, non gli altri, o almeno, non tutti gli altri. Per primi, gli stessi afgani, non hanno trovato in sé la forza e la volontà di fermare l’avanzata del fanatismo religioso che nasconde in realtà il più grande commercio al mondo di droga, e del commercio del litio, fonte principale per tutte le batterie dei nostri ” elettrodomestici.”.
Errata corrige : media per midia