A Firenze la Rosa nel Pugno incassa con il 3.3% dei consensi, oltre 8.300 voti, contro i 6.800 complessivi ottenuti nelle comunali di due anni fa dallo SDI e dalla Lista Bonino: un incremento di oltre il 20%. Un risultato che a Firenze supera quello dei Verdi e ci mette alla pari dei Comunisti Italiani. Un risultato reso possibile dall’entusiasmo di numerosi militanti e dirigenti radicali e socialisti, di semplici cittadini, che non si sono risparmiati nella campagna elettorale. Un risultato tra i migliori in Toscana, e forse tra i migliori nelle città capoluogo del centro-nord Italia. Un risultato che ci consente, nelle forme e nei tempi che si riterranno più opportuni, di offrire la nostra disponibilità per incrementare una nostra presenza nelle istituzioni e nel governo allargato della città e della Provincia.
In Italia, una vittoria del centrosinistra al fotofinish non è esattamente quello che ci aspettavamo. O nell’ultima settimana di campagna elettorale è stata compromessa una partita che avevamo già ampiamente vinto, oppure i sondaggisti che negli ultimi due mesi ci davano vincenti con una forbice del 4-5% avevano sbagliato le loro previsioni. Personalmente propendo per la prima ipotesi, ma questo deve farci riflettere sulla necessità di rivedere ciò che va rivisto.
In Italia, alla camera il centrosinistra, prende più voti grazie al voto giovanile ed alla capacità di alcune formazioni politiche di intercettare un elettorato di opinione. Non certo grazie solo all’Ulivo che con il suo 31.3%, non sfonda. Il vero valore aggiunto è stato invece fornito dalla Rosa nel Pugno, che guadagnando il 2.6% e quasi un milione di voti alla Camera, terzo partito della coalizione dopo l’Ulivo e Rifondazione, ha consentito all’Unione di prevalere. Certo le aspettative della Rosa erano ben altre: tra il 3 ed il 4 per cento. Ma basta questo parziale successo per compromettere un progetto, un soggetto politico, “unica vera novità della politica italiana?”. Abbiamo commesso numerosi errori, primo tra tutti quello di non riuscire a portare nella Rosa i socialisti di Bobo Craxi, che ci avrebbero consentito di avere una rappresentanza anche al Senato della Repubblica e di raggiungere il 3% alla camera. E in Toscana ci siamo attestati ad un 2.4%, quando speravamo di superare il 3.5%. Ma questo è il frutto di un altro errore della dirigenza nazionale dello SDI, che non ha favorito la candidatura del leader dei socialisti toscani, sicuramente in grado di assicurare un forte valore aggiunto alla lista, determinandone una più evidente e decisa affermazione. In Provincia di Firenze abbiamo raccolto un 2.5%, contro l’1.6% delle elezioni Provinciali del 2004. Anche questo inferiore alle aspettative, ma comunque sufficiente per creare in futuro le condizioni di una nostra presenza in Provincia, al contrario di adesso.
Apriamo pure un dibattito sul futuro del centrosinistra. Ma prima di ogni altra cosa rimbocchiamoci le maniche per consolidare prima di tutto il soggetto politico che abbiamo costruito da pochi mesi, promuovendo a Firenze come a Roma una Costituente per la nascita formale del partito della Rosa nel Pugno, affinandone i contenuti programmatici e procedendo a quel rinnovamento di dirigenti di cui anche lo Sdi, partito costituente, ha sicuramente bisogno.
Alessandro Falciani
Capogruppo Rosa nel Pugno
Comune di Firenze

Non è che non siete riusciti a portare Bobo nella Rosa: Bobo non sarebbe mai venuto.
Ha preferito rifugiarsi presso coloro che hanno perseguitato il padre, proprio come chi è stato colpito dalla SINDROME DI STOCCOLMA.