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Aeroporto di Firenze: niente di nuovo sotto il sole

Quella che segue è una parte di uno scambio di idee avvenuto tramite facebook tra Nicola Cariglia e Marco Gamberini. Si risale, addirittura, ad eventi dei primi anni ’70. Non molto diversi da quelli di oggi.

di Punto e a Capo | 29 Ottobre 2018

Marco Gamberini

Ridico meglio ciò che polemicamente avevo detto all’inizio: che affrontare la storia con affermazioni non sufficientemente argomentate può generare incomprensioni. Nel 1973/74 erano in corso i lavori finali del PIF che prevedeva l’aeroporto a S. Giorgio. Quel disegno morì di consunzione (o, come si può sostenere, per l’opposizione degli industriali pratesi che preferivano i macrolotti all’aeroporto). La neonata Regione non aveva nemmeno iniziato a governare il proprio territorio, cosa che iniziò a fare con gli schemi strutturali. Con lo schema FI PO PT si giunse al compromesso di confermare l’aeroportino di Peretola, ma in un sistema integrato con Pisa, poi mai realizzato. A mio parere fu commesso un errore che ancor oggi si sta pagando, perché si sarebbe dovuto puntare sul collegamento ferroviario veloce con Pisa. Il ‘check in’ sul treno è stato immediatamente o quasi eliminato, anche perché i collegamenti con Pisa sono nel frattempo, semmai, peggiorati. Infine, la Toscana, anche quella turistica, non è solo Firenze e dunque un aeroporto come quello di Pisa, forse, potrebbe bastare.

Nicola Cariglia

Allora: intanto abbiamo appurato che si era aperta una discussione su Punto e a Capo nella quale non erano intervenute persone portate dalla piena (“ecco altri due che sono esperti sulle questioni aeroportuali”). In secondo luogo, che c’era un progetto su San Giorgio a Colonica nei primi anni ’70, che era già stata costituita una società di gestione, e che Regione, PCI compattamente, e industriali pratesi in contrapposizione a industriali fiorentini, riuscirono a farlo naufragare. La Regione, al di la del trasferimento di competenze che era effettivamente in corso e registrava ritardi, si oppose fortemente, esercitando (legittimamente) tutto il suo peso politico. I due fronti, favorevoli e contrari, in realtà erano trasversali perchè anche importanti esponenti della DC pratese operarono contro l’aeroporto di San Giorgio a Colonica. Il collegamento, “check in” incluso, via treno si rivelò per quello che era: un contentino per placare le acque, che subito venne dismesso, così come, anni dopo, il check in da compiere a Santa Maria Novella per raggiungere Fiumicino. E veniamo all’oggi. E’ chiaro che esistono ancora resistenze anche al piccolo scalo di Peretola, e lei esplicitamente lo conferma. Di questa sincerità deve essere ringraziato (almeno io, personalmente, la ringrazio) perchè rende evidente una cosa che si vuole occultare oggi, per le polemiche che riguardano i lavori di adeguamento. Opporsi all’adeguamento di una infrastruttura, dopo trentacinque anni di attività, non significa lasciare le cose come stanno. Significa voler chiudere il Vespucci. Perchè, come dimostrano tragici eventi di questi mesi, ciò che non viene adeguato non funziona più. O funziona pericolosamente. Dunque: si vuole chiudere lo scalo di Firenze? Sia detto esplicitamente e lo si sappia. Grato a lei per avermi consentito questo “sfogo”.

Marco Gamberini

Come avrà capito, personalmente sono per la realizzazione di una linea ferroviaria veloce che unisca S.M.Novella e l’aeroporto Galilei: l’aeroporto della Toscana. Sono per la realizzazione del parco centrale della piana (previsto sia dallo schema strutturale di Astengo che dal PIT regionale senza la variante aeroportuale annullata dai giudici) e contrario a tutto ciò che possa rendere il parco una mera etichetta. Se poi a fronte di tali priorità convenga chiudere o ridimensionare il Vespucci per me è secondario…

Nicola Cariglia

Non credo ci siano entrambe le possibilità. O si adegua o a breve si chiude. E sarebbe, per me, l’ultimo di troppi atti di masochismo compiuti a Firenze. Buona giornata.

Pubblicato in : Punto e a capoTag: anni, fiorentini, firenze, opposizione, persone, pisa, santa maria novella, toscana, treno

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