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Addio all’ultimo filosofo marxista militante comunista…

È morto Antonio Negri. Fu tra fondatori di Autonomia operaia, teorico e giustificatore della violenza nelle lotte operaie e studentesche degli anni 70. Per questo venne arrestato e, dopo quattro anni di carcerazione preventiva, processato e condannato per associazione sovversiva.

di Enrico Rossi | 17 Dicembre 2023

È morto Antonio Negri, filosofo e militante politico comunista, come lui stesso amava definirsi.

Fu tra fondatori di Autonomia operaia, teorico e giustificatore della violenza nelle lotte operaie e studentesche degli anni 70. Per questo venne arrestato e, dopo quattro anni di carcerazione preventiva, processato e condannato per associazione sovversiva.

Fuggito a Parigi, poi è tornato in Italia dove ha finito di scontare gli anni in regime di semilibertà.

L’ex presidente Francesco Cossiga, all’epoca del processo Ministro dell’interno, ebbe poi a dichiarare: “fu un’ingiustizia, si sarebbe meritato una piccola condanna per aver incitato qualche studente, ha pagato un prezzo sproporzionato alle sue responsabilità e fu una vittima del giacobinismo giustizialista”.

Antonio Negri è stato anche uno dei più importanti filosofi marxisti contemporanei. Il suo libro “Impero”, pubblicato nel 2000, ha avuto un successo mondiale e sottopone a critica la globalizzazione capitalista.

Proprio per le sue posizioni politiche, negli anni 70, lo scontro con il Partito Comunista Italiano fu netto e aspro.

Personalmente ho sempre pensato che la rivoluzione con le armi in Italia fosse già stata fatta con la guerra di Liberazione, e che, dopo la Costituzione democratica e antifascista, il terreno nuovo dell’impegno per una società più giusta fosse quello delle lotte sociali non violente e dell’attività politica in Parlamento e nel Paese.

Anzi, la violenza e il terrorismo delle frange estremiste negli anni 70, come poi si è visto, fino all’uccisione di Aldo Moro, sono stati funzionali a una pesante reazione, ad una controffensiva che ha ridotto gli spazi democratici e fatto arretrare i diritti sociali.

Antonio Negri, negli anni 70, non fu l’ideologo delle Brigate Rosse e non fu partecipe a bande armate, ma fu il teorico simpatizzante della violenza di massa.

Lui stesso a fine anni 90 bollò quelle sue posizioni come superficiali e irresponsabili.

Restano, a mio avviso, di interesse e di attualità il suo lavoro di filosofo e le sue analisi sul capitalismo globale e sui soggetti sociali impegnati a cambiare le cose nel nuovo contesto mondiale.

Enrico Rossi

Pubblicato in : EditorialeTag: aldo moro, anni, anni 70, anni 90, brigate rosse, capitalismo, costituzione, enrico rossi, filosofi, globalizzazione, italia, lavoro, massa, parigi, parlamento, partito comunista italiano, processo, regime

Info Enrico Rossi

Enrico Rossi è un politico italiano, presidente della Regione Toscana dal 2010 al 2020. È membro del Comitato europeo delle regioni (CoR) dal 26 gennaio 2015; dall’ottobre 2019 è vicepresidente del gruppo socialista al CoR. Sindaco di Pontedera dal 1990 al 2000, assessore regionale alla Sanità dal 2000 al 2010. Nel 1999 viene chiamato a Roma da Walter Veltroni per assumere l’incarico di vice responsabile nazionale dell’area economica dei Democratici di Sinistra.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Enrico Martelloni

    19 Dicembre 2023 alle 07:34

    Una prece…al peggio poniamo fine.

    Rispondi

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