E’ morto la scorsa notte il giornalista e scrittore Mario Spezi, aveva 71 anni, era da tempo malato, abitava sulle colline di Grassina. Per molti anni è stato il cronista di giudiziaria di punta della Nazione. Le sue inchieste sul mostro di Firenze lo portarono anche in carcere per 23 giorni, prima che la Corte di Cassazione lo scagionasse ritenendo l’arresto infondato. Era il 2006: “Un arresto vergognoso – ricorda oggi il suo storico avvocato Alessandro Traversi – tutte le accuse si sono sempre sciolte come neve al sole, temo però che quella drammatica esperienza in carcere sia stata deleteria per la sua salute”. Spezi ha scritto numerosi romanzi e saggi, tra cui un libro scritto con il giornalista americano Douglas Preston dal titolo “Dolci colline di sangue”. Era anche un raffinatissimo vignettista. Alla moglie le mie personali condoglianze. Al collega un ultimo saluto.
Francesco Matteini

non saprei dire meglio di voi. grazie a PensaLibero
Sono in questo momento all’estero e apprendo questa notizia che mi addolora. Ringrazio Francesco Matteini per avere ricordato l’amico comune. Ci conoscevamo da tantissimi anni: da quando cominciai a fare il giornalista alla sede Rai di Firenze. Come ricorda Matteini, Mario seguiva la cronaca nera. Ma era vulcanico e poliedrico. Per anni le sue vignette, sulla Nazione, erano attese con trepidazione dai tantissimi ammiratori. Sull’episodio incredibile che portò al suo arresto per gli articoli scritti sulle vicende del mostro di Firenze, da lui seguite con esemplare professionalità, taccio. Troppa indignazione uscirebbe dalla penna e non sono certo di poterla controllare. Mario è stato grande come giornalista e come uomo. Ha affrontato con grandissima dignità prove difficili. Senza mai perdere la stima di quanti lo apprezzavano e gli volevano bene. Mi annovero tra questi.