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Addio a Dario Fo, il giullare premio Nobel per la letteratura

Il commosso ricordo di Roberto Caputo, già assessore alla Cultura della Giunta del sindaco Paolo Pillitteri, amico personale del grande comico italiano scomparso questa mattina nella sua Milano.

di Roberto Caputo | 13 Ottobre 2016

Il ” coccodrillo ” non è pronto. Si aveva qualche notizia di un suo ricovero all’ ospedale Sacco. Ma come nel film Amici Miei non si voleva credere ad una sua dipartita. Dario era solito scherzare anche sulla morte. E poi come si può scrivere un “coccodrillo”. Lui è stato tutto. Attore regista scrittore scenografo pittore illustratore cantante. Politico. Sempre schierato a sinistra . Addirittura candidato per il consiglio comunale di Milano. Le sue scelte erano sempre profondamente radicali.  A chi lo attaccava perchè da ragazzo era stato costretto ad arruolarsi con la RSI rispondeva coi fatti. Con le sue posizioni sempre a difesa dei deboli e degli sfruttati. Un giullare. E come tutti i giullari sempre controcorrente. Sempre a sbeffeggiare il potere. L ‘ invenzione di una nuova lingua, il grammelot.  Un Mistero Buffo indimenticabile. Allontanato dalla RAI perchè troppo dissacrante, da vita alla Comune e porta il teatro in mezzo alla gente. Basta con l’ elite. Le sue scelte politiche fanno sempre scalpore. Negli ultimi anni si schiera con Grillo Ed è subito polemica. Impossibile rammentare tutta la sua opera. Immensa. Preferisco ricordarlo in altro modo. Frequentavo casa sua . Soprattutto dopo che il figlio Jacopo si era iscritto al liceo Berchet. Io ero alla fine, lui incominciava. Ma una sera mi è rimasta impressa. Eravamo stipati nel salone . C’ era anche Jannacci. Si misero a suonare e a cantare. Grande interpretazione di “Ho visto un re”. La fecero durare un tempo illimitato. Poi altre canzoni , battute Pezzi di spettacoli i suoi disegni. Noi eravamo incantati . Ci nutrivamo di tutto quel sapere. Di quella cultura, diffusa a piene mani,  Una serata impossibile da scordare. Ora come sempre accade dopo la morte assisteremo a dei peana innalzati anche da chi non l’ ha mai stimato. Tutto nella norma. Mi sovviene con tristezza la sua grande sofferenza per la scomparsa di Franca compagna di una vita. Ora le immagini si mischiano. Sono troppe. Una personalità immensa. Voglio ricordarlo così . Un giullare contro il potere. Un pezzo importante della cultura italiana. Un uomo mai prono.

Roberto Caputo
Pubblicato in : Editoriale, Il punto di Roberto Caputo, SituazioneTag: anni, Dario Fo, figlio, Franca Rame, Ho visto un Re, Jacopo Fo, la Comune di Milano, liceo Berchet, milano, Mistero Buffo, notizia, premio nobel, radicali, rai, satira

Info Roberto Caputo

Roberto Caputo è un politico milanese, per più legislature è stato consigliere comunale a Milano e Assessore alla Cultura e allo Sport nella giunta del sindaco Paolo Pillitteri nelle fila del Partito socialista italiano. Ha ricoperto poi la carica di Presidente del Consiglio Provinciale di Milano durante la presidenza di Ombretta Colli e quindi Vicepresidente dello stesso con la giunta di Guido Podestà sino all’avvento della Città Metropolitana. Ha alle spalle anche una intensa attività pubblicistica incominciata prima con le raccolte di poesie, poi con i racconti sulla “Mala” a Milano, infine con una serie di romanzi noir metropolitano che ha scritto a quattro mani con la giornalista Nadia Giorgio.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Fiorella Zaggia

    17 Ottobre 2016 alle 22:45

    Interessante,no !ma di più :veritiero,onesto,accorato,mesto.
    Di più non scriverei.
    Grazie a te che lo hai riportato di nuovo tra noi ,con semplicità,ti ringrazio.
    Fiorella Zaggia ex berchettiana

    Rispondi
  2. Raffaello Biagiotti

    13 Ottobre 2016 alle 13:02

    Caro Roberto,
    non ho mai avuto la fortuna di incontrare questi personaggi, ma solo seguiti ed ascoltati alla televisione, quando glielo permettervano, ma la coppia Franca-Dario, hanno lasciato il segno a chi desidera e cerca la LIBERTA’, forse eri un grupppo omogeneo, avevate le stesse aspirazioni ed ognuno le cercava per strade diverse.
    Iannacci, Franca, dario e altri come loro saranno ricordati in modo corretto chi in silenzio li pensa e li ricorda.
    Gli altri sono i soliti ipocriti, sciacalli, per i quali tutti: buoni, onesti, bravi, DOPO MORTI,
    Buon Lavoro e mi sento rappresentato se puioi essere presente ai funerali.
    Grazie.
    Raffaello da Montepulciano

    Rispondi

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