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Addio a Contrada, sopravvissuto alle terribili infamie…

È morto ieri a 94 anni, Bruno Contrada, un grande investigatore anti mafia, sopravvissuto come aveva promesso alla demolizione delle infamie dei suoi accusatori e dei Tribunali che lo condannarono ingiustamente. Contrada rimase vittima dei depistaggi dei poliziotti e dei Pm che in tutti i modi cercarono di impedire la cattura degli autori della strage in cui venne ucciso Borsellino. Servì un pentito di mafia per scagionare il presunto autore, costruito a tavolino e condannato con sentenza definitiva, liberato dopo 15 anni di carcere duro. È stata necessaria una Corte europea per scagionare Contrada.

di Marco Taradash | 14 Marzo 2026

È morto ieri a 94 anni, Bruno Contrada, un grande investigatore anti mafia, sopravvissuto come aveva promesso alla demolizione delle infamie dei suoi accusatori e dei Tribunali che lo condannarono ingiustamente.

Contrada rimase vittima dei depistaggi dei poliziotti e dei Pm che in tutti i modi cercarono di impedire la cattura degli autori della strage in cui venne ucciso Borsellino. Servì un pentito di mafia per scagionare il presunto autore, costruito a tavolino e condannato con sentenza definitiva, liberato dopo 15 anni di carcere duro. È stata necessaria una Corte europea per scagionare Contrada.

Alcuni degli autori di quei depistaggi sono ancora attivi nella vita pubblica italiana. Cercheranno anche in queste ore di deturpare l’immagine di quello che fu effettivamente un servitore dello Stato. Contrada non se ne avrà più a male, io lo ricorderò per la sua forza e la sua pazienza.

Marco Taradash

Pubblicato in : Editoriale

Info Marco Taradash

Marco Taradash, livornese è un giornalista, liberale di tendenza radicale, già deputato europeo e nazionale coi radicali, poi con Forza Italia, presidente della Commissione Rai dal 1994 al 1996. Fondatore e promotore della Convenzione per la Riforma Liberale (1995) con Giuliano Ferrara, Lucio Colletti, Dario Antiseri, Marcello Pera, Piero Melograni, Giorgio Rebuffa, Raimondo Cubeddu, Gaetano Quagliariello e altri, poi dei Riformatori liberali (2005) con Peppino Calderisi, Benedetto Della Vedova, Emilia Rossi, Carmelo Palma. Promotore di vari referendum, da quello per la depenalizzazione dell’uso personale di droghe proibite (1993) a quello per l’abolizione della quota proporzionale delle legge detta Mattarellum (1999, per l’uninominale secca, insomma). Votò sì alla riforma costituzionale il 4 dicembre 2016. Non condivise poi l’alleanza della Lista Bonino-+Europa col Pd e fondò Centromotore. Partecipò alla successiva nascita del partito +Europa, si candidò alle Europee, sostenne il voto contrario di +Europa al governo giallorosso. Crede alla necessità di una forza liberaldemocratica alternativa al fasciosovranismo e al populismosinistro.

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