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Acqua minerale in bottiglia di plastica: costretti a consumarla?

E’ raro e costoso trovare, al ristorante e nei negozi, bottiglie di acqua minerale che non siano nella plastica. Il consumatore, di conseguenza, o si abitua al gusto sgradevole della plastica, oppure rinuncia all’acqua minerale, nei rari casi in cui l’acqua di rubinetto (che frequentemente sa di cloro) è abbordabile. Quasi mai nei ristoranti, che – secondo loro – guadagnerebbero meno… ma non ci sarebbe niente di strano se una buona acqua pubblica fosse fatta pagare anche per il solo servizio di essere offerta in belle brocche (senza sottovalutare che, quando si paga il cosiddetto servizio, l’acqua pubblica potrebbe essere inclusa).

di Vincenzo Donvito | 17 Aprile 2026

E’ raro e costoso trovare, al ristorante e nei negozi, bottiglie di acqua minerale che non siano nella plastica. Il consumatore, di conseguenza, o si abitua al gusto sgradevole della plastica, oppure rinuncia all’acqua minerale, nei rari casi in cui l’acqua di rubinetto (che frequentemente sa di cloro) è abbordabile.

Quasi mai nei ristoranti, che – secondo loro – guadagnerebbero meno… ma non ci sarebbe niente di strano se una buona acqua pubblica fosse fatta pagare anche per il solo servizio di essere offerta in belle brocche (senza sottovalutare che, quando si paga il cosiddetto servizio, l’acqua pubblica potrebbe essere inclusa). Se capita di fare una simile richiesta in un ristorante, come minimo si viene guardati come uno scroccone… o un rompiscatole – marziano se si chiede “la lista delle acque”. Ristoranti da prendere in maggiore considerazioni sono quelli – rari – che, invece di mettere sulla tovaglia (quando c’è) bottiglie di plastica che sono state chissà dove, hanno acqua minerale in bottiglie di vetro, anche se con il problema che mediamente la fanno pagare carissima.

Al bar, inoltre, il bicchiere d’acqua (offerto o richiesto a pagamento) col caffè, è altrettanto raro che non sia da  bottiglia di plastica (abbiamo visto anche alcuni bar/ristoranti che mescevano un bicchiere  di vino da contenitori di plastica…).

Stessa plastica che ci si deve sorbire anche in quei bar di alcune regioni in cui servono a bicchiere delle spume (cosiddetta bionda, arancia, bitter, cedro)… più o meno palliativi economici di altrettante bevande di note marche.

Alcune acque e bevande di note marche, sono contenute in plastica “dura” che attenua abbastanza il gusto della plastica. Bevande che quando si trovano fuori dei confini nazionali, sono spesso offerte in contenitori di vetro… considerati chic o sinonimo di qualità… sempre ben fatta pagare.

Infine, è bene ricordare che se alcune acque minerali vengono pubblicizzate come super-sane e super-buone grazie all’uso di personaggi dello spettacolo e dello sport o in contesti ambientali che inducono a salubrità, sono e rimangono acque in bottiglie di plastica.

Della plastica, al momento, non se ne può fare a meno, anche se sono numerosi gli allarmi che questo prodotto, anche molto abusato per la sua economicità, circolano.

Aduc, più in generale, ha anche scritto alle Nazioni Unite per sollecitare una riflessione e richiesta di rilancio del processo negoziale sul Trattato globale contro l’inquinamento da plastica.

Abbiamo voluto ricordare il consumo di plastica legato ad uno dei più importanti consumi della nostra vita, l’acqua, quella minerale nella fattispecie. Un promemoria che, oltre a ricordarci la sgradevole assunzione che ne facciamo con gesti frequentissimi del nostro quotidiano, potrebbe indurci a diventare consapevoli delle alternative, per quanto spesso più costose siano.

Il mercato è fatto di domanda e offerta. Non dimentichiamoci che, per quanto i consumatori siano solo persone che consumano e senza poteri, la domanda degli stessi consumatori per prodotti diversi, potrebbe incidere per un qualche cambiamento…. a cominciare dalla nostra salute e dal nostro gusto.

Vincenzo Donvito

Pubblicato in : Editoriale

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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