
Prorogato fino al 10 Settembre il taglio dell’accise sul gasolio.
Mentre i prezzi sono ben oltre la soglia dei 2 euro sia per gasolio che benzina, quest’ultima non viene considerata molto anche se il suo consumo annuale è di circa il 50% rispetto al gasolio (che, a differenza della benzina, è quello quasi esclusivamente consumato dai veicoli commerciali).
Il governo prende tempo perché non sa cosa fare. Le ipotetiche riduzioni in base al reddito delle persone sono rimaste tali. Abbiamo l’impressione che il 10 settembre saremo punto e a capo. anche perché le tensioni geopolitiche che stanno provocando questo rialzo del barile non mostrano di attenuarsi. Anzi.
Ci sono vari modi per attenuare la morsa del carovita sui consumatori. In Svezia, per esempio, lo Stato ha tagliato l’IVA sugli alimenti del 50% (dal 12 al 6%), mentre sempre nel Paese scandinavo, ma con effetti in 20 Paesi europei la industria privata Ikea ha ridotto i prezzi per un valore complessivo di 1,2 miliardi di euro. Pubblico e privato che hanno trovato un punto di incontro.
In Italia vige la politica del rimando per venire incontro ai consumatori, anche perché sarebbe molto difficile erodere i bilanci dello Stato dilaniati dal debito pubblico, e chiedere ad aziende private che hanno una tra le maggiori imposizioni fiscali del Continente.
Vincenzo Donvito

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