
L’ingerenza della Russia (e prima anche dell’URSS) nella politica di diversi Stati del mondo e nell’Europa in particolare non è una novità, basterebbe pensare ai finanziamenti dati dall’URSS al Partito Comunista Italiano per averne qualche idea. Poi, dopo la caduta del “Muro di Berlino”, il Pci, senza i finanziamenti di Mosca, è scomparso dalla scena politica anche se ancora circolano i post-comunisti.
Adesso, la strategia della Russia si presenta in modo più aggressivo. La guerra ibrida della Russia iniziata contro l’Europa sta cambiando natura. Per Nato e Unione europea la minaccia di Mosca ha ormai raggiunto un nuovo livello e il tentato attacco all’aeroporto di Lipsia, attribuito dalla Germania ad agenti russi, rappresenta un salto di qualità.
“Gli europei devono fare i conti con la dura verità che questa è la nuova normalità”, come ha avvertito la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.
Un allarme che arriva fino all’Italia, dove il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, non esclude tentativi russi di interferire nelle prossime elezioni e invita ad alzare la guardia anche contro possibili attacchi ibridi. Il ministro Tajani ha assicurato: “Gli italiani non si faranno condizionare, ma il tentativo di influenzare il voto, ahimè, ci sarà”.
Una posizione che provoca la reazione dell’altro vicepremier Matteo Salvini, che denuncia una crescente “ansia anti-russa” in Europa, pur precisando di non riferirsi direttamente al collega di governo.
Il caso che ha fatto scattare l’allarme ai massimi livelli di Nato e Ue è quello della Germania. Berlino ha attribuito a Mosca il tentato attacco con un drone all’aeroporto di Lipsia del 4 agosto. Uno dei due sospettati fermati è entrato in Ue grazie a un visto italiano ottenuto a Minsk, ma l’uomo non è mai transitato per il territorio italiano. È quanto emerge dagli accertamenti urgenti che sono stati svolti in queste ultime ore. Tajani ha annunciato i controlli per verificare come sia stato concesso quel visto. Ma diversi Paesi europei, guidati da Baltici e Polonia, chiedono una stretta sui cittadini russi e bielorussi. Bisognerà anche accertare se il visto è autentico o se è stato contraffatto, come ci insegna la storia, ma comunque è una macchia per l’Italia.
Von der Leyen ha così definito l’attacco a Lipsia: “Una nuova escalation sul territorio dell’Unione europea, direttamente attribuita alla Russia, inserita in un quadro più ampio di incidenti sempre più pericolosi: incursioni nello spazio aereo europeo, droni capaci di paralizzare gli aeroporti e interferenze contro le infrastrutture critiche”.
Per l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare della Nato, “non è un caso isolato”. Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha parlato di una Russia diventata sempre più sconsiderata. L’Alleanza ha registrato un numero crescente di droni e missili entrati nello spazio aereo lungo il fianco orientale e un aumento delle attività ostili contro il territorio degli Alleati, dagli incendi nelle fabbriche che producono equipaggiamenti militari per Kiev alle operazioni di sabotaggio. Rutte ha avvertito: “I pericoli posti dalla Russia sono evidenti. Se la Russia pensa che saremo divisi dalla minaccia si sbaglia. La nostra unità è incrollabile”.
Non sappiamo ancora se anche l’esplosione della fabbrica d’armi a Colleferro possa essere collegata a questa strategia della Russia.
Diversi Paesi dell’Ue hanno convocato i rispettivi ambasciatori russi. Quasi tutti hanno condiviso la necessità di adottare nuove sanzioni contro la Russia. È in questo clima che a Wicklow, località fuori Dublino dove si sono riuniti informalmente i ministri degli Esteri dell’Ue, la guerra ibrida è diventata uno dei temi centrali. Per diversi capi della diplomazia europea queste operazioni sono ormai “ibride” solo nella definizione: nella sostanza si avvicinano sempre più ad attacchi diretti contro i Paesi dell’Unione.
Ed è qui che l’allarme arriva direttamente all’Italia come ha detto il ministro Tajani: “Non escludo che possano esserci tentativi da parte della Federazione Russa di interferire nella vita democratica dei Paesi dell’Unione europea. Mosca potrebbe cercare di condizionare il voto nei Paesi chiamati alle urne e per questo bisogna vigilare e intervenire in anticipo”.
Al termine della riunione in Irlanda, Tajani è tornato sul tema, precisando però di essere convinto che gli italiani non si faranno condizionare dai russi al voto anche se ricorda “la disinformatia” letta sui libri di scuola. L’obiettivo, secondo il ministro, può essere quello di “rendere meno governabile l’Europa” o di favorire “partiti antieuropeisti amici della Russia” capaci di “mettere i bastoni fra le ruote a una politica di sicurezza europea”.
Dopo le dichiarazioni di Tajani c’è stata una immediata presa di posizione di Salvini prende le distanze dagli allarmi, dicendo: “Non so se il collega Tajani ha altre informazioni, ha degli elementi in più rispetto a quelli che ho io da vicepresidente del Consiglio. Non bisogna mancare di rispetto all’intelligenza e alla libertà di scelta degli italiani, che non hanno mai votato per influenze russe, cinesi, americane, israeliane, palestinesi. Escludo che questa notte i russi invadano Torre Maura o Tor Bella Monaca”. Le frasi populiste di Salvini dimostrano di ignorare la storia ed i suoi insegnamenti.
Secondo Tajani, tuttavia, neppure l’Italia può considerarsi al riparo da operazioni ibride più dirette, sostenendo: “Io non escludo mai nulla. Quando c’è un pericolo bisogna alzare la guardia per evitare che il pericolo diventi concreto”. Così ha risposto a chi gli chiedeva se anche il nostro Paese possa diventare obiettivo di attacchi analoghi a quelli denunciati dalla Germania.
A legare ancora più direttamente il caso Lipsia all’Italia c’è poi il visto turistico italiano che sarebbe stato concesso a uno dei due sospettati. Tajani ha assicurato: “Verranno fatti dei controlli. Ci sono delle condizioni e dei criteri per la concessione del visto, se non ci sono alert per la sicurezza viene concesso. Ma ci sarà un’inchiesta per fare le verifiche. Il caso dimostra quanto possano essere difficili da prevenire le nuove minacce: Paesi non alleati possono utilizzare anche persone magari che sono incensurate, che non hanno alcun sospetto”.
Kaja Kallas, l’Alto Rappresentante dell’Ue, ha avvertito: “Se fosse confermato che uno dei sospettati di Lipsia è entrato nell’area Schengen attraverso un visto turistico, dimostrerebbe molto chiaramente che i visti sono uno strumento utilizzato da persone che intendono arrecare danno all’Unione europea per entrare nell’Ue. Dobbiamo davvero limitare il rilascio dei visti”. Così arriva una messa in guardia dell’Ue per ridurre e controllare che possano esserci infiltrazioni di agenti della Russia dando una risposta a diversi ministri che hanno sollevato la questione durante la discussione sull’Ucraina.
In questa situazione, l’Italia si presenta con un governo diviso in due a cui si aggiunge il silenzio assordante di Fratelli d’Italia e della Meloni che forse sono più preoccupati dalla presenza di Vannacci sulla scena politica italiana.
Di certo la Russia sta appoggiando in Europa tutti gli estremismi di destra, dalla Francia alla Germania senza escludere l’Italia. Quindi l’ingerenza della Russia nella politica europea non è qualcosa di fantasioso, ma una amara realtà. Gli italiani debbono sapere e capire quali forze politiche vengono sostenute da Mosca finanziariamente e con altri mezzi di comunicazione per influire sui risultati elettorali dell’Italia.
Salvatore Rondello

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