La Festa della Toscana 2005 ha battuto tutti i record. Oltre 700 le manifestazioni che hanno interessato tutti i comuni della regione, una spesa difficile da quantificare ma che certamente ha superato abbondantemente il milione di euro. 640 mila li ha messi direttamente la Regione, gli altri, e la stima è in difetto, gli altri enti locali. Le riflessioni da fare sono semplici. La prima. Una spesa di questo livello è del tutto ingiustificata. Niente vieta di fare la Festa della Toscana con poche manifestazioni simbolo, come ad esempio quella del consiglio regionale in forma solenne. La pletora di eventi che sono stati previsti, e attuati, non trova fondamento se non nel voler mettere in piedi una miriade di avvenimenti al solo scopo di mantenere i propri apparati. In Toscana, ma lo stesso discorso vale per tutte quelle regioni dove non c’è ricambio al potere, ci sono ormai moltissime persone che vivono all’ombra del centrosinistra. Tutta gente che ha bisogno di essere alimentata. In parole povere “clienti” per soddisfare i quali diventa necessario fare delle iniziative. Seconda considerazione. Contro la Finanziaria 2006 sono stati organizzati in tutta Italia, e segnatamente nella nostra regione, scioperi e proteste a non finire. Una delle ragioni forti era che il Governo centrale continua a tagliare fondi agli enti locali che sono costretti o a tagliere a loro volta servizi essenziali o a farli pagare. Ora visto che amministrare vuole dire soprattutto scegliere, se ne deve dedurre che il nostro consiglio regionale, e con lui a cascata amministrazioni comunali e provinciali, “vuole” spendere centinaia di migliaia di euro in celebrazioni e feste fini a se stesse piuttosto che nel mantenimento di quei servizi che un Governo insensibile e arcigno toglie ai poteri locali.
In tutto questo non entra nemmeno la politica. Si tratta di buon senso. Desta semmai meraviglia, ma non più di tanto, che nemmeno la contemporaneità di questi eventi, la celebrazione della Festa della Toscana e lo sciopero generale del 25 Novembre contro la Finanziaria, abbia indotto il centro destra toscano a sollevare la questione. Ma questa, come ama dire un ormai famoso personaggio televisivo, è un’altra storia.
A rischio i servizi, non le feste
Nella nostra Toscana dell’est, ci sono moltissime persone che vivono all’ombra del centrosinistra. Tutta gente che ha bisogno di essere alimentata. In parole povere “clienti” per soddisfare i quali diventa necessario fare delle iniziative.

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