
La politica milanese sembra ormai una maionese impazzita. Dal Pratone di Pontida Salvini lancia la candidatura di Silvia Sardone a sindaco, ma sul tavolo c’erano già la proposta di Forza Italia con Perego, quella di La Russa con Lupi e poi le candidature delle liste civiche, da quella del proprietario del “Panino Giusto” a quella di Pietro Tatarella. Insomma, tanti candidati e tanti nomi, forse troppi. Sarebbe arrivato il momento di fare un po’ di sintesi e arrivare finalmente a una scelta definitiva. La campagna elettorale, comunque, è già cominciata.
Ma anche nel centrosinistra la maionese non gira meglio. Schlein incontra Calabresi, ma non lo investe ufficialmente come candidato sindaco e nel PD restano tutti i problemi di sempre. Ci sono Maiorino, La Scavuzzo, Conte e molti altri: tutti vogliono fare il sindaco e tutti, naturalmente, vogliono le primarie. Qualcuno dice che prima bisogna scrivere il programma, che è il modo più classico per rinviare la scelta. E così si rinvia, si rinvia e poi se ne riparlerà. Nel frattempo Milano aspetta. La politica è impazzita, la maionese pure e la partita per Palazzo Marino è ormai cominciata. Una partita importante, perché importante sarà anche la votazione.
Roberto Caputo

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