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Mario, magna tranquillo

«Milano mi chiama in modo forte», dice Mario Calabresi, mettendo sul tavolo la propria disponibilità a candidarsi a sindaco. Viene in mente la vecchia battuta telefonica riservata a chi insiste per venderti qualcosa che proprio non vuoi comprare: «Mario, magna tranquillo». Vale a dire: risparmia pure la fatica, non siamo interessati.

di Luca Rampazzo | 22 Settembre 2026

«Milano mi chiama in modo forte», dice Mario Calabresi, mettendo sul tavolo la propria disponibilità a candidarsi a sindaco.

Viene in mente la vecchia battuta telefonica riservata a chi insiste per venderti qualcosa che proprio non vuoi comprare: «Mario, magna tranquillo». Vale a dire: risparmia pure la fatica, non siamo interessati.

Ed è difficile non pensarlo leggendo il resoconto del Festival di Open a Parma. Enrico Mentana offre a Elly Schlein l’occasione perfetta per spendere anche soltanto mezza parola a favore di Calabresi. La segretaria del Pd non la coglie. «Vi sorprenderò un’altra volta», risponde, per poi rifugiarsi nel più classico «prima il programma».

Calabresi, invece, si porta decisamente avanti. Si dice pronto a «mettersi in gioco», racconta il proprio legame con Milano e comincia già a indicare temi e priorità: casa, asili, giovani, sicurezza, degrado, scuola. Una candidatura ancora inesistente dispone insomma già di una discreta bozza di programma.

Il problema è che nel Pd nessuno sembra avere particolare fretta di comprarla. Schlein parla prudentemente di «alcune figure validissime», resta vicina a Pierfrancesco Majorino, mentre sul tavolo rimangono altri nomi, a partire da quello della vicesindaca Anna Scavuzzo. Persino la stretta di mano tra Schlein e Calabresi dietro le quinte si conclude con il più interlocutorio dei «ci sentiamo».

Naturalmente Calabresi potrebbe alla fine diventare davvero candidato. Ma oggi la situazione presenta un curioso rovesciamento: normalmente è un partito a chiamare qualcuno per proporgli una candidatura. Qui è il possibile candidato ad annunciare pubblicamente di sentire la chiamata mentre il partito, dall’altra parte, continua a guardare la merce.

«Milano mi chiama», assicura Calabresi.

Dal Pd, per adesso, sembra arrivare una risposta molto più prosaica:

Mario, magna tranquillo.

Luca Rampazzo

Pubblicato in : Editoriale

Info Luca Rampazzo

Luca Rampazzo, giornalista, laureato in giurisprudenza, è un imprenditore digitale, AD e cofounder di Leotech, libero professionista nel settore della comunicazione, copywrighter, commerciale e addetto stampa. Editorialista di “Milano Post” e “PensaLibero.it”. Nel tempo libero appassionato di politica e di cultura economica. Tutelato dal WWF in quanto liberista e conservatore, sogna un giorno di poter uscire dalla riserva in cui viene protetto in questo paese dove il liberismo viene trattato gratuitamente dal SSN.

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