• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

A Milano il “Lambretta” festeggia sulle sofferenze dei residenti

“14 anni non si festeggiano: si difendono, si attraversano e si rilanciano”. È con questa formula, apparentemente densa di significato politico, che il collettivo Lambretta annuncia la propria iniziativa del 18 aprile. Ma dietro la retorica della resistenza e della comunità si apre una questione molto più concreta e molto meno romantica: cosa si sta realmente difendendo, e soprattutto dove. Il punto centrale non è infatti l’esistenza di uno spazio sociale, né il valore che questo può avere per chi lo frequenta. Il nodo è l’utilizzo di una struttura pubblica che, secondo le previsioni e gli indirizzi dichiarati, dovrebbe essere destinata al Mutuo Soccorso, cioè a servizi con una funzione chiara, regolata e accessibile alla collettività nel suo complesso.

di Luca Rampazzo | 15 Aprile 2026

“14 anni non si festeggiano: si difendono, si attraversano e si rilanciano”. È con questa formula, apparentemente densa di significato politico, che il collettivo Lambretta annuncia la propria iniziativa del 18 aprile. Ma dietro la retorica della resistenza e della comunità si apre una questione molto più concreta e molto meno romantica: cosa si sta realmente difendendo, e soprattutto dove.

Il punto centrale non è infatti l’esistenza di uno spazio sociale, né il valore che questo può avere per chi lo frequenta. Il nodo è l’utilizzo di una struttura pubblica che, secondo le previsioni e gli indirizzi dichiarati, dovrebbe essere destinata al Mutuo Soccorso, cioè a servizi con una funzione chiara, regolata e accessibile alla collettività nel suo complesso. Invece, quello stesso spazio viene oggi utilizzato per eventi, DJ set e una cena benefit con raccolta fondi per spese legali, in un contesto che appare difficilmente compatibile con la destinazione originaria e con qualsiasi criterio di trasparenza amministrativa.

La narrazione proposta dal Lambretta insiste sull’idea di spazi “strappati all’abbandono e restituiti a chi non si accontenta di esistere”. Tuttavia, questa rappresentazione entra in contraddizione nel momento in cui lo spazio in questione non è abbandonato, ma inserito in un percorso pubblico e con una destinazione precisa. In questo scenario, più che una restituzione alla collettività, si configura una sovrapposizione tra l’interesse di un gruppo organizzato e quello generale, con il rischio concreto che il primo finisca per prevalere sul secondo. Anche la raccolta fondi, presentata come pratica di sostegno alle attività, assume così un significato problematico: non è solo autofinanziamento, ma utilizzo di un bene pubblico — o destinato a finalità pubbliche — per sostenere attività che non risultano formalmente autorizzate.

A rendere ancora più critica la situazione è il comportamento delle istituzioni locali, in particolare del Municipio competente. La gestione della vicenda ha seguito una traiettoria difficilmente difendibile: inizialmente si è negata la presenza del Lambretta all’interno della struttura; successivamente si è negato che esistesse un problema; oggi, infine, si tende a scaricare la responsabilità sul Comune centrale. Non si tratta semplicemente di una comunicazione incoerente, ma di una progressiva rinuncia ad assumere un ruolo di controllo e indirizzo. In questo senso, il silenzio — o peggio, l’elusione — diventa una forma implicita di legittimazione.

Il rischio, a questo punto, è che si consolidi un precedente pericoloso. Se si accetta che uno spazio con una destinazione definita possa essere utilizzato in modo difforme, senza un intervento chiaro delle istituzioni e senza alcuna verifica pubblica, si introduce un principio implicito: la durata dell’occupazione e la capacità di costruire una narrazione possono sostituire le regole. È un passaggio che mina alla base il rapporto tra amministrazione e cittadinanza, perché rende opzionale ciò che dovrebbe essere garantito e uguale per tutti.

Quattordici anni, in sé, non sono né un merito né una colpa. Ma diventano un problema quando vengono utilizzati per rivendicare una legittimità che non passa attraverso regole condivise, bensì attraverso la semplice permanenza. In questo senso, più che essere difesi o rilanciati, questi quattordici anni dovrebbero essere chiariti: nelle loro modalità, nei loro effetti e nella loro compatibilità con l’interesse pubblico. Perché gli spazi collettivi, se davvero vogliono essere tali, non possono esistere in una zona grigia dove tutto è tollerato e nulla è responsabilmente gestito.

Luca Rampazzo

Pubblicato in : Editoriale

Info Luca Rampazzo

Luca Rampazzo, giornalista, laureato in giurisprudenza, è un imprenditore digitale, AD e cofounder di Leotech, libero professionista nel settore della comunicazione, copywrighter, commerciale e addetto stampa. Editorialista di “Milano Post” e “PensaLibero.it”. Nel tempo libero appassionato di politica e di cultura economica. Tutelato dal WWF in quanto liberista e conservatore, sogna un giorno di poter uscire dalla riserva in cui viene protetto in questo paese dove il liberismo viene trattato gratuitamente dal SSN.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti