
Né Zelensky né Putin e neppure Trump sono andati a Istanbul. Forte delusione. Eppure qualcosa si muove se è vero che le delegazioni di Russia e Ucraina dal 2022 riprendono solo oggi a parlare di pace.
Trump mette le mani avanti: “finché non ci vediamo io e Putin non cambia nulla”.
Non vogliamo e non dobbiamo perdere la speranza che cessi almeno il fuoco e la carneficina che ha fatto centinaia di migliaia di vittime, civili e militari, ridotto in macerie un Paese.
A remare decisamente contro un’ipotesi di interruzione delle ostilità è ancora una volta l’Europa dei “volenterosi”, Francia, Germania e Inghilterra che avanzano nuove sanzioni contro la Russia e hanno ripreso a ragionare di una guerra in Europa.
La Germania, con il suo nuovo leader Merz, dichiara di voler costruire l’esercito più potente dell’Europa e accetta dalla NATO di giungere fino al 5% delle spese militari sul PIL.
La Francia, con Macron che a tutti costi vuole essere protagonista, parla della possibilità di un confronto nucleare e quindi nella necessità di investire in uno scudo di protezione.
Niente di tutto questo ha a che fare con la difesa comune europea, di un continente che ha già la seconda spesa militare del mondo, solo dopo gli USa e ben superiore alla Russia, e che ha il numero più alto di soldati.
Uno spirito bellicista pare si sia impadronito della classe dirigente politica europea.
Quando in passato questo è accaduto si sono preparate solo catastrofi.
Dice lo storico Alessandro Barbero che “come nel 1914 siamo in presenza di un riarmo impetuoso” e ci stiamo nuovamente “abituando all’idea della guerra”, stiamo “cancellando l’idea che la guerra sia è il male da evitare”.
La Chiesa invece continua la sua predicazione e la sua opera a favore della pace.
Bene ha fatto Meloni a parlare telefonicamente ieri con Papa Leone XIV e a non aver partecipato all’incontro dei volenterosi a Kiev.
La foto di Starmer, Merz e Macron, sorridenti come ragazzini in gita e in abiti sportivi, è allo stesso tempo stupefacente e inquietante.
Tutta la sinistra italiana deve schierarsi con nettezza contro il riarmo e chiedere che si lavori per la pace.
Alleanza Verdi e Sinistra e M5stelle sono già su queste posizioni mentre il PD deve superare incertezze e ambiguità dovute soprattutto alla minoranza interna del partito.
Sbaglia chi dice che così il nostro paese verrebbe marginalizzato in Europa.
Credo invece che potrebbe svolgere un ruolo peculiare e importante solo con una posizione pacifista e rispettosa della nostra Costituzione, la quale -non dimentichiamolo- prima di ogni altra valutazione afferma che “‘Italia ripudia la guerra”.
Enrico Rossi

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