Editti, libri, manifesti, periodici, quotidiani, francobolli e litografie. Oltre 250 documenti, provenienti da collezioni private, che ripercorrono 300 anni di ‘sindrome antimassonica’, catalogati ed esposti al pubblico per la prima volta nella mostra itinerante che, partita da Udine, fa tappa a Firenze da domenica 27 giugno e fino al 4 luglio. «Antimassoneria, 300 anni di storia», questo il titolo della mostra, a cura di Annalisa Santini e Serena Guidi, organizzata dalla Gran Loggia d’Italia degli A.L.A.M, Obbedienza di Piazza del Gesù Palazzo Vitelleschi, ripercorre i quasi tre secoli d’intolleranza, sospetto e pregiudizio nei confronti dei massoni, dal Settecento ai giorni nostri.
Tra i documenti esposti nella sede fiorentina della Gran Loggia d’Italia, in Borgo Pinti 13, l’Editto del Cardinale Giuseppe Firrào, in originale, datato 1739, che stabilisce la pena di morte per i massoni, e, sempre in originale, rarissima edizione trilingue in latino, francese e olandese della Costituzione Apostolica Providas Romanorum (1751) di Benedetto XIV, che confermò la scomunica alla Massoneria del suo predecessore Clemente XII. Da segnalare anche l’Archivio dell’ecclesiastico, interessante raccolta di documenti massonici contenente l’analisi dei rapporti tra Carboneria, Giovine Italia e Massoneria (Firenze, 1865) e l’edizione del 1884 di Tommaso Crudeli e i primi framassoni in Firenze, di Ferdinando Sbigoli. Crudeli, poeta satirico e novelliere, considerato il primo martire della Massoneria italiana, fu processato dal Sant’Uffizio di Firenze nel 1739 per irreligiosità ed eresia.
In mostra anche varie opere di Léo Taxil, giornalista e scrittore che negli ultimi anni dell’Ottocento, tentò di screditare l’istituzione massonica, 4 francobolli antimassonici emessi in Serbia in occasione dell’esposizione antimassonica organizzata a Belgrado nel 1941, il disegno del 1939, L’abolizione del ‘Lei’’, con raffigurato il ‘Signor Lei’ nella tomba contrassegnata da squadra e compasso, circondata da alcuni borghesi affranti che lo piangono, e la raccolta di giornali fascisti con articoli antimassonici. Esposti, inoltre, gli atti del convegno ‘Aspetti della presenza della Massoneria a Firenze, 17-18 gennaio 1983’, organizzato dal Pci, in cui si sostiene che la Massoneria ha svolto un ruolo importante nella crisi d’identità della politica fiorentina.
I documenti in mostra sono stati raccolti nel catalogo «Inimica Vis. La sindrome antimassonica in tre secoli di scritti e di testimonianze», edizioni Giuseppe Laterza, scritto dalle curatrici della mostra, Annalisa Santini e Serena Guidi, con interventi del Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia, Luigi Pruneti, dello storico, esperto di massoneria, Aldo Alessandro Mola e a cura di Gabriella Greco.
La mostra, a ingresso gratuito, è aperta al pubblico da domenica 27 giugno a domenica 4 luglio con il seguente orario: feriali 17.00-22.00, sabato e domenica 10.00-22.00.

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