Ad una settimana dalla pubblicazione su questo sito della nostra proposta di modifica sostanziale dell’intero meccanismo elettorale italiano, possiamo tentare un primo bilancio sulla base dei commenti che ci sono giunti attraverso vie diverse di comunicazione da lettori, amici, sconosciuti, accomunati tutti dal fatto di essere cittadini consapevoli della assoluta necessità di riappropriarsi di qualcosa che ci spetta di diritto, ovvero della partecipazione attiva a tutte le forme della vita politica al fine di ristabilire la sovranità popolare che ci è stata tolta.
In questi ultimi giorni, abbiamo visto sia sul Web che sui media nazionali una improvvisa, ed in alcuni casi anche opportunistica, fioritura di iniziative simili o rapportabili alla nostra; intendiamoci, poiché crediamo profondamente nella efficacia del confronto e dello scambio di idee, ci rallegra questo improvviso risveglio di passione civile e l’appello che giunge da più parti ad un ritorno alla partecipazione democratica piena, ma ammettiamo che, avendo noi da sempre sostenuto questa necessità, vederla oggi improvvisamente scoperta da chi ha taciuto finora per mera convenienza lobbistica su tutte le aberrazioni bipolari ci lascia perplessi, ma tant’è, prendiamo il buono – ovvero la mobilitazione ampia – ed evitiamo di spaccare il capello in quattro. Ci limiteremo a dire che alcune proposte, come ad esempio quella di Repubblica, ci convincono poco perché il semplice ritorno alla legge elettorale precedente, ovvero quella con il voto di preferenza, ci appare in questo momento un’azione un po’ troppo semplicistica e riduttiva rispetto alle gravi, per non dire endemiche, carenze che il sistema bipolare italiano ha fin qui evidenziato, soprattutto in termini di strapotere partitocratico schiacciante rispetto alla ormai solo formale libertà di scelta degli elettori. La nostra proposta impone invece un cambio di marcia autentico perché attraverso elezioni primarie obbligatorie si può spezzare tanto l’oligarchico meccanismo delle liste bloccate imposte dai partiti quanto implementare un ricambio vero attraverso la possibilità data ad ogni cittadino di partecipare non solo come elettore ma anche come candidato, il che ci porta di conseguenza anche a misurarci con un altro aspetto della questione, ovvero l’effettiva volontà di tutti noi di mettere un freno al deleterio sistema della delega in bianco e di decidere, se ve ne sia il desiderio, di provare a mettersi in gioco in prima persona, secondo le proprie forze e capacità.
Dai commenti che fin qui ci sono giunti, ci pare che gli aspetti più dibattuti riguardino la possibilità di porre un limite al numero di mandati e la facoltà di imporre primarie obbligatorie per legge; riguardo al primo punto, la discussione, come avevamo previsto, è accesissima, le giuste e corrette osservazioni di coloro che ritengono che solo gli elettori possano decidere se confermare o bocciare un politico in base al suo operato, si scontrano con le comprensibili esasperazioni di chi vede le stesse facce in Parlamento da quando è nato e dunque considera il limite dei mandati un efficace sistema per rimuovere la geriatrica oligarchia che ci governa ed impedire in futuro che possa ricompattarsi. Riguardo invece alle primarie obbligatorie, se è vero che i partiti debbono godere della libertà di azione e di organizzazione interna prevista per libere associazioni politiche, è anche vero però che poiché essi recepiscono cifre ingentissime sottoforma di rimborsi elettorali provenienti direttamente dalle nostre tasche, non possono utilizzare denaro pubblico per limitare anziché ampliare gli spazi di democrazia. Una soluzione intermedia potrebbe essere quella di legare i cosiddetti “rimborsi elettorali”, in realtà finanziamenti ai partiti, alle primarie: i partiti potrebbero restare liberissimi di non ricorrere alle primarie ma, in tal caso, non potrebbero ottenere i rimborsi elettorali. Riteniamo che questa da noi proposta non sia una forzatura del sistema, quanto piuttosto una garanzia del pieno e democratico funzionamento del sistema stesso, ottenuta peraltro attraverso l’esborso di denaro pubblico che tornerebbe a noi, che l’abbiamo erogato, sottoforma di strumenti democratici autentici e funzionanti atti a garantire il nostro diritto costituzionale alla partecipazione alla vita politica del nostro paese. E qui si inserisce un altro tema molto sentito dai lettori, ovvero quello della natura stessa delle elezioni primarie: si discute se queste debbano essere intese come strumento dato agli elettori per scegliere i candidati da inserire poi nelle liste elettorali, se siano estensibili a tutti i livelli elettorali, se infine debbano essere invece una concreta possibilità data ad ogni cittadino di candidarsi ad un incarico pubblico. Noi ci siamo espressi nei termini più ampi, ovvero quelli dell’utilizzo di uno strumento che abbiamo individuato nel meccanismo delle primarie perché restituisce ruolo ai cittadini sia che si vada verso un sistema di collegi uninominali o che si voti per liste con voto di preferenza; ma oltre a questo, lo pensiamo privo di quote riservate per genere perché permetta una autentica e competitiva selezione, ed infine aperto a tutti, non solo agli iscritti ai partiti, perché la nostra Costituzione garantisce ad ogni cittadino la possibilità di candidarsi ad un incarico pubblico.
A questo punto, i prossimi passi saranno i seguenti: sarà messa online una Pagina su Facebook dove chi vorrà potrà aderire alla nostra proposta e segnalarla grazie a questo efficace mezzo ai propri amici, mentre tutte le osservazioni ed i commenti dei lettori su Pensalibero ci aiuteranno ad elaborare un testo definitivo che verrà prima pubblicato su questo sito e sottoposto alle vostre ulteriori riflessioni e poi verrà presentato e discusso nel corso di una assemblea da tenersi entro la fine del mese di ottobre per discutere ed approvare definitivamente il testo di un disegno di legge. L’assemblea sarà chiamata a decidere anche se intraprendere la via della proposta di iniziativa popolare, ovvero se consegnare il testo a deputati e senatori di ogni schieramento che si dichiarino disponibili a presentarlo in Parlamento. Secondo le decisioni dell’assemblea, prenderà il via la campagna per la raccolta delle firme oppure sarà consegnato il testo ai parlamentari disposti a sottoscriverlo. Dunque, ancora una volta Pensalibero chiama a raccolta tutti coloro che non si rassegnano alla democrazia dimezzata e vogliono ripristinare il concetto pieno e funzionante di sovranità popolare: noi ci siamo e vi mettiamo a disposizione spazi, fatti concreti e strumenti d’azione. Ora tocca a voi, aiutateci a far sentire la nostra e vostra voce ed a contribuire ad un radicale, sostanziale, necessario cambiamento della vita politica di questo paese. Noi ci crediamo, e voi?
Chiara Boriosi

No, questa iniziativa è nostra, per ora. Come ho scritto sopra, ci sono molte proposte di questo genere rintracciabili sui media e sul Web ma ognuna con caratteristiche diverse.
Forse da qualche parte è scritto, ma non l’ho letto, volevo saper:
questa iniziativa è portata avanti in collaborazione con l’Unità?
Infatti l’Unità sta facendo una campagua pressochè identica.
E io mi permetto di tornare a dire, sinceramente, che il sistema proporzionale con preferenze, senza sbarramenti nè premi,era e sarebbe il sistema migliore ( o meno peggiore ).
Ad ogni buon conto, ogni iniziativa che chieda di cancellare, abrogare, seppellire l’oscena legge elettorale vigente ( prodotto sporco, non dimentichiamolo mai, della complicità fra berlusconiani e “sinistra” ) è benvenuta e merita la nostra partecipazione e collaborazione.
Chiara B. ha spiegato con convinzione, anche nelle risposte puntuali ai lettori, il significato e gli obbiettivi della proposta presentata da Pensalibero. E il nostro direttore risponde bene a chi è comprensibilmente dubbioso, scettico : scegliamo di costruire, non solo di criticare; percorriamo i binari del possibile , ricordandoci che il meglio è – diceva non mi ricordo chi – nemico del bene.
Buona l’idea di un convegno a ottobre-novembre . Potremo – dovremo, mi permetto di insistere – presentare, in quella occasione, proposte per le questioni nazionali e regionali secondo noi più importanti e per i problemi trascurati o irrisolti dal governo Berlusconi ( e non affrontati da bersaniani, dipietristi , dalemiani e compagnia sbandante ) : la questione ambientale tra le prime, la sicurezza del nostro territorio, la tutela del nostro paesaggio, del nostro splendido patrimonio ambientale e culturale, il nostro diritto di viverlo e di goderlo, il nostro dovere di difenderlo.
Cari amici,
mi permetto di intervenire nella discussione “postando” anche quì una risposta che, in altra parte di Pensalibero, ho dato all’amico Luca Bagatin:
Caro Luca,
è sempre un piacere discutere con te perchè dici cose che senti dal profondo e che anche per me sono giuste.
Però penso anche che, in politica, sono più importanti le cose che si POSSONO fare rispetto a quelle che si DOVREBBERO fare.
La proposta di Pensalibero per le primarie obbligatorie per legge tiene conto di ciò.
Se i partiti avessero una loro vita democratica; se le leggi elettorali non avessero espropriato gli elettori a vantaggio degli oligarchi inamovibili, e se mile altre cose, non avremmo preso questa iniziativa.
Un caro saluto
Cara Chiara, non pensare che non consideri gli sforzi che fai, se senti di farlo fai bene, io non sono entusiasta e sono un pessimista di natura, che qualcuno defini come un ottimista ben informato, e non ho fiducia.
Tutto questo agitarsi non cambierà il destino dell’Italia, se mi sbaglio, potrai sempre farmelo notare in futuro.
Su facebook ti rispondo con la traduzione di un proverbio franvese, non c’é bisogno di essere una mucca per sapere se il latte é buono!
Facebook, é una moda, come le Converse-All-Star, grazie, ma né la prima, né le seconde fan per me. Volenti o nolenti si subisce una pressione smodata e illogica, altre modernità e cose piu’ avveniristiche surclasseranno facebook, io lo trovo già vecchio e fuori moda!
Sono già molto contrariato perché la trovo una ASSOLUTA violazione della privacy, già mi disturba che un mio omonimo stia là, col mio nome e cognome, e una testa che, per fortuna, non é la mia!
Facebook é il segno della fragilità e evanescenza dei rapporti umani, tutti “amici” come si collezionano le cose piu’ idiote. Amici, ma quanti amici hai, 48? Pensa io ne ho 325! Ma per favore, quei poveri sfigati che conosco e che esibiscono come trofeo centinaia e centinaia di “amici” sono individui soli come cani nella vera vita, che non hanno neppure una merdaccia per accompagnarli in vacanza, senza contare la patetica mania di scrivere anche quando vai al cesso e quanti foglietti di carta si usa per pulirsi il di dietro.
No thanks, grazie, ma la vita e le cose importanti sono altrove, questo fenomeno da pecore finirà presto in soffitta.
Cari amici, il senso ed il contenuto della nostra proposta vanno al di là della semplice legge elettorale, altrimenti ci saremmo limitati a sostenere le molte iniziative prese da altri media a riguardo. Con questo sistema si promuove prima di tutto un ricambio e si riafferma un principio fondamentale che è quello della sovranità popolare e della libera e garantita partecipazione dei cittadini alla vita politica. E’vero che non è una legge elettorale che cambia il sistema, infatti noi andiamo oltre, dicendo: ripartiamo da noi, e rimettiamoci in gioco pienamente. Smettiamo di firmare deleghe in bianco e ricominciamo a decidere in prima persona e, se lo si vuole, a candidarsi per i pubblici incarichi di qualunque livello. Paolo, è vero che il sistema attuale è incancrenito dalla prima alla seconda repubblica, per questo ci stiamo sforzando di cambiarlo dalle sue stesse radici, poi la mela marcia ci sarà sempre, ma magari in un cesto di mele buone si vede prima e si riesce ad eliminarla, soprattutto se potremo tornare a VOTARE DAVVERO, A SCEGLIERE DAVVERO, e dunque a giudicare l’operato dei singoli eletti. Riguardo a Facebook, mi limito a dirti che non puoi giudicare un sistema se non ci sei dentro, è uno strumento di comunicazione starordinario che ti permette di raggiungere nell’immediato un numero ingente di persone, di aprire discussioni, di lanciare iniziative. Come tutti gli strumenti, non è nè buono nè cattivo, dipende dall’uso che ne fai.
Non ci credo Chiara, perché questi buoni propositi potrebbero attecchire e funzionare in un altro Paese, non in Italia! Come scrivi, le stesse facce (e le nuove sono ancora peggiori) si presentano costantemente in parlamento, guarda adesso per un posticino al solicchio come entrano tutti dentro, repubblicani, liberal-democratici, vecchie “glorie” (Mannino Calogero e tanti altri…).
Nessuna legge elettorale cambierà la mentalità italica, nessun cambiamento come lo auspichi sarà possibile finché il Vaticano eserciterà le pressioni politiche su chiunque governi, sempre genuflessi verso San Pietro, gli altri saranno fatti sistematicamente fuori.
Non ci credo perché il politico, prima di difendere principi o volere il bene comune, vuole prima di tutto difendere se stesso, quando sei “di là” difendi la casta nella quale sei entrato (per i motivi piu’ disparati, per talento, per portare le borse, per aver scopato col vecchiazzo ricco sempre presente, per il caso….), ma poi finisci nel calderone e quello che ti interessa sono principalmente conservare la “vincita” al lotto che equivale oggi a entrare in parlamento in Italia.
I nostri genitori han visto sempre, piu’ o meno, le stesse teste laggiu’, e sarà la stessa cosa per la nostra generazione, quando avremo un’età piu’ avanzata, se ci arriveremo, saremo ancora qui a parlare di ingiustizie, di leggi elettorali fatte male, e loro saranno sempre al loro posto, coi loro privilegi, a ridere di noi.
Face Book é come un video-gioco, non mi pare un modo per far cambiare le cose, anche perché, per fortuna, la maggioranza delle persone, come il sottoscritto, rifiuta e rifiuterà sempre di iscriversi.
Gli italiani non arrivano a fine mese, quelli al “di qua”, e le persone anche animate da ideali politici adesso se ne fregano perché le priorità sono altre, sei sempre stata te a dire che spesso si guarda il dito senza vedere cosa indica.
Sono le persone che fanno la differenza, non le leggi elettorali, anche con questa che abbiamo potrebbero funzionare le cose, ma le persone purtroppo sono sempre le stesse, e to lo dimostra l’arrivo in parlamento dei soliti noti.
Tutto giusto, condivido pienamente le affermazioni ,ma…Se i cittadini possono associarsi liberamente in partiti per contribuire a definire la vita politica del Paese , cosa c’entrano le “primarie” ,strumenti che servono solo ad orientare una struttura predefinita ?
Come per l’uovo e la gallina , quale il rapporto tra cittadino e partito ? Dobbiamo copiare modelli altrui ,senza chiederci come sono nati ,quali ne siano i presupposti sociali e storici? Dobbiamo in altre parole accettare una “democrazia” plebiscitaria ,per alzata di mano , oppure ritrovare i margini (per quanto possibile ) per ricreare partiti politici orientati ,costruiti e legittimati dal confronto individuale ? Il problema mi pare questo ,nella sostanza . Quanto al meccanismo , sistemi “elettorali” (che significhino scegliere tra le persone ) con percentuale minima (la “soglia” )per esistere mi pare l’unico sistema praticabile. Certo ,non garantirebbe “onorevoli ” a vita….