• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

A Cesare quello che è di Cesare e ad Hallah quello che è di Hallah

di Alessandro Silvestri | 25 Agosto 2014

“Reddite quae sunt Caesaris Caesari et quae sunt Dei Deo”  In questo concetto estrapolato dai Vangeli sta tutto il succo del differente sviluppo avvenuto nel corso dei secoli tra il mondo occidentale cristianizzato per via romana e quello arabo. La netta differenziazione cioè tra il potere politico e quello religioso, almeno in linea di principio. La laicità dello Stato rispetto alle confessioni spirituali, che ha permesso il radicamento delle stesse democrazie. Un processo lungo e non privo di insuccessi e di lutti, ma che racchiude in sé un potenziale di sviluppo e di progresso superiore alla migliore teocrazia possibile. Ecco spiegarsi in buona parte il fallimento delle recenti “primavere arabe” e di un sostanziale ritorno al passato dell’Islam dove a farne le spese sono state essenzialmente le conquiste sociali e le libertà individuali di milioni di persone, specialmente le classi e le condizioni più deboli; i senza reddito, le donne, i bambini, gli anziani, i diversi. Un fattore che già di per sé fornisce alimento al terrorismo professionista e a quello dilettante. Ma facciamo bene attenzione, in Italia ad esempio, la cristiana non è più religione di stato soltanto dal 1984, anno del II Concordato firmato da Bettino Craxi e dal Card. Casaroli. Ed era già passato più di un secolo dall’annuncio di Cavour. Sappiamo tutti bene chi alimenta il caos mondiale e le decine di guerre in atto, ma non c’è ovviamente organo di stampa ufficiale che sia in grado di puntare il dito e fare nomi e cognomi, anche perché il 99% dell’informazione è controllata dalle stesse lobbies e dalle stesse persone che tra le loro molteplici attività economiche e finanziarie, hanno in mano il business della morte. Ma contrariamente a cio’ che si crede (che appunto dipende da cio’ che si sa) questa storia non é cosi’ recente. Già un certo Napoleone Bonaparte nell’ora della disfatta sua e del suo progetto di una Europa francesizzata dalla Lusitania agli Urali, ebbe a constatare “Quando un governo dipende dai banchieri per il denaro, questi ultimi e non i capi del governo controllano la situazione. La mano che dà è al di sopra della mano che riceve. Il denaro non ha patria; i finanzieri non hanno patriottismo né decenza, e il loro unico obiettivo è il profitto.”

Le differenze religiose quindi (non poi cosi’ insormontabili, derivando il Corano dalla Bibbia ebraica e dai Vangeli “cristiani”) tra “noi” e “loro” sono più effetto che causa. Il substrato culturale dal quale é emersa nel VII° secolo da un pulviscolo di popoli e credenze, la galassia musulmana ha lo stesso rapporto che ebbe il mondo ellenico con quello romano. Non a caso per diversi secoli l’Islam sopravanzo’ in cultura e progresso l’Europa dei secoli bui del dominio religioso su quello politico. Quelli della catastrofica volontà di assurgere a legge dello Stato il dogma della Chiesa. Poi improvvisamente, a partire dalla metà del XV° sec. due fatti determinarono il ribaltamento di fronte: l’introduzione della stampa a caratteri mobili in Europa intorno al 1450 e la caduta dell’ultimo regno nasride degli arabi di Andalusia nel 1492. Probabilmente per lunghi secoli lo zenith del progresso arabo in occidente. L’ultimo sultano di Granada Abū ʿAbd Allāh nel momento della disfatta e della fuga, oltre che dalla storia, sarà maltrattato anche dalla propria madre “Piangi come una donna perché non hai saputo difendere il tuo regno come un uomo” il che dice molto anche sulla posizione femminile nella società dell’epoca. Nel 1483 la rivoluzione “gutenberghiana” finisce quindi indirettamente per arrestare ogni possibilità di seguire il passo della evoluzione culturale del mondo per i popoli di lingua araba per centinaia di anni. Il perchè è presto detto; il califfo ottomano Beyazit intavvedendo pericoli e non opportunità nella stampa in serie, promulgo’ il divieto di stampare libri in arabo e turco e la pena di morte per chi lo facesse, legge che é rimasta in vigore fino al 1727 ma non per i testi sacri, tant’è che il primo Corano moderno ha visto la luce a Il Cairo soltanto nel 1923. Il paradosso dell’espansione ottomana dall’altra parte del continente che aveva già in seno il germe delle crisi, una crisi determinata dal vuoto culturale che si stava aprendo da sola. Carlo Panella scrive su “Il Foglio” in risposta a Sofri una considerazione che deve far riflettere “L’islam ha espulso i libri da sé stesso, negandosi l’alfabetizzazione di massa e impedendo la formazione di élite diffuse […] ” .                                                      

Ecco al di là del constatare che i vecchi e nuovi interessi criminali del capitalismo senza patria e senza vergogna sono quelli che guidano (dietro le quinte, ma neanche troppo) anche i processi politici mondiali (con sempre più numerose democrazie che da sostanziali diventano formali) e senza abbassare la guardia degli uomini liberi su questo fronte, vorrei invitare gli amici e i compagni arabi a battersi anche su quello interno affinché si possa giungere un giorno a quel “libera Chiesa in libero Stato” anche nella cultura civile islamica. Combattere gli estremismi di ogni colore e provenienza è un dovere di tutti noi abitanti del pianeta Terra, sia dal punto di vista laico che religioso. E la religione è spesso usata (purtroppo) per fini che nulla con essa hanno a che vedere, anzi ne sono l’esatta negazione!

Pubblicato in : Primo piano

Info Alessandro Silvestri

Nei primi anni ’90 si forma alla scuola politica del Circolo Rosselli di Firenze, dopo aver mosso i primi passi nel PSI della Basilicata. E’ allievo e collaboratore di Valdo Spini durante gli incarichi parlamentari e di governo. Dirigente del partito Laburista, partecipa alla nascita dei DS ed è tra i firmatari della mozione che introduce nel simbolo la definizione “Partito del Socialismo Europeo”.
Inviato locale de “Il Tirreno” è stato pubblicato su varie testate quotidiane e periodiche. Consigliere comunale e capogruppo di maggioranza di centro-sinistra a Castelfranco di Sotto dal 2001 al 2005. Nel 2005 partecipa al progetto della “Rosa nel Pugno” con l’ex presidente della Lega delle Cooperative Lanfranco Turci, col quale nel 2007 partecipa alla “Costituente Socialista” della quale è stato il principale ispiratore. In seguito al tentativo di ricostruire una forza organizzata dei socialisti in Italia, sostiene Anna Falcone come candidata segretaria e dal 2010 al 2016 collabora con Bobo Craxi.
Si è occupato professionalmente per 30 anni di ristorazione, in Italia e all’estero, dove ha lavorato anche per lo sport automobilistico e ha partecipato alla preparazione di due campagne di America’s Cup con Prada e con Mascalzone Latino.
Dal novembre 2022 è entrato a far parte della redazione del “Avanti! Della Domenica”.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti