
Il professor Ernst Nolte nel 2003 in Italia ospite della presidenza del Senato, tenne una lezione nella quale si sosteneva che lo Stato di Israele, in quanto Stato etnico, era l’erede diretto del Terzo Reich. Da questo giornale fu risposto al professore, che pure era un esimio conoscitore della storia del fascismo europeo, che Israele non era uno Stato etnico, era uno Stato del Ritorno. Le Nazioni unite nel 1948 ritennero che gli ebrei dispersi e perseguitati per migliaia di anni in tutti gli angoli di Asia ed Europa, avessero diritto a ricostruire la loro patria nei territori biblici di Giudea e Samaria. Tutti i non ebrei che avrebbero riconosciuto questo diritto, avrebbero potuto diventare cittadini di quello stesso Stato. Cosa di cui forse il mondo si sarebbe dovuto accorgere in queste elezioni. I quattro partiti arabi presenti al voto, hanno ottenuto 18 seggi, rappresentando praticamente il venti per cento della popolazione non ebraica. Tra arabi ed ebrei israeliani c’è diffidenza, certo ma non c’è discriminazione. Gli arabi in Israele sono liberi di fare quello che gli pare, i commercianti, i medici, gli insegnanti, i soldati e i parlamentari. Ci sono matrimoni misti in Israele e soprattutto non ci sono le leggi razziali che ci furono nel Terzo Reich.
Un illustre medio orientalista ospite di una trasmissione televisiva che commentava il voto in Israele, ha detto che il paese non era normale perché appunto i partiti arabi non erano mai stati al governo. Dall’apartheid all’anormalità. Un bel passo avanti. Anche l’Italia, dove il partito comunista, nonostante prendesse il doppio dei partiti arabi, non essendo mai stato al governo dopo il 1948 e per altri 40 anni, era un paese anormale. Solo che l’anormalità di Israele non va misurata rispetto all’Europa, semmai rispetto al mondo arabo che la circonda completamente. Non trovi nessun partito ebraico alle elezioni nei paesi che circondano Israele. O perché non si fanno le elezioni, o perché gli ebrei sono stati interamente epurati. Questa è un’altra differenza dal Terzo Reich che il professor Nolte non aveva colto. A parte le dimensioni della Germania rispetto ad Israele e la numerosità della popolazione, ridicolo solo compararli, fuori dalla Germania, in Austria, in Slovenia, nei Sudeti, fino al mar Baltico, ancora a Lubecca, c’erano milioni di tedeschi. Arrivi ai confini di Israele e non trovi più un ebreo nemmeno a cercarlo. Come fa Israele a occupare Gaza o l’intera Cisgiordania? Non ha una popolazione sufficiente per farlo. Israele lotta per la sua sicurezza.
Per quanto di terra ne abbia sempre avuto poca, quella conquistata nelle guerre in cui è stata aggredita, Israele l’ha sempre messa a disposizione in cambio della pace. L’Egitto lo dimostra. Cessate le ostilità con Israele, anche senza riconoscimento formale, l’Egitto ha riottenuto il Sinai. Gaza che era egiziana, invece Sadat non se l’é ripresa e nessuno più la rivendica. Ci facessero pure lo Stato palestinese e per questo obiettivo lavorarono tre amministrazioni israeliane, Peres, Rabin, Olmert. Ogni volta che credettero di aver raggiunto un accordo, quello saltava perché i palestinesi avevano cambiato idea. Bill Clinton si prodigò per la pace durante il suo mandato e alla fine perse la pazienza. “A quelli non interessa ottenere lo Stato palestinese. Vogliono solo ammazzare gli ebrei”. Trump ha detto che Netanyahu deve il successo elettorale al suo sostegno, in verità lo deve a Clinton, perché Bibi da sempre pensa la stessa cosa di Bill, che se volevano lo Stato, gli arabi lo avrebbero fatto nel 1948. Vogliono solo distruggere quello ebraico. Nella testa di Hamas non ci sono due Stati. Ce n’è uno soltanto che schiacci finalmente Israele, dalla terra al mare.
La rendita elettorale del Likud è oramai divenuta inattaccabile, soprattutto dopo il clamoroso fallimento compiuto da Sharon che, ritiratosi unilateralmente dalla striscia di Gaza, come ricompensa, venne bombardato dai territori abbandonati. Volete liberarvi di Netanyahu, portarlo a processo e seppellirlo per sempre? Rendete sicura Israele da ogni aggressione e Netanyahu perderà interamente la sua base elettorale. Più facile che gli europei abbiano presto gli stessi problemi di Israele. La candidata della Linke a Berlino, Elif Eralp, ha appena ammesso di aver paura per lei e la sua famiglia dei pro Pal. E la Eralp è mussulmana. Bisogna aspettare di conoscere meglio i pro Pal italiani, questo Siehr ad esempio, un tipetto interessante. Presto si saprà se la Eralp ha torto o ragione.
Riccardo Bruno
Direttore politico de “La Voce Repubblicana”


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