
C’è un governo che prometteva di difendere gli italiani, di stare dalla parte di chi lavora e di dare voce a chi per troppo tempo era stato ignorato. Oggi, davanti alla disperazione degli autotrasportatori, sembra avere una sola risposta: identificazioni, denunce e sanzioni.
Le proteste nel Mezzogiorno contro il caro carburante e l’aumento insostenibile dei costi hanno portato all’identificazione di 1.339 persone, con 71 denunce e 242 sanzioni, secondo i dati attribuiti al Viminale. Numeri che raccontano l’intervento delle Forze dell’Ordine, ma non rispondono alla domanda più scomoda: perché tanti lavoratori sono arrivati al punto di rischiare tutto pur di essere ascoltati?
Un autotrasportatore non vive di slogan. Deve pagare il carburante, mantenere il mezzo, sostenere le spese e portare a casa uno stipendio dignitoso. Quando i costi divorano i guadagni e lavorare non basta più per vivere, le dichiarazioni dei politici diventano soltanto parole vuote.
Naturalmente, il rispetto della legge vale per tutti. Ma governare significa anche comprendere le ragioni di una protesta e affrontarne le cause, anziché limitarsi a colpirne le manifestazioni. Perché reprimere il malcontento può contenere una protesta, ma non risolve il problema che l’ha generata.
E meno male che, sul fronte dei poteri da attribuire ai militari, Mattarella ha posto un argine alle intenzioni del governo, sollevando obiezioni sulla possibilità di conferire loro funzioni di polizia giudiziaria. Una questione delicatissima, che investe l’equilibrio tra sicurezza, poteri dello Stato e garanzie democratiche.
Ampliare i poteri di intervento dei militari in ambito giudiziario non è un dettaglio tecnico da liquidare in nome dell’ordine pubblico. È una scelta che impone interrogativi seri sui limiti del potere e sul rischio di una deriva securitaria, nella quale ogni problema sociale viene affrontato con nuovi strumenti di controllo. Definire questa impostazione una deriva autoritaria è una valutazione politica, ma il problema delle garanzie democratiche merita di essere preso sul serio.
Questa è la contraddizione più pesante di Giorgia Meloni: aver costruito il proprio consenso promettendo di difendere gli italiani dimenticati e ritrovarsi oggi davanti a lavoratori che chiedono risposte e ricevono soprattutto provvedimenti a loro carico.
La longevità di un governo non è una medaglia al valore. Si può restare al potere a lungo e, nello stesso tempo, accumulare promesse disattese, problemi irrisolti e una distanza sempre più profonda dalla vita reale delle persone. Non basta celebrare la durata del mandato se chi lavora fatica a sostenere il costo della propria attività e chi protesta viene trattato prima come un problema di ordine pubblico e poi, forse, come un cittadino da ascoltare.
La sicurezza non si misura contando le persone identificate, ma anche dalla capacità di impedire che il disagio diventi disperazione.
Ed ecco il fallimento politico che Meloni non può nascondere dietro la propaganda: chi prometteva di stare dalla parte degli italiani rischia di ritrovarsi contro proprio quelli che mandano avanti il Paese. Lavoratori che non chiedono privilegi, ma condizioni dignitose per continuare a lavorare senza essere schiacciati dai costi.
Un governo può vantare tutti i record che vuole, ma la durata non cancella le responsabilità. I decreti non pagano le fatture, gli slogan non abbassano il prezzo del carburante e le sanzioni non restituiscono fiducia a chi si sente abbandonato.
Meloni può anche pensare di governare il dissenso a colpi di decreti. Ma confondere l’obbedienza con il consenso è un errore che prima o poi si paga.
Perché quando il potere smette di ascoltare e comincia a vedere nei cittadini soltanto un problema da contenere, non dimostra la propria forza: rivela la propria debolezza. E quando le promesse si schiantano contro la realtà, non c’è propaganda che tenga.
Le proteste si possono disperdere. La dignità calpestata non si cancella con un verbale. E il conto politico di chi tradisce le proprie promesse, prima o poi, arriva.
Angioletta Massimino

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