
Basta guardare ciò che dice molta gente ma, soprattutto, ciò che scrivono i giornali. Un paese in cui il Pd
approva una mozione contro l’“islamofobia” senza che nessuno di loro riveli l’altra faccia della
medaglia parlando della distinzione da fare tra l’Islam come fede e i regimi fondamentalisti che guidano
moltissimi stati arabi.
Poi ci sono quelli che vedono in Mamdani, il sindaco di New York, l’apostolo del rinato socialismo,
gente che è stata a New York solo qualche giorno per turismo. Ecco il socialismo delle belle parole
nobili: giustizia, libertà e pace, senza sapere come si fa e, soprattutto, se si potrà fare. Mi si perdoni
qualcuno l’ha fatto riuscendo, pochi anni fa, ad annunciare al mondo che “abbiamo abolito la
povertà!”
Leggete attentamente disse “abolito” e non “eliminato” proprio perché anche lui era uno di quei
sognatori che pensano di poter abolire per decreto un male. Invece i mali vanno gradatamente e con una
serie di azioni avviati all’eliminazione e la strada è lunga e tortuosa e, spesso, non ci si riesce.
La stessa enfasi data al processo per la morte di Giulio Regeni in Egitto per cui sono stati condannati 3
agenti dei servizi segreti egiziani per il sequestro e non per l’omicidio. La già nota sentenza salomonica
dell’italica magistratura che verso i poteri forti fa dell’equilibrismo. Probabilmente qualcuno chiederà di
attaccare l’Egitto per farci consegnare i condannati.
Per non parlare del caso di Garlasco avvenuto 19 anni fa e dove le cose sono state ribaltate con l’aiuto
determinante di organi dello Stato.
L’omicidio del calciatore Donato Bergamini ucciso 39 anni fa.
Poi veniamo a sapere che Davide Rossi, a capo della comunicazione del Monte di Siena 13 anni fa,
non si era suicidato bensì era stato ucciso.
Nel frattempo, la giudice che ha in mano il dossier Ranucci ci prepara qualche altra sorpresa.
Poi ci si mette anche Emmanuel Macron che, sostenendo lo spirito dei sognatori, predica bene ma
razzola male. Infatti, all’Onu ha affermato “Vogliamo vivere in questa situazione, con un ritorno alla
legge della giungla o vogliamo vivere in una società internazionale civile?” e, non contento, si è
buttato sulla Palestina quando ha rimproverato gli Stati che “hanno riconosciuto la Palestina per
restare inattivi su Gaza” dimenticando che la stessa Francia aveva fatto lo stesso. L’inquilino
dell’Eliseo dovrebbe solo dirci quale autorità mondiale ha la forza di agire? Nessuna! Lui, ad esempio,
potrebbe spiegarci perché 42 anni fa il suo paese non ha mai voluto fornire i documenti su Ustica? E,
oggi, pare che lo vogliano fare: ma quale attendibilità possano avere? Perché ci hanno sempre negato,
da 50 anni, l’estradizione di condannati per omicidi e appartenenti al terrorismo?
Pedro Sanchez a Madrid, con la moglie rinviata a giudizio, ha due vantaggi una magistratura che non
lo coinvolge nella gestione delle migliaia di disperati a Ceuta che vivono da settimane accampati e dove
il suo governo non fa quasi nulla.
Per quanto ci riguarda avevamo avuto una prima piccola occasione col referendum sulla giustizia per
iniziare solo a rimettere a posto le cose, ma la gente ha pregiudizialmente voltato le spalle ad un
problema serio come quello dello strapotere della magistratura. Il cittadino, come i pochi casi ricordati,
se ne rende conto solo quando ci finisce direttamente nel tritacarne della giustizia.
Ogni qualvolta accade qualcosa di grave sentiamo, più o meno, queste frasi “sia fatta piena luce”, “che
non si ripeta mai più”, “inaccettabile” oppure appelli dal sapore papalino come “bisogna costruire la
pace” oppure “bisogna arrivare alla pace”.
L’altro forte elemento subculturale è quello legato all’italico idealismo che sovrasta totalmente
l’empirismo. “L’idealismo è la convinzione che dovremmo adottare principi morali sempre, pur se
essi hanno forti effetti negativi sulla nostra vita. L’empirismo, invece, è il rifiuto dell’idealismo. Se i
principi dell’idealista si intromettono, l’empirico fa tutto ciò che è ritenuto pratico ed utile, senza
preoccupazione alcuna.” Fra queste due scuole di pensiero l’italiano medio, non me ne voglia il lettore,
ha scelto la doppia e comoda via: quella dell’imperativo ideale con una concezione etica forte e
rigorosa per quanto riguarda tutti gli altri mentre, per sé, fa tutto ciò che ritiene pratico e conveniente
senza preoccupazioni morali.
In conclusione gli italioti chiedono solo diritti senza mai ricordarsi dei doveri.
Raffaele Romano

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