
Ecco come è diventato Vittorio Sgarbi.
I frustrati lo chiamano giornalismo di inchiesta…
Io la chiamo tortura mediatica di ispirazione e attuato con metodo fascista.
Vittorio Sgarbi era Sottosegretario alla Cultura. Si dimise subito dopo grazie alla tortura attuata con metodo fascista.
Ma come è andata.
Le inchieste della trasmissione Report (in collaborazione con Il Fatto Quotidiano) hanno avuto un ruolo determinante nell’avvio delle indagini nei confronti di Vittorio Sgarbi.
L’inchiesta di Report (firmata dal giornalista Manuele Bonaccorsi) è stata definita “determinante” perché non si è limitata a sollevare un dubbio politico, ma ha materialmente scovato le prove e i testimoni che hanno permesso alla magistratura di formulare i capi d’accusa.
Peccato che Sgarbi è Stato assolto per questo capo di imputazione.
Anche nel filone relativo ai compensi d’oro e alle consulenze private, il lavoro di Report (in scia alle rivelazioni de Il Fatto Quotidiano) è stato politicamente e amministrativamente decisivo.
La trasmissione ha dimostrato con interviste, registrazioni ed e-mail interne che in diverse occasioni gli organizzatori degli eventi pagavano Sgarbi sapendo che la sua presenza avrebbe dato un lustro “istituzionale” all’iniziativa. Questo materiale ha fornito la base documentale cruciale esaminata dall’Antitrust (AGCM), l’autorità che ha poi formalmente decretato l’incompatibilità delle consulenze private con la carica di governo, spingendo Sgarbi alle dimissioni.
Sgarbi anche per questo è stato assolto.
Ma questo è solo uno dei casi.
Io spero di non vedere mai più Ranucci in televisione. Non voglio che con i soldi pagati anche da me si distrugga la vita delle persone.
Questo non è giornalismo di inchiesta e spero che Vittorio Sgarbi ora faccia una causa con richiesta di risarcimento miliardario alla Rai
Antonello Scarlatella

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