
Hitler non conquistò il potere con la maggioranza dei voti. Nel novembre 1932 il Partito nazionalsocialista si fermò al 33,1 per cento. A spalancargli le porte del governo furono le classi dirigenti conservatrici, convinte di poterlo usare e controllare. Si sbagliarono: consegnarono il potere a un movimento che avrebbe distrutto la democrazia.
La lezione per la Germania di oggi è inequivocabile: nessuno deve regalare all’AfD il potere che gli elettori non le hanno dato. Ma il cordone sanitario, da solo, non basta. Le forze democratiche devono riconquistare la fiducia perduta, offrire un futuro credibile e contrapporre al nazionalismo una risposta politica concreta. Difendere la democrazia significa anche dimostrare che sa governare meglio delle forze che la minacciano, da destra e da sinistra.
Da Siegmund a Vannacci, da Wagenknecht a Conte e Travaglio, populismi di destra e di sinistra convergono nell’ostilità verso l’Ucraina, l’Europa e l’Occidente liberale. Potrebbero unirsi nel governo. Le loro differenze non cancellano questo punto decisivo: se Putin riuscirà a dimostrare che la forza paga e che l’aggressione porta vantaggi, tutti loro ne usciranno rafforzati.
Per sconfiggere l’estrema destra non basta impedirle di governare. Bisogna toglierle consenso, restituire credibilità alla democrazia e, soprattutto, impedire a Putin di vincere.
Marco Taradash

Come ferlarma?
Smettendo di proporre sciocchezze estremiste come il riarmo, ricominciando il dialogo con la Russia e ricominciando a investire in istruzione, sanità e ricerca.
Il resto sono CHIACCHIERE!