
Giappone, intensificate le attività di intelligence della Russia
Un’inchiesta pubblicata dal New York Times sostiene che dopo l’invasione dell’Ucraina, nel 2022, e la conseguente espulsione di numerosi agenti russi dai paesi occidentali, parte della rete di intelligence di Mosca si sarebbe spostata in Giappone, approfittando di una normativa sul controspionaggio ritenuta meno stringente e della presenza di un’industria tecnologica altamente sviluppata. Secondo stime del governo ucraino citate dal quotidiano americano, circa il 90% dei missili e dei droni russi conterrebbe componenti di fabbricazione giapponese, a testimonianza dell’importanza strategica di tali forniture.
Al centro dell’operazione condotta a Tokyo c’è un’unità segreta dell’intelligence militare russa nota come 20ª Direzione, il cui ruolo non è mai stato reso pubblico. Fingendosi diplomatici o uomini d’affari, i suoi ufficiali lavorano per acquistare o rubare tecnologia bellica e contrabbandarla in Russia, secondo quanto affermato da funzionari di cinque agenzie di intelligence occidentali.
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I governi di Stati Uniti Australia, Canada, Estonia, Germania, Italia, Giappone, Lettonia, Lituania, Nuova Zelanda, Repubblica delle Filippine, Romania, Slovenia e Regno Unito hanno condannato “qualsiasi azione destabilizzante o unilaterale, anche mediante l’uso della forza o della coercizione, che minacci la pace e la stabilità nella regione” indopacifica. “Ribadiamo la nostra ferma opposizione all’uso di forze della guardia costiera, militari e milizie marittime per molestare, ostacolare o intimidire le operazioni legittime di altri Stati in mare o in aria”, recita un comunicato congiunto rilasciato domenica in occasione del decimo anniversario della sentenza arbitrale che ha contestato le rivendicazioni territoriali di Pechino sul Mar Cinese Meridionale, dando ragione alle Filippine.
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