
AI, Pechino stringe sull’export e punta sui chip nazionali, mentre i suoi modelli aumentano di popolarità negli USA
Nell’ultimo mese le autorità cinesi hanno incontrato le principali aziende tecnologiche del paese — tra cui Alibaba, ByteDance e la startup Z.ai — per valutare restrizioni sull’accesso dall’estero ai modelli di intelligenza artificiale più avanzati, rivela Reuters. La portata dei colloqui, guidati dal Ministero del Commercio, resta comunque incerta e potrebbe riguardare solo i modelli futuri.
Il giro di vite di Pechino si inserisce in una strategia più ampia per blindare il primato tecnologico nazionale, che passa anche dal fronte dei semiconduttori. Secondo un’altra esclusiva di Reuters, DeepSeek starebbe sviluppando un proprio chip AI dedicato all’inferenza, per ridurre la dipendenza da Nvidia e Huawei. Il progetto, avviato circa un anno fa, resta tuttavia in fase iniziale e gli analisti sono scettici sulla reale capacità di Deepseek di competere a livello globale, soprattutto finché la produzione resta ostacolata dai limiti statunitensi all’accesso alle fonderie avanzate e alla memoria ad alta banda.
Nel frattempo, secondo Nikkei Asia, l’uso di modelli AI cinesi open source come GLM e DeepSeek da parte di aziende statunitensi — tra cui Coinbase e Uber — è aumentato vertiginosamente dopo le restrizioni imposte ai modelli Mythos e Fable di Anthropic.
Con un occhio a Cina e Russia, la NATO lancia progetto sui materiali critici
Intervenendo al Forum sull’industria della difesa del vertice NATO (NSDIF) ad Ankara, in Turchia, il Segretario Generale della NATO, Mark Rutte, ha annunciato nuovi progetti volti a rafforzare lo sviluppo, la produzione e le catene di approvvigionamento degli armamenti in risposta alle sfide alla sicurezza poste da Russia e Cina. Pur non entrando nei dettagli dell’iniziativa, Rutte ha affermato che la base industriale e la catena di approvvigionamento degli Stati membri devono essere “resilienti e sicure” affinché l’Alleanza rimanga pronta e forte. Quindi è necessario mantenere una fornitura stabile di materiali e componenti critici “indipendentemente da potenziali shock o interruzioni”. L’annuncio segue l’introduzione di un progetto durante l’ultimo vertice del G7. “La Cina continua a modernizzare le sue forze armate e ad espandere le sue capacità nucleari senza trasparenza. La Corea del Nord continua ad ampliare il suo programma nucleare e a rifornire la Russia”, ha dichiarato Rutte motivando l’introduzione delle nuove misure.
Corea del Sud propone una “Partnership 2.0” con la Nato oltre le semplici vendite di armi
Il presidente sudcoreano Lee Jae Myung ha tenuto martedì un discorso programmatico al NATO Defense Industry Forum di Ankara proponendo di elevare la cooperazione difensiva tra Seoul e l’alleanza atlantica a una “Korea-Nato Defense Industry Partnership 2.0”: non più solo transazioni di sistemi d’arma, ma ricerca e sviluppo congiunti, coproduzione e operazione condivisa di sistemi militari avanzati, incluse AI, droni e robotica. Lee è l’unico capo di governo tra i quattro partner indo-pacifici della Nato – insieme ad Australia, Giappone e Nuova Zelanda – presenti al vertice ha incontrato separatamente il segretario generale Nato Mark Rutte. Ha citato la Polonia, la Germania, la Francia, la Romania e la Norvegia come paesi con cui Seoul ha già espanso la cooperazione difensiva, e ha sottolineato che “la sopravvivenza di una nazione si fonda ora sulle basi della sua industria della difesa”, con le linee del fronte spostate nei laboratori e negli stabilimenti produttivi. Lee ha anche partecipato alla riunione dei quattro partner indo-pacifici della Nato a margine del summit.
China Files

Lascia un commento