
Ma chi lo avrebbe mai detto che applicare norme assurde non fosse reato? Sono sconcertato. Basito, persino. E un filino schifato. Non per l’assoluzione, ma per il fatto che ormai chi ha sbagliato, cioè chi ha creato il sistema, non ci sarà alcuna effettiva ripercussione. Ripercussione che, lo scrivo per l’ennesima volta, doveva essere amministrativa e politica. Non penale. Le norme assurde non sono reato nemmeno per chi le scrive.
A Milano non c’è stato alcuno scandalo corruzione in via Stresa. C’è stata, e va ribadito, solo una saldatura malata di ideologia green e ipocrisia pelosa, che ha portato alla paralisi urbanistica la città. Una paralisi che una manciata di uomini ha provato a sconfiggere. Male e in maniera arrogante, ma comunque con uno scopo ben lontano dalla corruzione.
Non ci sono puff pieni di soldi, in questa storia. Ci sono solo grandi promesse irrealizzabili (zero consumo di suolo, case per tutti, città green) e chi ci è cascato o ha finto di cascarci. E adesso ci saranno una serie di capi e capetti di corrente che ci verranno a raccontare che loro, proprio e soltanto loro, erano contro e si sono battuti valorosamente. Sempre, in ogni circostanza. E comunque la colpa è della destra.
Che in quegli anni era all’opposizione nella Nazione e a Milano. Ma figurati se frega qualcosa a qualcuno. Intanto una delle protagoniste di questo capolavoro si candida vicesindaco. Se la situazione non fosse grave già abbastanza così. Sala, invece, parla di “violenza verbale” dei PM. Eh, caro Beppe, se solo ci fosse modo di sanzionarla, questa violenza verbale. Ma non ci crede manco lui a queste sanzioni. E fa bene.
IL 24 marzo lui e i suoi compagni hanno salvato la Costituzione si sono condannati a subire in silenzio. Io e qualche altro centinaio di migliaia di Milanesi restiamo a guardare una città dove i cantieri sono bloccati e la Procura le perde tutte. Domandandoci, di cuore, cos’altro ci voglia ai nostri concittadini per capire che la rivoluzione si fa con la matita nelle urne. Non in procura tifando per le manette.
Luca Rampazzo

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