• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

La notte in cui il mondo ha trattenuto il respiro si chiude con un colpo di scena che ridisegna la geopolitica globale

A un passo dal baratro dell’escalation militare, Donald Trump ferma i motori dei caccia e sceglie la via della diplomazia. “Annullati gli attacchi previsti questa notte, presto la prima firma dell’accordo”, è l’annuncio che cambia il corso degli eventi e trasforma una crisi imminente in uno storico tavolo di trattativa. La decisione presidenziale, arrivata nei minuti decisivi che precedono l’ora X, congela un conflitto che sembrava ormai inevitabile. La scelta del Commander-in-Chief riflette una precisa strategia del rischio calcolato. Mostrare i muscoli fino all’ultimo secondo utile per poi capitalizzare il massimo risultato politico al tavolo dei negoziati. La revoca dell’ordine di attacco non è un segno di debolezza. Rappresenta la volontà di evitare un conflitto aperto dalle conseguenze imprevedibili, preferendo un accordo vincolante che promette di ridefinire gli equilibri internazionali.

di Giuseppe Basilico | 12 Giugno 2026

A un passo dal baratro dell’escalation militare, Donald Trump ferma i motori dei caccia e sceglie la via della diplomazia. “Annullati gli attacchi previsti questa notte, presto la prima firma dell’accordo”, è l’annuncio che cambia il corso degli eventi e trasforma una crisi imminente in uno storico tavolo di trattativa. La decisione presidenziale, arrivata nei minuti decisivi che precedono l’ora X, congela un conflitto che sembrava ormai inevitabile.

La scelta del Commander-in-Chief riflette una precisa strategia del rischio calcolato. Mostrare i muscoli fino all’ultimo secondo utile per poi capitalizzare il massimo risultato politico al tavolo dei negoziati. La revoca dell’ordine di attacco non è un segno di debolezza. Rappresenta la volontà di evitare un conflitto aperto dalle conseguenze imprevedibili, preferendo un accordo vincolante che promette di ridefinire gli equilibri internazionali.

Ora la palla passa alle diplomazie, chiamate a tradurre l’annuncio in un testo definitivo e sostenibile. Restano aperti i nodi cruciali sulle garanzie di sicurezza, sul rispetto dei trattati e sulla reale tenuta di un’intesa nata sotto la massima pressione militare. La firma imminente rappresenta una tregua fondamentale, ma la stabilità futura dipenderà dalla capacità delle parti di trasformare la paura del conflitto in una pace duratura.

Ci dicono che la pace è vicina, che basta una firma su un pezzo di carta per cancellare il fumo dei caccia e il cinismo dei dittatori. Ci chiedono di respirare leggeri, di credere alla favola del compromesso salvifico arrivato a cinque minuti dall’inferno. Ma la storia non si cancella con il tratto di una penna stilografica, né si redime con un tweet notturno. Questa non è pace; è solo l’ennesimo rinvio di un conto che l’Occidente si ostina a non voler pagare, illudendosi che il mostro si possa addomesticare anziché combattere.

C’è una dignità profonda nel rifiuto del compromesso a tutti i costi, una dignità che questa politica del brivido e del mercanteggiare sembra aver smarrito. Si firma l’accordo, sì, ma a quale prezzo? Al prezzo di mostrare che la forza si piega al ricatto, che la paura del conflitto è più grande dell’amore per la verità e per la propria libertà. Guardiamo questo presidente che ferma i motori e sorride alle telecamere, ma dietro quel sorriso non c’è la lungimiranza dei grandi statisti. C’è la stanchezza di un mondo che preferisce un’illusione confortevole a una dura, inevitabile realtà. Se per evitare la guerra accettiamo l’umiliazione, finiremo per avere l’una e l’altra.

Giuseppe Basilico 

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Giuseppe Basilico

Giuseppe Basilico è un giornalista pubblicista collaboratore del giornale “Avanti Online”. ” Ho 49 anni vivo a Roccagorga in provincia di Latina. Ho la maturità Istituto d’Arte. Non sono un giornalista (posso definirmi un semplice pubblicista come tanti). La passione inizia attraverso i libri di Oriana Fallaci in tarda età a 45 anni. La mia formazione nasce sulla base di discussioni con la mia docente di giornalismo sulla politica Estera (proprio dalla Fallaci), se non avessi avuto i suoi libri come punto di riferimento non avrei concluso assolutamente nulla. Non avendo disponibilità economiche di frequentare corsi – uscivo da un lungo lutto di mia madre – chiesi a Bobo Craxi di domandare alla testata “Avanti! online” se ci fosse spazio per ospitarmi. Da lì iniziò questa bellissima avventura fatta di interviste e pezzi sul Medio Oriente – Ucraina e che continua con la testata PensaLibero.it. Nel 2016 incontro Cirino Pomicino a Roma in una intervista che verte sulla politica di ieri e di oggi. Credo che sia stato un segnale per annunciarmi alle testate attuali che mi ospitano”.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti