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Riconoscimento Alberto Caramella 2026 a Silvia D’Intino e Michele Baraldi

Il 12 giugno, alle 17,30 alla Certosa di Firenze, la Fondazione il Fiore consegna il Riconoscimento Alberto Caramella 2026 a Michele Baraldi e Silvia D’Intino, protagonisti del progetto internazionale “L’opera in versi” che da più di 30 anni, con base a Parigi, diffonde nel mondo la poesia italiana dialogando con le altre culture. Interventi di Adriana Beverini, Lucilla Del Santo, Fabrizia Baldissera, Benedetta Zaccarello e Marco Ciaurro. Modera Maria Giuseppina Caramella. Attesa la partecipazione di Padre Bernardo Francesco Gianni. Ingresso libero. Prima della premiazione, alle ore 16, visita guidata alla Certosa.

di Redazione Pensalibero.it | 9 Giugno 2026

Va allo scrittore Michele Baraldi e all’indologa Silvia D’Intino, per il loro generoso «contributo alla custodia della parola poetica» attraverso il «progetto transnazionale “L’opera in versi”», il Riconoscimento Alberto Caramella 2026 della Fondazione il Fiore di Firenze. 

Baraldi e D’Intino riceveranno dalla vicepresidente della Fondazione il Fiore Maria Giuseppina Caramella la consueta pergamena e il fiore del carciofo in argento, simbolo della Fondazione creata da Alberto Caramella nel 1997 per promuovere la poesia e la cultura, venerdì 12 giugno alle 17,30 presso la Sala Pio VI della Certosa di Firenze (Galluzzo, via della Certosa n. 1) in un incontro dedicato ai vari aspetti dell’attività più che trentennale del loro laboratorio internazionale “L’opera in versi”, con base a Parigi, sulla poesia italiana in dialogo con le altre culture. La cerimonia di premiazione sarà preceduta da una visita guidata alla Certosa con partenza davanti all’ingresso alle ore 16.

All’incontro, dopo l’introduzione di Maria Giuseppina Caramella, interverranno la presidente del Premio Montale Fuori di Casa Adriana Beverini, la project manager del Premio Lerici Pea Lucilla Del Santo, Fabrizia Baldissera, già professore di Lingua e letteratura sanscrita all’Università di Firenze, Benedetta Zaccarello del Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS) di Parigi e lo scrittore e giornalista Marco Ciaurro. È attesa anche la partecipazione con breve saluto di Padre Bernardo Francesco Gianni, abate di San Miniato al Monte.

Fondato il 30 marzo 1993 a Parigi come progetto su “Fonti e maestri della poesia italiana”, il laboratorio e centro culturale “L’opera in versi” ha sempre mirato ad approfondire e diffondere la conoscenza del patrimonio poetico e letterario italiano nel mondo attraverso letture, conferenze e seminari in differenti paesi del mondo e attraverso un approccio multidisciplinare che unisce la pratica poetica con lo studio delle grandi radici, anche orientali, della cultura europea. Il centro ha fatto da sfondo alla pubblicazione di saggi e opere narrative e poetiche, fra cui il ‘Libro della memoria e dell’erranza’ di Baraldi, lungo viaggio-immersione in una Parigi che si fa teatro universale dell’animo umano e visionaria meditazione sulla metropoli europea i cui primi due volumi sono stati pubblicati dalle Edizioni SE di Milano, ‘La tentazione del vuoto’ (2015) e ‘Resurrezione’ (2023).

Come sottolineato da Maria Giuseppina Caramella nel motivare il Riconoscimento a Michele Baraldi e Silvia D’Intino, essi «insieme hanno saputo edificare, attraverso un trentennale e fecondo cammino comune, un ponte ideale tra le radici della poesia d’Occidente e le vette della tradizione classica d’Oriente, restituendo alla parola in versi la sua dimensione più autentica: quella di un’indagine metafisica, di un atto di memoria e di una patria comune per l’anima». Inoltre «con il progetto condiviso “L’opera in versi” Michele e Silvia hanno dimostrato che la grande poesia non è un soliloquio isolato, ma un dialogo vivo che attraversa le epoche, i confini geografici e le culture, capace di farsi strumento di comprensione del nostro tempo».

Nello specifico, dice Maria Giuseppina Caramella, «a Michele Baraldi, poeta dell’ascolto e della densità civile vorrei riconoscere innanzitutto di aver saputo dare vita – con il monumentale ‘Libro della memoria e dell’erranza’ – a un canto notturno e visionario che interroga i destini, i miti e le ferite dell’Europa. La sua scrittura, tesa tra la memoria dello sradicamento e la promessa di una risurrezione laica della parola, si inserisce nel solco dei più alti testimoni della lirica contemporanea». Mentre “a Silvia D’Intino, indologa e custode dei testi antichi, vorrei tributare il merito di aver illuminato, con rigore scientifico e vibrante sensibilità letteraria, la sacralità e la geometrica bellezza della poetica vedica. Le sue ricerche e le sue curatele non solo svelano le origini del fare poetico, ma ne rintracciano i fili segreti che la legano strettamente alle inquietudini, ai silenzi e alle rinascite della poesia moderna».

Ingresso libero.

Per ulteriori informazioni, Fondazione il Fiore. Tel.: 055-225074

Michele Baraldi è scrittore. Nato a Bergamo nel 1961, si è laureato a Bologna con una tesi dedicata ad Antonin Artaud, ‘Il teatro del respiro’, ottenendo pieni voti e dignità di stampa. Durante lunghi anni di scrittura, viaggio, studio e conoscenza degli umani e del mondo, ha creato un dialogo molto significativo con grandi poeti, scrittori, donne e uomini d’arte, scienza e poesia, tra i quali Attilio Bertolucci, Mario Luzi, Yves Bonnefoy, Mario Soldati, François Cheng, Giovanni Semerano, Eugenio Barba, Jacques Derrida, Pierre Boulez, Gao Xingjian. Del suo lavoro instancabile testimoniano le molte migliaia di pagine dei suoi ‘Quaderni’ e testi poetici, teatrali, narrativi e saggistici in italiano, francese e inglese… Ha pubblicato in francese il poema in prosa ‘Le Pont habité’ (1:1, Paris 2011), e in italiano l’antologia poetica ‘L’enigma della sorgente’ (SE, Milano 2016).  È impegnato da più di trent’anni in una poliedrica meditazione narrativa sul nostro tempo, il suo ‘Libro della memoria e dell’erranza’, i cui primi due volumi sono stati pubblicati dalle Edizioni SE di Milano, ‘La tentazione del vuoto’ (2015) e ‘Resurrezione’ (2023). Vive e lavora a Parigi dal 1991 insieme a Silvia D’Intino, con cui ha creato “L’opera in versi – Laboratorio di cultura europea” e ha fatto importanti soggiorni di pensiero, conoscenza e insegnamento in India, negli Stati Uniti, in Olanda, Regno Unito, Scandinavia e altri Paesi. Ha ricevuto il Premio Lerici Pea “Scrittori e artisti italiani nel mondo” (2004) e il Premio Eugenio Montale “Fuori di casa” per la sua opera poetica e letteraria (2013).

Silvia D’Intino è indologa, ricercatrice al CNRS presso il Centro ANHIMA (Antropologia e Storia dei Mondi Antichi). Dopo gli studi a Bologna e una tesi di laurea sul pensiero indiano nella filosofia di Simone Weil (1993) si è trasferita con Michele Baraldi a Parigi, dove ha co-fondato l’associazione «L’opera in versi», volta a diffondere la poesia italiana nel mondo. Nel 2004 ha completato all’École pratique des Hautes Études (EPHE) un dottorato sulla poetica vedica. Oggi lavora sulla storia dell’interpretazione dei Veda e sulla filosofia dell’India antica. Parallelamente, ha diretto e partecipato a diverse ricerche comparatiste – sulle prime università indiane, sul concetto di persona, sulla figurazione, sulla scrittura e la cultura dei manoscritti e in anni più recenti, sulla vita prenatale (S. D’Intino e F. Ildefonse, ed., ‘La vie prénatale. Destin, identité, memoire’, Grenoble 2023) e sul concetto di dharma, (S. D’Intino e C. Barois, ed., ‘Visages du dharma / Faces of Dharma’, Paris 2023). Il volume da lei co-diretto S. D’Intino – S. Pollock ed., ‘L’espace du sens. Approches de la philologie indienne /The Space of Meaning. Approaches to Indian Philology’, Paris 2018), raccoglie gli ultimi progressi nel campo della filologia indiana. Ha curato una versione “restituita” della ‘Bhagavadgītā’ tradotta da Joseph Stickney e Sylvain Lévi (Paris 2016) e tradotto (dal sanscrito in francese) gli ‘Yogasūtra’ (Paris 2021).

Alberto Caramella (2 marzo 1928 – 12 marzo 2007) è stato avvocato, poeta e scrittore. Nato a Firenze, vi ha trascorso tutta la vita svolgendo un’intensa attività professionale e d’insegnamento presso la Facoltà di Giurisprudenza prima e la Facoltà di Scienze Politiche Cesare Alfieri poi. Ha sempre coltivato l’amore per la poesia e nel 1995 pubblica la sua prima raccolta ‘Mille scuse per esistere’, con prefazione di Giorgio Luti e, in appendice, una lettera di Mario Luzi all’autore. Tra le opere successive si ricordano ‘I viaggi del Nautilus’(1997), ‘Lunares Murales’ (1999), ‘Il soggetto è il mare’ (2000), ‘Pulizia, o del percezionismo’ (2004), ‘Il libro liberato’ (2005). Nel 1997 ha dato vita alla Fondazione il Fiore per promuovere la poesia di Firenze e la poesia del mondo a Firenze.

Pubblicato in : Cultura ed eventi

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