
La nostra cara Premier, alla faccia del voto degli Italiani, dei
risultati dei referendum di cui se ne fa un baffo, che depila con una
quotidiana ceretta per farsene un altro il giorno successivo, annuncia
il ritorno al nucleare e per dirlo sceglie la platea degli Industriali.
Fermo restando che ero personalmente a favore del nucleare, ci sono
prove scritte, ma quando era il momento giusto per farlo e l’Italia
aveva dei plus incredibili in questa tecnologia, mi chiedo perché non ho
sentito una bordata di fischi per fermare questa ennesima farsa ben
recitata dalla nostra ammaliante attrice, se non fosse il preludio di
una tragedia e una dimostrazione di un altrettanto tragica ignoranza in
materia energetica.
Questo ad essere buoni, a pensare Andreottianamente male si potrebbe
immaginare qualche rapporto stretto con i soliti noti colossi energetici.
Per il bene del popolo, quell’ insieme indefinito di persone a cui lei
si appella per giustificare i suoi atti (“sono legittimata dal voto
popolare”) vorrei ricordare alla signora che esistono le energie
rinnovabili, eterne, senza pericoli, senza inquinamenti.
In questo campo l’Italia da dieci a zero a tutti.
Il brevetto dei pannelli fotovoltaici, non è cinese, non è americano, è
ancora italiano grazie alla Golden Share posta in difesa da Draghi.
Chissà se qualcuno tra i suoi amici e parenti l’ha informata.
L’Italia si trova ad una latitudine media ideale per sfruttare questa
energia ed ora ci sono anche sistemi di stoccaggio della stessa costi
accettabili.
Sopra quota 500 metri abbiamo l’energia idroelettrica, si guardi la
signora, magari con qualcuno che le dà qualche spiegazione perché con i
numeri sembra litigare, il paradiso energetico del Trentino Alto Adige,
che vende energia tutta naturale, idroelettrica e biomassa. Piemonte,
Lombardia, Valle d’Aosta, Abruzzo possono fare altrettanto.
La geotermia in Toscana, Campania e non solo, dove nei fatti investiamo
poco più di zero.
Lo scorso anno Elon Musk ha presentato una futuribile casa
energeticamente autonoma. Scomparsa o meglio fatta scomparire dai radar.
Nel 2014, dieci anni prima del riccastro, una società Veneta grazie al
supporto economico di un vero grande Imprenditore con la I maiuscola, un
gruppo di tecnici tra i quali un super softwarista, ha creato una casa
autonoma certificata Casa Clima: bollette zero, tranne quella dell’
acquedotto, ma potevamo (c’ero anch’io nel team) pensare a come
eliminare anche quella. Ho visto soluzioni geniali nell’arido sud Sardegna.
Presentata a livello politico, anche su quale importante quotidiano non
ha avuto seguito: toccava interessi enormi.
Costava meno di una casa tradizionale, era antisismica, si costruiva in
pochi mesi e nessuna bolletta: sai che gioia per le famiglie e che
batosta per le società energetiche che ora guadagnano cifre folli.
Poteva ad esempio essere costruita per il Villaggio Olimpico di Cortina,
al posto della baraccopoli inutilizzabile credo di origine olandese.
Interessi: se non ci fosse questo termine unito ad una profonda
ignoranza sulle tecnologie ambientalmente compatibili, l’Italia potrebbe
essere la prima Nazione al mondo ad essere energeticamente autonoma
usando energie rinnovabili, ma non iniziando tra dieci anni come con il
nucleare (questa è la presa per i fondelli), ma subito, da domattina.
Chi sostiene il contrario non ha studiato abbastanza sul tema.
Questo progetto di casa esiste ancora, queste tecnologie l’Italia le
“maneggia” come nessun altro e possono portarci in alto, non a piegarci
a 90°per baciare il deretano di Mr. Trump.
Li aspetto, ma tranquilli non verranno. Manca un elemento: lascio a voi
la soluzione dell’ indovinello.
Fiorenzo Da Ros

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