
In una fase di estrema tensione internazionale, il presidente Donald Trump torna a scuotere gli equilibri della NATO e del Mediterraneo con un doppio affondo. Mentre la Casa Bianca attende con il fiato sospeso una risposta ufficiale dall’Iran entro la notte, il tycoon ha riservato parole durissime all’Italia, accusando il governo di Roma di aver fatto mancare il proprio sostegno nei momenti critici del conflitto.
Il mondo osserva con apprensione l’evolversi della crisi iraniana. Trump, attraverso le sue consuete comunicazioni dirette e una telefonata esclusiva al Corriere della Sera, ha confermato di aspettarsi una mossa definitiva da Teheran nelle prossime ore. Dopo settimane di stallo e operazioni militari mirate, la diplomazia statunitense, guidata dal segretario di Stato Marco Rubio, sta tentando un’ultima mediazione tramite il Qatar per evitare un’ulteriore escalation. “Aspetto la risposta dell’Iran nella notte”, ha dichiarato il presidente, lasciando intendere che il tempo delle trattative sia ormai agli sgoccioli.
A scatenare il dibattito politico interno è però il brusco attacco agli alleati storici. Trump non ha usato giri di parole: “L’Italia non c’era quando avevamo bisogno”. Il riferimento principale sembra essere il rifiuto o l’esitazione di Roma nell’inviare dragamine nello Stretto di Hormuz per proteggere le rotte marittime internazionali, nonostante le esplicite richieste di Washington.Il presidente ha sottolineato una presunta mancanza di reciprocità: “Io ci sono sempre stato per l’Italia, e così il mio Paese. Ma quando è stato il turno di Roma di agire, il sostegno è stato insufficiente”.
Le parole di Trump non sono solo retorica elettorale o diplomatica, ma portano con sé minacce concrete. Il presidente ha infatti confermato di stare valutando seriamente un ridimensionamento della presenza militare statunitense in Europa, citando esplicitamente le basi in Italia, Germania e Spagna. Con circa 13.000 soldati americani attualmente schierati sul suolo italiano, un disimpegno del genere segnerebbe la crisi più profonda nelle relazioni bilaterali dal dopoguerra.
Le dichiarazioni arrivano proprio all’indomani della visita a Roma di Marco Rubio, che ha incontrato la premier Giorgia Meloni nel tentativo di ricucire lo strappo. Mentre il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ipotizzato l’invio di mezzi navali per garantire la sicurezza del commercio, la “freddezza” lamentata da Trump sembra aver già prodotto danni d’immagine, con Teheran che ironizza sul presunto tradimento degli USA verso i propri alleati.
La notte che attende Washington e Teheran potrebbe cambiare il volto del Medio Oriente; quella che attende Roma, invece, rischia di ridisegnare il ruolo dell’Italia nell’Alleanza Atlantica.
Giuseppe Basilico

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