
Il partito Fratelli d’Italia viene descritto dalle opposizioni come un movimento neo-fascista che guarda indietro ai tempi di Dio-Patria-Famiglia ma chi lo vota ha semplicemente reagito a quanto e’ avvenuto negli ultimi venti anni in Italia e nel mondo.
Il consenso crescente del populismo nazionalista e’ nato ed e’ stato alimentato dalla percezione che le classi dirigenti si sono rivelate inadeguate ad afffrontare una serie di crisi che si sono susseguite negli ultimi venti anni. Questa serie di eventi inizio’ con la crisi finanziaria del 2008, seguita da quella dell’Eurozona (Grecia) due anni dopo, quindi l’emigrazione di massa dal Medio-Oriente sconvolto dalle guerre civili, dalla Cina arrivo’ nel 2020 la pandemia del Covid ed infine a febbraio 2022 l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Tutte queste emergenze hanno costretto i governi a tagli alla spesa e soprattutto ad aumenti del debito pubblico,
Questa immissione di denaro fresco per tamponare le emergenze indirettamente e’ poi finita in gran parte a chi aveva gia’ disponibilita’ e potenziali investimenti e non a chi viveva di stipendi e salari di mese in mese. Anzi questa categoria ha dovuto subire tagli nei servizi e sopportare il peso dell’aumento del debito pubblico essendo piu’ vulnerabile. Gli economisti descrivono graficamente questa situazione con una K dove il tratto superiore rappresenta la minoranza con redditi in costante crescita e quello inferiore la maggioranza con un potere di acquisto relativo in costante diminuizione. In Italia in particolare a fronte di leggi di bilancio che distribuiscono una risicata manciata di miliardi per interventi su economia e lavoratori, si e’ assistito ad una spesa di 140 miliardi per incappottare il 4% dei fabbricati e 240 miliardi distribuiti a pioggia su una miriade di interventi improvvisati.
Questa distribuzione squilibrata di risorse pubbliche insieme ai fenomeni del globalismo ed immigrazione hanno portato molti a contestare il liberalismo economico a favore del nazionalismo e nativismo. Partiti e movimenti che si ispirano a questi principi, secondo i sondaggi d’opinione, hanno la maggioranza relativa (circa 30%) nel Regno Unito, in Francia. Germania e Italia.
Di solito governi e partiti populisti sono come lo yogourt, hanno una scadenza, ma oggi godono della sponsorizzazione ufficiale, anche se indebita del governo americano. Nel documento ufficiale US National Security Strategy, Trump scrive che l’Europa e’ in una fase decadente di “civilisational erasure” (cancellazione della civilta’) prodotta da una immigrazione incontrollata che causa una perdita’ di identita’ culturale, coesione sociale e tradizioni giudeo-cristiane e quindi auspica un cambio con il rafforzamento dei partiti “patriottici” nazionali. Sabato scorso il segretario di stato Rubio, piu’ diplomaticamente ha ribadito che l’America come “child of Europe” vuole mantenere l’alleanza atlantica ma i Paesi europei si devono adeguare a seguire la linea politica di Trump.
L’Europa e’ a un bivio e deve scegliere tra due modelli politici. Quella affermatasi dopo la II guerra mondiale fondata sui valori della democrazia, dei diritti umani, dello stato di diritto, del multilateralismo e inclusivismo. L’altra invece si basa sui principi MAGA cioe’del nazionalismo, nativismo, del Might is Right (la ragione del piu’ forte), dell’isolamento e del neo-colonialismo.
L’Europa quindi si trova nella singolare posizione di essere attaccata sia dai tradizionali avversari come Cina e Russia ed all’interno dall’alleato americano il cui governo incoraggia i partiti patriottici europei per disgregare l’UE.
Questa situazione pone un problema esistenziale per Meloni che si e’ autocandidata come mediatrice tra la Casa Bianca e Bruxelles, ma si trova con l’opinione pubblica europea disgustata da Trump e che di riflesso ha riscoperto i valori fondanti dell’Unione Europea.
Luigi Cariglia

Riflessione molto interessante, questa. Soprattutto perché si sforza di essere una analisi. Forse non è tutta condivisibile e/o forse non è tutto qui ma ciò che è importante è lo sforzo intellettualmente onesto (merce rara, di questi tempi) in direzione di una comprensione – prima di qualsiasi giudizio.