
“Un atto di guerra che ricorda e collega la fine degli anni ’80 con Panama e la rimozione del dittatore Manuel Noriega”. In quanto leader militare di Panama è stato (de facto – che si trova in stato «di essere» pur non avendo un riconoscimento ufficiale) il vero capo dello Stato e dittatore del paese centro-americano dal 1983 al 1989. Soprannominato Faccia d’ananas (Cara de piña) a causa del viso vistosamente butterato per le cicatrici. Dal 1987 circolarono accuse contro di lui per commercio di droga: Noriega finì per trovarsi in conflitto con gli Stati Uniti del presidente George H. W. Bush, che decise l’invasione di Panama nel dicembre del 1989. Nel 1992 venne processato e condannato a 40 anni di carcere per spaccio di droga e violazione dei diritti umani. Morì il 29 maggio, con l’ufficialità del decesso comunicata da Juan Carlos Varela (presidente di Panama) su Twitter. Sono stati sorpresi nel sonno Nicolas Maduro e la first lady Cilia, nella camera da letto della loro “fortezza” a Caracas. E non hanno potuto nulla di fronte all’irruzione condotta dagli uomini della micidiale divisione di elite Delta Force e da quelli del 160mo Reggimento Aviazione, quei ‘Night Stalkers’ (Cacciatori Notturni – questi soldati sono riconosciuti per la loro competenze nelle operazioni notturne. Con una precisione ineguagliabile) famosi per la missione ad Abbottabad (è una città del Pakistan capoluogo del distretto omonimo, nella Provincia della Frontiera del Nord Ovest) che portò all’uccisione di Osama bin Laden. I due hanno cercato di sfuggire, riparandosi in una camera blindata. Maduro non è però riuscito a chiudere la porta “molto spessa e molto pesante”, ha poi raccontato Donald Trump. L’aereo con a bordo il presidente venezuelano Nicolas Maduro, catturato nella notte dalle forze speciali americane a Caracas, è giunto a New York. Cnn mostra le immagini dell’atterraggio.
Il segretario di Stato Usa Marco Rubio, intervistato ieri dal New York Times, ha detto di voler sospendere il giudizio sulle dichiarazioni della vicepresidente venezuelana, Delcy Rodriguez, che ha negato l’intenzione di collaborare con Washington dopo l’arresto di Nicolas Maduro, che ha definito “l’unico presidente” del Venezuela. Dopo che il presidente americano Donald Trump ha affermato che Rodriguez si sarebbe resa disponibile, in un colloquio con Rubio, a collaborare con Washington da presidente ad interim, la vice di Maduro ha tenuto un durissimo discorso alla tv venezuelana in cui ha denunciato con forza l'”attacco brutale” Usa, sostenendo che il governo di Caracas difenderà “le sue risorse naturali”. Parlando in diretta televisiva, Rodriguez ha denunciato l’operazione militare statunitense come una grave rottura delle relazioni bilaterali. “Gli Stati uniti hanno lanciato un’aggressione militare senza precedenti che costituisce una macchia terribile nello sviluppo delle relazioni bilaterali”, ha affermato. Secondo Rodriguez, con l’attacco “sono cadute le maschere, rivelando un solo obiettivo: il cambio di regime in Venezuela”. Ha quindi accusato Washington di puntare alle risorse del Paese. “Questo cambio di regime permetterebbe anche l’appropriazione delle nostre risorse energetiche, minerarie e naturali. Questo è il vero obiettivo, e il mondo e la comunità internazionale devono saperlo”. Così gli Stati Uniti hanno catturato il leader del Venezuela, chiudendo il suo regno decennale. I preparativi per il blitz sono andati avanti per mesi e tutto era pronto già quattro giorni fa, ma alla fine l’operazione ‘Absolute Resolve’ (Risoluzione Assoluta) è stata posticipata a causa di condizioni meteo non congeniali, adatte. Poi nella notte fra venerdì e sabato c’è stata la svolta. Presidente Nicolos Maduro, ma li ha sempre odiati tanto questi americani?
Giuseppe Basilico

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