
Mentre Gaza è colpita da forti piogge e tempeste, la comunità internazionale resta indifferente davanti a questa catastrofe umanitaria. Centinaia di migliaia di palestinesi continuano a lottare in tende improvvisate allagate e distrutte. Il duro clima invernale, messo insieme con le già disastrose condizioni di vita, sta aumentando i rischi per la salute delle persone. 14 persone sono state uccise nella Striscia di Gaza nelle ultime 24 ore a causa del crollo di abitazioni e dell’allagamento delle tende che ospitavano famiglie sfollate durante una violenta tempesta invernale, ha riferito la Protezione Civile di Gaza. Tra le vittime figurano tre bambini morti per ipotermia, mentre altri sono stati ritrovati sotto le macerie delle case distrutte dalla pioggia battente e dai forti venti, in particolare nella città di Gaza e nelle zone settentrionali dell’enclave, ha riferito la Protezione Civile. Unifil (Caschi Blu) è presente in Libano da 47 anni, “trovo surreale che nel momento in cui c’è la peggior crisi si decida di andare via. Se l’Onu prenderà questa decisione, non penso che noi lo avalleremo e vedo che così la pensano anche gli altri principali Stati”. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa Guido Crosetto durante un punto stampa nella base militare di Novo Selo in Bulgaria. “Se non sarà sotto la bandiera Onu, la missione sara’ sotto quella europea. Comunque, gli attacchi israeliani non sono cessati del tutto e i suoi droni continuano a sorvolare Gaza mentre le truppe sparano su coloro che ritengono si stiano avvicinando troppo. Il bilancio delle vittime nella Striscia di Gaza supera le 70mila unità, mentre il numero dei feriti e’ salito a oltre 171mila dal 7 ottobre 2023, secondo i dati del ministero della Salute di Gaza. Quel giorno ha segnato l’inizio dell’attuale offensiva israeliana, in seguito all’attacco di Hamas in cui sono state uccise circa 1.200 persone.
Contraddicendo le ripetute affermazioni del Primo Ministro Benjamin Netanyahu secondo cui Israele non ha intenzione di reinsediare Gaza. Il portavoce delle Nazioni Unite ha dichiarato che nella Striscia di Gaza, nonostante il cessate il fuoco, continuano ad arrivare “segnalazioni di raid aerei, bombardamenti e sparatorie in tutti e cinque i governatorati di Gaza”. “Tutto questo – ha aggiunto Stephane Dujarric – ha causato” nelle ultime ventiquattro ore “vittime e interruzioni nelle operazioni umanitarie. Ieri, a una missione di soccorso per raggiungere una persona ferita a Gaza City è stato negato l’accesso”. Nella Striscia di Gaza si sta manifestando un nuovo tipo di emergenza: molti palestinesi, in mancanza di un rifugio, hanno scelto di vivere in edifici lesionati dalla guerra, rischiando di finire vittime dei crolli dei palazzi. Lo ha segnalato il portavoce dell’Onu, Stephane Dujarric, nel corso dell’incontro quotidiano con i media internazionali. La scorsa settimana, ha ricordato il portavoce, circa tremila famiglie colpite dalle inondazioni hanno ricevuto tende, materassi e coperte. Circa 250 mila bambini hanno ricevuto indumenti invernali”. Secondo le Nazioni Unite, 630 mila adolescenti in tutta la Striscia non hanno vestiario per affrontare l’inverno. La Turchia si aspetta che la seconda fase dell’accordo di cessate-il-fuoco a Gaza inizi all’inizio del 2026. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Hakan Fidan, dopo i colloqui tenuti nel fine settimana a Miami con funzionari di Stati Uniti, Qatar ed Egitto.Parlando in una conferenza stampa a Damasco, Fidan ha affermato che le discussioni si sono concentrate sugli ostacoli che impediscono di portare l’accordo alla fase successiva, aggiungendo che la priorità è che la governance di Gaza sia assunta da un gruppo guidato dai palestinesi. Primo Ministro Benjamin Netanyahu, qui non si fa che parlare di pace ma sembra che nessuno la voglia veramente. Quanto durerà dunque l’accordo con la Turchia?
Giuseppe Basilico

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